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25 arresti nel clan Sangermano: duro colpo alla camorra
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4 anni fail
Durissimo colpo alla camorra: 25 arresti nel clan Sangermano. Armi, usura, estorsioni. Nell’inchiesta l’inchino della Santa Patrona davanti la casa del Boss
25 arresti nel clan “Sangermano”. Nell’ambito di un’indagine coordinata della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna e personale della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Ad emettere in provvedimento il Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della DDA partenopea. A finire in carcere per effetto della misura cautelare 25 indagati, ritenuti appartenenti al Clan “Sangermano”, sodalizio criminale che opera nell’agro nolano.
I 25 sono ritenuti indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, trasferimento fraudolento di valori. Ancora di illecita concorrenza, usura, autoriciclaggio e porto e detenzione illegale di armi comuni da sparo. Quest’ultimi reati aggravati dalle finalità e modalità mafiose.
L’attività investigativa, svolta dal 2016 al 2019, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha consentito di evidenziare l’operatività del sodalizio criminale, con base a San Paolo Bel Sito (NA). I loro interessi sono in gran parte nell’agro nolano ed in una parte della provincia di Avellino. Il clan, secondo gli inquirenti, tenderebbe ad affermare il proprio controllo egemonico sul territorio di interesse, anche con la disponibilità di una importante quantità di armi comuni da sparo.
Le indagini hanno fatto emergere plurime condotte estorsive poste in essere dal sodalizio attraverso l’imposizione di articoli caseari a numerosi esercizi commerciali della zona. Attraverso, inoltre, l’induzione degli imprenditori all’acquisto di provviste per l’edilizia da una sola rivendita di riferimento.
Il clan si assicurava importanti profitti economici anche attraverso l’attività di riciclaggio, l’illecito esercizio della professione creditizia. Non solo, anche attraverso la concorrenza illecita, esercitata grazie alla forza di intimidazione promanante dalla perdurante azione associativa sul territorio.
A dimostrazione della pressante presenza del clan sul territorio, nel corso della processione della patrona del paese, l’effige della Santa era stata fatta “inchinare” innanzi l’abitazione del capo clan.
Nel corso delle attività, i carabinieri hanno eseguito anche un decreto di sequestro preventivo, per un valore di circa 30 milioni di euro, su immobili (terreni e fabbricati), società, autovetture e rapporti finanziari.

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