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Piazza D’Annunzio e “Baby gang” a Qualiano: urgono interventi
Pubblicato
3 anni fail

La presunta Baby gang di Piazza D’Annunzio a Qualiano ha minacciato con un coltello un altro ragazzino. La famiglia ha denunciato.
Si parlava spesso della “baby gang” di Piazza d’Annunzio a Qualiano e di come facessero il bello e il cattivo tempo nei confronti di ragazzi che frequentano la zona. Sempre voci, sempre nell’ambito del dico non dico, faccio non faccio e denuncio, ma alla fine meglio non denunciare.
Questa volta sono cascati male perché ad essere aggredito è un ragazzo veramente perbene, uno di quelli che certamente non “se la cerca”. Questi soggetti evidentemente disagiati, hanno aggredito Agostino. Un figlio della Qualiano perbene, uno di quelli che non rispondono occhio per occhio e dente per dente, ma di quelli che si rivolgono alle forze dell’ordine e chiedono giustizia per quanto accaduto. Lo hanno aggredito e minacciato brutalmente con un coltello. Per questa volta solo un grandissimo spavento per lui e per la sua famiglia.
Quanto passerà prima che si spingano oltre? Questi fenomeni vanno stroncati subito. Non bastavano la criminalità, piloti imbecilli di moto e tanto altro a dare problemi. Adesso ci si mette anche questa presunta “Baby gang” a minare la tranquillità dei ragazzi che vogliono vivere la loro città.
Il fatto è avvenuto nella nuovissima Piazza D’Annunzio. Quella che dovrebbe essere il salotto buono di Qualiano, ma che di sera dopo una certa ora diventa terra di nessuno.
I comportamenti di questi giovanissimi costringono di fatto a non frequentare la piazza, costringono le attività commerciali a chiudere prima il tutto per il senso costante di insicurezza. A nulla valgono gli sforzi e gli eventi se tutti i giorni c’è il deserto. Adesso è toccato ad Agostino, ma poteva essere chiunque.
Margherita, che considera un figlio questo ragazzo, è preoccupata, come lo sono le tante mamme che si sono trovate in questa brutta esperienza. Il suo post su facebook straborda di reactions e di commenti di solidarietà. Dopo però che si fa? Si aspetta un altro caso da commentare? Credo che la stesssa Margherita voglia altro ed infatti lo ha scritto. Bisogna agire
Il Comando dei Carabinieri di Qualiano ha bisogno di sostegno e se, proprio vogliamo, anche di una nuova struttura più adeguata dove insediarsi, magari in grado di ospitare più personale. Ciò che svolgono i militari dell’arma a Qualiano si avvicina al miracolo.
Poi c’è il comando della Polizia Municipale, ridotto a sei uomini e tra poco probabilmente cinque. Quale sicurezza possono assicurare alla città se a stento riescono a fare l’ordinario?
Molto lo può fare l’amministrazione comunale nelle riunioni per l’ordine pubblico e la sicurezza che si svolgono in Prefettura. Il Sindaco o un suo delegato può chiedere controlli straordinari del territorio, quelli che nel gergo delle Forze dell’Ordine si chiamano “Operazioni di Alto impatto”.
Ci sono comuni dell’area Nord come, ad esempio, Frattaminore in cui si sono susseguite ogni giorno per mesi.
Forse Qualiano non è una città ad alta concentrazione criminale come altre, ma sta imboccando quella strada e solo persone che non guardano più in là del loro naso non se ne accorgono.
Bisogna agire subito. Ci rivolgiamo, come istituzione sul territorio a lei Sindaco Raffaele De Leonardis, abbiamo deciso di tenere la nostra sede a Qualiano, quando diverse volte ci hanno proposto di spostarla in comuni limitrofi, l’abbiamo tenuta nonostante l’astio che componenti della sua amministrazione nutrono nei nostri confronti. Lo abbiamo fatto perché vogliamo bene a questa città.
Adesso però è il momento di agire, adesso è il momento di spingere sull’acceleratore della sicurezza e della legalità, non a chiacchiere Raffaè, ma con azioni visibili e concrete.
Altrimenti la città continuerà nel suo lento e costante avvitamento socio-economico-culturale, trasformandosi – in ultima analisi – in un altro sobborgo degradato e dormitorio della periferia di Napoli. Hai voglia ad abbellire e riqualificare se la gente non frequenta la città non passeggia.
So che non vorresti mai che accadesse, caro Sindaco, ma io non riconosco più la città dove sono cresciuto dalla nascita.
Io non ho 15enni che partecipano come li avevi tu, caro Raffaele, li ho avuti per poco. Sono anni che non ne vedo più, tu li vedi?
Vedo però ragazzini (15 e 16 anni) che vanno in giro e giocano a fare i duri con coltelli, pistole a salve e noccolieri. Vedo ragazzine (14, 15 e 16 anni) che giocano a fare le mammine con bimbi veri. Lascio spiegare agli esperti tutto ciò di cosa sia sintomo, non ne sarei capace.
Non ho avuto il piacere che hai avuto tu ai tempi dello “Spillo” e lo stesso piacere che ha avuto Filippo Vastarella ai tempi della gloriosa “Voce di Qualiano”. Lo stesso piacere che hanno avuto quelli della “Bocca della Verità” e quelli del “Timone”.
Adesso basta! È necessario un tuo intervento, caro Raffaele, più incisivo di quanto già certamente fai. Lo chiedo a nome dei tanti miei amici che sono mamme e papà di ragazzini che non hanno avuto la stessa nostra possibilità di frequentare la città in piena sicurezza. Sono certo che capirai ed agirai.
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