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Dieci anni di Spotify, la piattaforma che ha cambiato una generazione (e non solo)
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3 anni fail

Brani, playlist, podcast: Spotify non è semplicemente una piattaforma su cui ascoltare musica, ma è l’emblema del nostro tempo e di una generazione. Quella guidata dallo streaming.
Era il febbraio del 2013 quando Spotify aprì per la prima volta i battenti in Italia. Arrivava con un’esperienza di cinque anni, maturata dopo essere stato lanciato nel 2008 in Svezia. E da quel momento nulla, nel mondo della musica e non solo, sarebbe più stato come prima.
22 miliardi di stream a livello mondiale, quasi 200 mila artisti solo in Italia, con un incremento del 650%. I più ascoltati? Sfera Ebbasta e Madame, con Salmo a ottenere il record di canzone più ascoltata, con “Il cielo nella stanza” mentre “Muschio Selvaggio”, “The Essential” e “I podcast di Alessandro Barbero” sono il podio per quanto riguarda l’informazione, la società e la cultura.
Numeri impressionanti, che si devono leggere soprattutto sotto la lente del nuovo pubblico, quello della Generazione Z. Ci sono loro, infatti, dietro al successo di piattaforme di questo tipo, caratterizzate in particolar modo dallo streaming. Da Spotify ai siti di gioco online, dallo sport alle serie tv, l’intrattenimento ormai viaggia sui binari dello streaming, il canale preferito dai giovani. Nei primi tre mesi del 2022, secondo quanto riporta Corriere Nazionale, gli utenti di età compresa tra i 18 e i 24 anni hanno ascoltato più di 578 miliardi di musica, più di qualsiasi altra fascia anagrafica.
I motivi di questa predilezione devono ricercarsi nel periodo storico in cui viviamo, un momento di crisi, di ansia e di stress per i ragazzi della Gen Z, che cercano proprio contenuti audio per affrontare questo tipo di problemi. Lo rende noto la ricerca Culture Next promossa proprio dalla piattaforma, che mette in evidenza come il 61% degli utenti di età compresa tra i 18 e i 24 anni nel nostro paese racconta di ascoltare podcast per provare a trovare risposte a domande difficili o inerenti alla loro sfera personale, prima di parlarne con la propria famiglia.
Per la stragrande maggioranza dei giovani, infatti, è l’audio il genere espressivo migliore per esplorare sé stessi e il mondo che ci circonda, con l’83% degli intervistati che spiega come podcast e canzoni possano aiutare nella scoperta dei diversi aspetti della propria personalità. È così insomma che si spiega il successo di Spotify, una piattaforma che ha avuto un impatto unico nel panorama culturale del nostro tempo. E che ha ancora molto da dire per il futuro.

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