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Inverno a Nizza, indulgente città sempre in costume
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2 anni fail

Carnevale tra Oriente e Occidente: Venezia, Nizza e Rio festeggiano, mentre l’inverno a Nizza si trasforma in una festa colorata
Un grande viaggio verso oriente, quello di Marco Polo sulla “Via della Seta”, che ha unito Venezia alla Cina, è stato il tema scelto quest’anno per il Carnevale della città lagunare, probabilmente il più famoso d’Italia.
Iniziate a gennaio, le celebrazioni del settecentesimo anno dalla morte del navigatore veneziano si sono unite, nel mese di febbraio, in un invisibile fil rouge, al Capodanno cinese: proprio in questi giorni, l’arrivo dell’anno del Dragone è stato salutato da cavalieri e dame nei sontuosi costumi settecenteschi della tradizione.
Oltre il Martedì Grasso, a Venezia, il Carnevale è già storia passata, mentre, dall’altro lato del globo, gli esuberanti cortei delle scuole di samba di Rio de Janeiro disegnano, ancora per qualche giorno, le loro ultime coreografie. Lungo un altro lungomare incorniciato dalle palme, affacciato però sul Mediterraneo, è ancora tempo di maschere.
Sulla Costa Azzurra, a Nizza, il Carnevale, che quest’anno avrà come tema “Il Re del Pop”, sfila ancora per le vie della città, fornendo un’occasione imperdibile per coniugare svago e cultura. In questo periodo, l’elegante emiciclo porticato di Place Massena diventa il palcoscenico delle “Sfilate dei Carri” e delle “Battaglie dei Fiori”, mentre la Promenade Paillon ospita il Villaggio, fulcro di iniziative, per grandi e piccini, legate alla festa più allegra dell’anno.
La colorata, coinvolgente e, talvolta, eccessiva folla festante invade le strade della località francese, normalmente dedita ad una mondanità decisamente più discreta. Il destino di questa città è legato al trasporto: quell’impulso forte, determinante, che trasforma le idee, dal pensiero alla creazione, ma anche al trasporto inteso concretamente come infrastrutture. Il suo porto è stato, in origine, importante scalo di rotte commerciali, in seguito anche approdo turistico ed oggi, sono più rare le “Pointus”, imbarcazioni dei pescatori locali, piuttosto che gli enormi mega yacht ormeggiati e ombreggianti.
La ferrovia che, agli albori della Belle Époque, collegava il nord della Francia alla Costa Azzurra ha contribuito a renderla località preferita dall’élite francese e inglese, che fuggiva dai rigidi climi del nord Europa: è il periodo d’oro della villeggiatura, vacanze di lunga durata in ville private o in alberghi di lusso, che in città ancora oggi sono testimoni architettonici del “bien vivre”. Città vincente, non solo per l’etimologia del suo nome (Nikaya, in onore a Nike, dea della vittoria) o per il gioco d’azzardo nei suoi casinò, ma, soprattutto perché, da destinazione elitaria di un tempo, oggi è meta eletta del turismo in inverno, per via del suo clima mite, che consente di trascorrere piacevoli giornate en plein air, prendendo il sole in riva al mare o nei suoi lussureggianti giardini.
A Nizza, si sta quasi sempre all’ aperto. La colazione dei bar e caffè nei pressi della cattedrale di S. Reparata; il “rendez vous” per il pranzo con i sapori del mare si fa glamour, se si scelgono i ristoranti stellati o in quelli dei prestigiosi alberghi sulla mitica “Promenade des Anglais” (su cui spicca l’iconica cupola del “Negresco”), oppure ci si può concedere il lusso della semplicità di una pausa dei bar in spiaggia o ancora seduti sulle iconiche sedie in ferro blu; mentre, per la cena, l’opzione di scelta è tra le eleganti verande delle brasserie di “Rue de la Libertè” o per i meno impegnativi “comptoir”, localini semplici per mangiare al banco, caratteristici dei vicoletti della “Viex Nice”.
I sapori del mare si uniscono in armonia ai prodotti della terra, come legumi e verdure, dando vita ai piatti simbolici, perfetti nella loro semplicità: “Pissaladiere”, “Socca”, “Salade niçoise”, in cui sale, olio ed erbe mediterranee (timo, basilico e origano, su tutti) si mescolano alla perfezione.
Spezie, erbe e fiori che, in combinazioni diverse, diventano protagoniste del gusto e della bellezza, dalla tavola alla toilette: nel vivace mercato di Cours Saleya, sui banchi dai caratteristici tendalini a strisce gialle, rosse, verdi e blu, non solo fiori, ma sacchetti di spezie, flaconi di essenze e panetti colorati di sapone si fanno souvenir “prêt-à-porter” di emozioni olfattive.
Come scriveva Dumas “Nizza, dolce pigrizia”: lentezza indulgente che si cristallizza, zuccherosa, nella frutta candita e nei bonbon da gustare presso la “Maison Auer”, dove incantarsi tra lampadari di cristallo e arredi Art Deco, e arrendersi ai peccati di gola. La vocazione al piacere è intrisa nell’anima di questa località sulla Baia degli Angeli: il pittore Matisse, la cui casa-atelier è uno dei musei più visitati, diede ad un suo dipinto quel titolo di “Lusso, calma e voluttà”, sintesi perfetta tra ispirazione e aspirazione, in accordo con la città.
Il “Musee des Beaux Arts”, edificio splendido che racchiude capolavori di artisti come Raoul Dufy e Gustav Adolphe Mossa, “Villa Massena” con l’esposizione di locandine turistiche d’epoca, e il barocco “Palais Lascaris” rappresentano una piccola parte dell’offerta culturale della città, insieme alla Basilica di Notre Dame e alla chiesa Ortodossa di San Nicola.
Quest’anno, il fuoco della festività in maschera resterà acceso fino al 03 marzo, poi, come nel famoso dipinto di Mossa, “Pierrot s’en vait”, morirà e diverrà cenere: alla città di Nizza non resterà che dismettere quello di Carnevale e prepararsi a indossare il costume da bagno, in attesa di godersi e far godere i piaceri di una nuova stagione in arrivo.








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