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Step Back: il nuovo romanzo di Siro Comencini

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Step Back

Con Step Back, Siro Comenicini ci porta attraverso le insicurezze di un tredicenne, raccontate dal protagonista ormai adulto

Autore: Siro Comencini
Editore: QuiEdit
Genere: Narrativa, Romanzo di formazione
Pagine: 238
Prezzo: 16,15 €

Dopo il primo romanzo “Ikigai” (QuiEdit, 2021), Siro Comencini torna in libreria con il romanzo “Step Back” – un libro che per tematica e modalità si inserisce perfettamente all’interno dell’iter di scrittura e pubblicazione del suo autore, specie se consideriamo l’amore e la passione i reali motori di entrambi i racconti.

Credere in un sogno, fare prova della fatica e imparare quanto costi, apprendere l’importanza della dedizione, dell’allenamento continuo, dell’impegno costante anche quando si avrebbe voglia di lasciare tutto, aggrappati alle proprie debolezze e insicurezze.

“Step Back” racconta l’adolescenza del giovane Luca, a partire dai tredici anni, quando di punto in bianco scopre uno sport che fino ad allora non aveva mai preso in considerazione: troppo preso dall’essere ciò che gli altri hanno già deciso per lui.

La rivelazione per Luca è il basket: uno sport fatto di sacrifici ma anche infinite possibilità, che lo porterà a convincerlo di poter superare i propri limiti, di poter mettere tutto se stesso in qualcosa che possa aiutarlo a riscattarsi, a trovare il proprio posto nel mondo.

Ciò che emerge con prepotenza dalle pagine scritte da Siro Comencini è un invito a battersi per i propri desideri e a osservare i limiti come qualcosa non che ci blocchi, ma che ci sproni a superarli. E Luca, tredicenne insicuro perso nei propri timori, si dimostra essere il soggetto perfetto per insegnarci tramite la lettura, ancora una volta, qualcosa che non sospettavamo o di cui forse, col tempo, ci eravamo dimenticati.

“Step Back”, raccontato attraverso una prima persona singolare ma onnisciente, è il ricordo della giovinezza del narratore – ormai più che trentenne – del suo tentativo di affermarsi, messo a dura prova dagli infortuni e dai rallentamenti che lo coinvolgono, che tentano di farlo arretrare nei propri passi.

“Un mondo di cose, una miriade di lezioni che attraverso la pallacanestro mi sono state trasmesse, da un’autorità inconfutabile e superiore a qualsiasi entità provasse a comandarmi in adolescenza”

Compiere un passo indietro nei labirinti della memoria, tra i ricordi aggrovigliati, riavvolgere il nastro per raggiungere la consapevolezza e poi donarla ai suoi lettori, ecco ciò che Comencini è in grado di fare attraverso la storia di Luca, un adolescente che non si è mai arreso.

Luca è adulto quando racconta ciò che gli è capitato, non ha dimenticato la sua infanzia, ciò da cui proviene, e soprattutto è proprio quella stessa voglia atavica a spingerlo verso la realizzazione persino nel presente – persa l’illusione propria della giovinezza – a fargli ritrovare la forza di rimettersi in gioco, il coraggio di accettare il rischio di fallire.

Perché lo sport non è soltanto focolare di successi e aspettative mantenute, quanto piuttosto miscellanea di delusioni, di arresti e infortuni, di gare vinte, certamente, ma soprattutto di sconfitte, di confronti tra le file degli spogliatoi, dove si condividono gli stessi obiettivi comuni, si misurano i successi e si ragiona attraverso un noi comunitario che dovrebbe stare alla base dell’intera società (non solo di quella sportiva!).

Che sia svolto a livello agonistico o come semplice attività dilettantistica, lo sport è sempre aggregazione, conforto al male e all’abitudine della vita, valvola di sfogo e rivincita sulle angosce, sull’ansia da prestazione, sull’ansia di non essere mai abbastanza.

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