Cronaca
Arrestato Franco Alfieri, Sindaco di Capaccio Paestum: accuse di corruzione e turbativa d’asta
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2 anni fail

Franco Alfieri, sindaco di Capaccio Paestum, arrestato per turbativa d’asta e corruzione: coinvolti altri cinque indagati e sequestrati beni per oltre 543.000 euro.
Questa mattina, Franco Alfieri, sindaco di Capaccio Paestum e presidente della Provincia di Salerno, è stato arrestato dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno con gravi accuse di turbativa d’asta e corruzione. L’operazione ha portato anche all’arresto di altre cinque persone e al sequestro di beni per un valore complessivo di 543.000 euro.
Le indagini, condotte dal Gruppo della Guardia di Finanza di Eboli e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno, si concentrano su diverse procedure di affidamento di lavori pubblici a Capaccio Paestum. In particolare, l’inchiesta riguarda l’adeguamento e l’efficientamento energetico della pubblica illuminazione, appalti assegnati alla Dervit S.p.A., rappresentata da Vittorio De Rosa, anch’egli posto agli arresti domiciliari insieme a Alfonso D’Auria, procuratore speciale della stessa società.
Le accuse
Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Procura, Franco Alfieri e i suoi collaboratori avrebbero manipolato le gare d’appalto per favorire la Dervit S.p.A., utilizzando collusioni e mezzi fraudolenti. Tra i coinvolti vi è anche Elvira Alfieri, sorella del sindaco e legale rappresentante della Alfieri Impianti S.r.l., che avrebbe ottenuto subappalti per la realizzazione dei lavori, ricavando compensi significativi.
Le intercettazioni e i documenti acquisiti durante perquisizioni condotte a gennaio 2024 hanno svelato un sistema ben organizzato. Gli indagati, prima della pubblicazione ufficiale delle gare, avrebbero definito i dettagli tecnici e finanziari dei lavori, garantendo così alla Dervit l’aggiudicazione degli appalti. Carmine Greco, responsabile tecnico del Comune e RUP (Responsabile Unico del Procedimento) dei lavori, è ritenuto un elemento chiave dell’operazione, avendo facilitato la manipolazione delle procedure di gara.
In particolare, Greco avrebbe invitato aziende compiacenti a partecipare alle gare e avrebbe predisposto la documentazione necessaria per favorire la Dervit. In un episodio specifico, Greco avrebbe offerto un incarico a un professionista esterno per firmare atti redatti dalla Dervit, promettendo una ricompensa di 70.000 euro, somma mai effettivamente corrisposta.
Le procedure di gara sono state caratterizzate da una serie di anomalie. In due appalti, infatti, sono stati registrati ribassi anomali nei costi, ben inferiori rispetto agli standard previsti: il primo appalto ha registrato un ribasso inferiore al 17% e il secondo al 5%, rispetto al 33% previsto nei contratti di concessione.
Inoltre, il Comune di Capaccio Paestum avrebbe falsamente dichiarato alla Regione Campania che la gestione dell’impianto di illuminazione fosse “in house“, quando in realtà era affidata a un’associazione temporanea di imprese (ATI), di cui faceva parte proprio la Dervit S.p.A.
Le irregolarità si estendono anche alla gestione di un finanziamento regionale per il secondo appalto, sospeso a causa di ritardi. Per risolvere il problema, il Comune, su impulso del sindaco Alfieri, ha autorizzato una perizia di variante che ha consentito il pagamento alla Dervit di una somma aggiuntiva di oltre 160.000 euro.
Il provvedimento cautelare ha incluso il sequestro di beni della Dervit S.p.A. e della Alfieri Impianti S.r.l., per un valore complessivo di 543.000 euro, ritenuti proventi delle attività illecite. Questo sequestro rappresenta un ulteriore colpo al presunto sistema di corruzione e manipolazione che ha caratterizzato la gestione degli appalti nel Comune di Capaccio Paestum.
L’arresto del sindaco Franco Alfieri rappresenta un punto di svolta in un’inchiesta che ha svelato un complesso sistema di corruttele e frodi nell’ambito della gestione dei lavori pubblici. Le accuse di turbativa d’asta e corruzione, supportate da intercettazioni e prove documentali, gettano una luce inquietante sulla trasparenza amministrativa nel comune salernitano, con ripercussioni che potrebbero estendersi ben oltre la comunità locale.
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