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Riscoprire e proteggere l’Italia: la Missione imperativa del FAI
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3 anni fail

FAI, il Fondo Ambiente Italiano: Riscoprire e Proteggere l’Italia, il Patrimonio Artistico e Naturale dell’Incredibile Bel Paese
L’Italia, il Bel paese: questa definizione, un tempo sicuramente poetica, oggi forse un po’ troppo retorica, è stata utilizzata da Dante e Petrarca, per sintetizzare in due parole l’armonia tra un clima dolce, la varietà di paesaggi naturali in un territorio abbastanza contenuto e un patrimonio artistico e culturale di valore inestimabile.
Il cambiamento climatico, ormai evidente sotto gli occhi di tutti, la naturale azione consuntiva del trascorrere del tempo, insieme all’incuria (o, peggio, agli atti di vandalismo volontario), sono i nemici dell’ambiente naturale e del complesso di beni artistici che il nostro Paese ha il privilegio di possedere. Come sosteneva Dostoevskij, “la Bellezza salverà il mondo”, ma chi salverà la Bellezza?
Nel nostro Paese, ad affiancare il Ministero della Cultura, nel suo ruolo istituzionale, c’è il FAI, “Fondo Ambiente Italiano”. Giulia Maria Crespi, importante esponente della borghesia imprenditoriale milanese, amando profondamente l’arte e la natura, comprendendo che era dovere morale di tutti di occuparsi dell’eredità culturale e paesaggistica della propria patria, decise di aiutare fattivamente e, prendendo ad esempio il modello inglese, costituì una fondazione senza scopo di lucro.
Al fine di affiancare lo Stato nel compito, assai arduo, di valorizzare e proteggere il bello, nasce nel 1975 il FAI, che, in tre semplici parole, “cura, promuove, vigila” la preziosa eredità italiana, attraverso diverse iniziative che vedono coinvolti soci, donatori, volontari, istituzioni pubbliche e private. In quasi cinquanta anni di attività, grazie alle donazioni, alle sponsorizzazioni, alle “adozioni”, questa fondazione ha letteralmente salvato centinaia di luoghi dall’abbandono, dall’incuria, dalla depredazione, che avrebbero portato inevitabilmente alla perdita di beni straordinari.
La fondazione opera, tra l’altro, attraverso l’organizzazione di una serie di eventi, che si concretizzano nell’apertura di luoghi (da percorsi naturalistici, a residenze storiche private o beni di enti pubblici) normalmente non accessibili, per essere conosciuti, apprezzati e vissuti da tutti. Il prossimo fine settimana, sabato 14 e domenica 15 ottobre, si terranno le “Giornate FAI di Autunno”, che rappresentano, insieme alle “Giornate FAI di Primavera” e alle “Mattine FAI di Inverno” (che si ripetono ogni anno) una fantastica occasione per organizzare dei weekend, in cui affiancare, al relax, alla passeggiata nella natura, alla golosa piacevolezza dell’enogastronomia, anche la scoperta e la riscoperta della meraviglia dell’arte e dell’operosità italiana, che diamo troppo spesso per scontata.
Una spinta diversa per viaggiare in Italia: per chi non può allontanarsi, rimanendo nell’ambito della propria provincia; per chi ha la possibilità, conoscere una nuova regione, apprezzandone magari la diversità. Non solo ville, palazzi storici, chiese, castelli, biblioteche, ma anche siti produttivi di archeologia industriale o laboratori artigianali che, sono stati e, in alcuni casi, sono ancora, il fiore all’occhiello delle produzioni nazionali di pregio e qualità.





Queste, alcune delle alternative offerte, che si ha la possibilità di conoscere e di apprezzare di persona, anche grazie alle informazioni che verranno fornite dal vivo ai visitatori. Nessuna audioguida e pochissima carta: altro impegno della fondazione, è, infatti, la valorizzazione del volontariato, a cui vengono indirizzati soprattutto i giovani. E’ grazie al lavoro dei volontari che gli incontri tra i beni e il pubblico sono un successo ad ogni evento: in particolare, un impegno che vede coinvolti adulti in delegazioni e studenti delle medie e delle superiori in qualità di “ciceroni”, garantendo accoglienza e un corredo di informazioni sul luogo oggetto di visita.
La cura è un’opera infinita, data la vastità delle meraviglie che l’Italia possiede: altra iniziativa della fondazione è la campagna di sensibilizzazione attraverso un vero e proprio censimento, mediante il quale si segnalano altri siti che necessitano di essere salvaguardati, i cosiddetti “Luoghi del cuore”.
Che si scelga, dunque, solo di versare il contributo in occasione degli eventi per la singola visita o che si decida di diventare socio di questa fondazione, attraverso la donazione annuale, “FAI” non è solo un acronimo, piuttosto un imperativo morale di ogni italiano ad agire fattivamente, come diceva, appunto, Giulia Maria Crespi, “…perché il figlio di tuo figlio veda l’Italia come l’hai vista tu” e, se possibile, anche meglio!
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