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Riflessi d’acqua e spirito di vino: inebriante fiaba d’autunno in Aquitania
Pubblicato
3 anni fail

Bordeaux, città delle mille sfumature tra riflessi d’acqua e lo spirito dei vini eleganti: un luogo di piacere senza fine
C’era una volta, sulle rive del “Porto della Luna” nei pressi della “Costa d’Argento”, Burdingala, conosciuta da molti come la “Bella Addormentata”.
Ancora oggi, il suo risveglio ha un ritmo lento, quasi pigro, soprattutto in autunno, quando il fresco del mattino invita a indulgere nel profumo del pane e nell’aroma del caffè.
Sembra rassicurare sé stessa e gli altri, affermando “niente fretta, c’è tempo”. La sua vita è ricca, ma non opulenta né sfarzosa, piuttosto, consapevole del benessere raggiunto in tutti gli ambiti.
Quando piove, e ciò accade spesso, la giornata scorre tranquilla, andando in tram: tra i banchi dell’ottocentesco mercato “des Capucins” alla ricerca di delizie per il palato, in contemplazione delle opere del “Musèe des Beaux-Arts”, oppure scegliendo di visitare la chiesa di “Saint Pierre” o ascoltare l’organo nella gotica “Saint Andrè” dalle alte guglie. Se il tempo è bello, invece, via libera alla bici, verso l’ampissima “Esplanade de Quinconces” o i giardini pubblici che, proprio nelle stagioni di passaggio, offrono molteplici sfumature di colore.
E, ancora, a piedi, per lo shopping nell’ “infinita” “Rue Sainte Catherine” o per raggiungere il salotto di “Place de la Bourse”, attraversando la “Porte Cailhau”. Superfluo affermare che dà il meglio di sé quando è ora di mangiare: è assolutamente devota al buon cibo e al buon bere, da cui ha attinto l’arte monumentale (e qui, è proprio il caso di dirlo!) del decantare: dedicare pazientemente del tempo a lasciar sedimentare le scorie della vita, sedendo al tavolino di un bistrot, godendo di ogni attimo e riempendo l’attesa con lo spirito giusto.
A lungo “corteggiata” dagli inglesi, da sempre amata dai francesi, ha ammiratori da tutto il mondo, che apprezzano il suo buon gusto, raffinato, ma mai sofisticato. La sua inclinazione femminile si esprime in una grande contraddizione: pur avendo un effetto inebriante sugli altri, l’acqua è il suo elemento naturale.
Quella dell’oceano e del fiume, che, nei secoli, hanno condotto a lei antichi vascelli dai preziosi carichi, come tè, caffè, spezie; quella dei vecchi bacini, trasformati, oggi, in spazi d’arte digitale all’avanguardia, che attirano viaggiatori da tutto il mondo; quella delle fontane, dalle gocce scintillanti alle solide in lacrime d’acciaio; quella spettacolare del “Miroir d’Eau”, che non è solo palcoscenico liquido, ma, soprattutto il “servo delle brame” che le garantisce un riflesso non deformato della sua bellezza.








La sua è un’anima vera, reale ed ha i colori caldi, liquidi e lucenti dell’autunno: l’oro satinato delle facciate settecentesche di palazzi di nobili e mercanti e quello lucido del riflesso del “Ponte di Pietra”, l’ambra delle luci dei poetici lampioni, il rame scanalato degli stampi dei Cannelès, quei piccoli scrigni di dolcezza profumati al ruhm, vero e proprio imperdibile peccato di gola. Certo, non è un segreto che, negli anni, si sia sottoposta a vari lifting importanti, solo per preservare un’immagine estetica autentica, non artificiale e garantirne la persistenza. Ha perfino cambiato nome, ma mai il suo spirito.
Eppure, non è certo la vanità il suo capriccio: piuttosto, ha il difetto di mettere in imbarazzo ogni suo ospite, facendolo sentire incerto per le numerose proposte culturali (tra librerie, teatro e mostre) o assolutamente confuso tra le innumerevoli etichette nella scelta di una bottiglia di vino.
Ogni sera, però, in un’atmosfera vellutata, si presenta al pubblico nel suo abito migliore ed esercita la sua vocazione di moderna Ebe: distribuire il suo nettare divino, regalando momenti immortali di piacere a qualsiasi essere umano. “Libiamo ne’ lieti calici, che la bellezza infiora; e la fuggevol ora, s’inebrii a voluttà”: anche se le parole di Verdi, quelle del celebre inno de “La Traviata”, potrebbero essere assolutamente il suo inno, no, non si tratta di Violetta; oggi, il suo nome, elegante e nobile come il suo vino, è Bordeaux.
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