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Elezioni Ordine Architetti: ecco la lista Valore+

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Elezioni ordine degli architetti
la lista Valore+

L’ordine degli Architetti si appresta alle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine. Valore+ presenta la sua lista

Elezione Ordine degli Architetti, Valore+ presenta la sual lista. Il valore dei professionisti, del lavoro, della competenza, della conoscenza e del dialogo, è al centro del programma e delle azioni che, attraverso il contributo di tutti gli iscritti all’Ordine degli Architetti, “Valore +” intende intraprendere nel prossimo quadriennio per l’indispensabile rilancio e riaffermazione del ruolo sociale della figura professionale dell’architetto.

“Le Elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Napoli per il quadriennio 2022/26, cadono in un momento storico in cui, mai come prima, l’attuazione di una reale e profonda transizione energetica ed ecologica è un’esigenza assoluta ed improcrastinabile”. Così ha dichiarato Lorenzo Capobianco in una nota inviata in redazione.

“Progetti, risorse e politiche del PNRR costituiscono l’occasione per ripensare in modo organico al sistema Paese ma rappresentano anche il migliore strumento per la riaffermazione della centralità e del valore della professione dell’architetto che non possiamo più permettere che sia marginalizzata”. Ha ancora proseguito Capobianco.

“Impegni e sfide non facili perché, tempi contingentati, risorse economiche, capacità di redigere progetti organizzando il lavoro secondo modalità diverse ed innovative, capacità di dialogo costruttivo con le Pubbliche Amministrazioni sono proprio i terreni di confronto sui quali, negli ultimi anni, si è lasciato spazio maggiore ad altre figure professionali, da sempre complementari ma storicamente mai alternative a quella dell’architetto”. Ha concluso il capolista.

Un gruppo costruito attraverso un lavoro di sintesi per il raggiungimento di quella unità che riesce a fare delle differenze.

Si tratta di ricchezza e valore aggiunto con particolare attenzione alla voce ed alle specifiche istanze del territorio.

“Attraverso un lavoro aperto alla condivisione ed al contributo di tutti, i primi punti dell’agenda di lavoro, costruita e condivisa con tutti i componenti della nostra lista. Essi vanno dalla semplificazione delle procedure alla riforma delle competenze professionali passando per l’implementazione dei servizi offerti agli iscritti, la riforma dei crediti formativi per un aggiornamento premiale e specialistico. In primis, la promozione dei Concorsi di Architettura con modalità che, in nome della qualità del progetto, possano garantire l’accesso al confronto al ventaglio più ampio possibile di professionisti”. Ha sottolineato il candidato Aniello Tirelli.

La lista “Valore +” è composta da: Lorenzo Capobianco (docente Unicampania, Napoli, già vicepresidente dell’Ordine), Salvatore Visone (docente Federico II e libero professionista, Ottaviano, già presidente dell’Ordine), Sofia Tufano (docente scolastica, Boscotrecase, già tesoriera dell’Ordine), Marco Borrelli (docente Unicampania, Napoli, già consigliere dell’Ordine), Emma Buondonno (docente Federico II, Napoli, consigliere uscente), Antonio Cerbone (libero professionista, Afragola, consigliere uscente), Antonio Coppola (libero professionista, Castellammare, consigliere uscente), Francesco Varone (personale T.A. Federico II, Napoli, già segretario dell’Ordine), Marianna Amato (libero professionista, Giugliano in Campania), Raffaella Celone (docente scolastica, Torre Annunziata), Sirio Giametta (libero professionista, Frattamaggiore), Ferdinando Giampietro (docente scolastico, Nola), Francesca Natale (libero professionista, Napoli), Giovanni Panico (libero professionista, Napoli) e, per la sezione B (architetto junior) Aniello Tirelli (libero professionista, Villaricca, consigliere uscente).

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Elezioni Ordine degli Architetti: vince Valore+

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Elezioni ordine degli architetti

Elezioni ordine degli Architetti, La lista “Valore+” conquista tutti i 15 seggi. Tra loro esponenti dell’Area Nord: Aniello Tirelli e Marianna Amato

Elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Architetti. Concluse il 28 settembre le operazioni di spoglio dei voti.

Due erano le liste che hanno partecipato alle competizione “Architettura e Partecipazione” e “Valore+”.

L’esito della conta dei voti ha determinato la vittoria della Lista “Valore+” che i cui componenti hanno ottenuto il maggior numero dei voti conquistando tutti i 15 seggi disponibili.

Ancora una volta garantita la rappresentanza dei Professionisti dell’Area Nord di Napoli.

Erano tre, infatti, gli architetti candidati: Aniello Tirelli già consigliere e nuovamente confermato, Marianna Amato, neo eletta e Giuseppe D’Ausilio che purtroppo non ha ottenuto il consenso necessario per ottenere uno scranno nella sede di Piazzetta Matilde Serao.

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Caro Energia: FICEI-ASI scrive a Draghi

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Caro Energia: FICEI-ASI
Andrea Ferrori Presindente FICEI

Il caro energia inizia a mordere duro la FICEI-ASI invia una missiva a Draghi: Necessari interventi in tempi brevi

Il caro energia inizia ad intaccare anche i servizi pubblici essenziali ed allora sul tema intervine anche FICEI-ASI (Federazione Italiana Consorzi ed Enti di Industrializzazione)

La FICEI (Federazione Italiana Consorzi ed Enti di Industrializzazione), rappresenta oltre 30 Enti Pubblici di gestione delle aree industriali sparsi su tutto il territorio nazionale.

Il Presidente Andrea Ferroni ha raccolto l’enorme preoccupazione dei Consorzi sugli effetti catastrofici del “caro energia” per la gestione e la prosecuzione dei servizi dagli stessi offerti al mondo industriale.

Ha posto, infatti, particolare attenzione al settore essenziale del trattamento e depurazione dei reflui industriali. Il presidente Ferroni ha scritto una nota al Presidente del Consiglio Mario Draghi, in uno ai Ministri dell’Economia e delle Finanze, dello Sviluppo Economico, della Transizione Ecologica, del Mezzogiorno, oltre che a tutti i principali esponenti politici e istituzionali.

L’intento è quello di sensibilizzarli ad intervenire in tempi brevissimi su tutte quelle realtà pubbliche e private, che erogano “servizi pubblici essenziali”. Esse, infatti, non possono modificare i costi dei servizi erogati. Parte di esse non voglio aumentare i cosri al fine di non appesantire la già precaria situazione delle imprese. Di riflesso quindi sono tecnicamente in “default” a causa dell’aumento sconsiderato dei costi energetici per la gestione dei propri impianti. Si parla, infatti, di impiati strategici come quelli che si occupano della depurazione di reflui industriali.

Il testo della missiva inviata da FICEI-ASI

I Consorzi di Sviluppo Industriale (A.S.I.) annoverano tra i propri compiti istituzionali anche la realizzazione delle opere di urbanizzazione e delle infrastrutture necessarie alla realizzazione e funzionamento degli insediamenti produttivi e, quindi, la loro gestione lo svolgimento delle attività di conferimento, trattamento, smaltimento di reflui provenienti da attività civili, industriali e speciali.

Ed invero, le suddette attività di gestione degli impianti di depurazione e di smaltimento dei reflui/rifiuti industriali, costituiscono servizi pubblici essenziali ex Legge 12 giugno 1990 n.146 ovvero servizi di pubblico interesse che, in quanto tali, devono essere obbligatoriamente erogati e giammai essere interrotti.

Ovviamente, le succitate attività di gestione degli impianti unitamente a quelle di trattamento e depurazione dei rifiuti autorizzati sono soggette, quali servizi pubblici essenziali, a tariffe amministrate/calmierate stabilite che, infatti, ne costituiscono il corrispettivo ed, in quanto tale, finalizzato a garantire l’equilibrio economico-finanziario degli Enti consortili che, com’è noto, sono obbligati al pareggio di bilancio.

Orbene, una delle componenti principali della predetta tariffa è, ovviamente, il costo dell’energia, necessaria all’ineludibile funzionamento dei predetti impianti di smaltimento.

Di qui le ragioni della presente con cui, infatti, si vogliono sensibilizzare le istituzioni in indirizzo sui negativi effetti e danni irreversibili che, con crescita esponenziale, si sono determinati e si stanno determinando per i Consorzi A.S.I. a causa del noto rincaro dei costi energetici, difatti giunto addirittura al +500% e riversatosi sulle bollette della corrente a partire dal secondo semestre 2021, così determinando un vero e proprio “dramma sociale”.

Tuttavia, considerata la finalità istituzionale sottesa all’attività svolta dai predetti Consorzi, gli stessi non possono e non vogliono ribaltare i predetti aumenti sulle aziende produttive insediate le cui attività, infatti, verrebbero definitivamente “stroncate” poiché già danneggiate e messe a dura prova dalla congiuntura economica ulteriormente aggravata dalla crisi determinata dalla nota pandemia degli scorsi anni 2019/2020 e di cui, a tutt’oggi, ancora ne patiscono gli effetti e da cui non ne sono ancora “uscite”.

Contestualmente però, non può essere sottaciuta l’ulteriore e rilevante circostanza che i predetti rincari parimenti non possono essere “sopportati” dai medesimi Consorzi i cui bilanci, già sofferenti, infatti collasserebbero irreversibilmente poiché incapaci di poterli sopportare, risultando i predetti servizi, infatti, già offerti a prezzi calmierati/amministrati e considerato.

Diversamente opinando, quindi, si condannerebbero i Consorzi A.S.I. alla sicura “morte istituzionale” nei quali, ad oggi, lavorano circa un migliaio di dipendenti a cui devono aggiungersi quelli delle società partecipate mediante le quali i medesimi Consorzi espletano i suddetti servizi pubblici essenziali.

Per completezza di analisi si rappresenta che si ha conoscenza delle misure e degli aiuti contenute nel “Decreto Aiuti bis” ex D.L. n. 115/22 il cui testo di conversione in legge è stato approvato con modifiche dal Senato in data 14.09.2022 ma le stesse, seppur da elogiare, sono insufficienti per poter superare le criticità innanzi rappresentate.

Il superamento di dette criticità, infatti, potrà essere raggiunto solo mediante un congelamento dei succitati rincari ed un ripristino delle tariffe energetiche antecedenti agli stessi, come peraltro avvenuto per il carburante che, con l’eliminazione delle accise, è riuscite a mantenere un costo €/L piò o meno pari a quello in vigore prima degli aumenti che hanno afflitto anche tale settore.

Per quanto innanzi si è certi e convinti che si terrà conto delle rimostranze contenute nella presente e si confida quindi in un sollecito intervento, pena il nefasto epilogo istituzionale innanzi rappresentato, che ci si augura sarà scongiurato dagli interventi legislativi che le SS.LL., ciascuna per quanto di propria competenza, metterà sicuramente in campo.

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Quel milione di dimissioni che sta cambiando il mondo del lavoro

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lavoro milione di dimissioni
Foto di StartupStockPhotos da Pixabay

In sei mesi si calcolano circa 1 milione di dimissioni volontarie nel mondo del lavoro. Gli esperti si interrogano: cosa sta accadendo?

Un milione di dimissioni. Una volta il posto fisso era un sogno ricorrente nella mente degli italiani. Un traguardo che garantiva una vita di relativa tranquillità e che di fatto era mantenuto per tutta la vita lavorativa.

Ebbene gli ultimi dati che ci raccontano di una inversione storica di tendenza. Circa un milione di dimissioni volontarie anche da posti a tempo indeterminato solo negli ultimi sei mesi.

Un dato che evidentemente sorprende ma che bisogna saper leggere con immediatezza. I lavoratori italiani sono cambiati. Non bastano evidentemente le sicurezze offerte da un posto fisso se lo stipendio, ad esempio, non garantisce una vita relativamente tranquilla. Guardiamo agli stipendi che non riescono ad avere un incremento nonostante l’enorme aumento di prezzi di questi mesi. Il costo del lavoro è evidentemente una zavorra da alleggerire come primo passo.

Qualcuno parla di effetto YOLO You Only Live Once, ovvero “Si vive una volta sola”. Per cui le persone sarebbero intente ad investire nei loro sogni per poter percorrere una strada meno sicura ma che possa portare maggiori benefici anche dal punto di vista spirituale.

Ad di là delle motivazioni (ne potremmo trovare a decine visto il momento storico) il mondo del lavoro non può prescindere da un cambiamento vista l’assoluta carenza di persone da impiegare. Siamo di fronte ad una svolta storica: le imprese dovranno creare un appeal di prestigio ed economico per accaparrarsi i migliori talenti e la migliore forze lavoro altrimenti correrebbero il rischio di trovarsi nell’assurda condizione di essere sotto organico. O peggio ancora mancanti delle dovute competenze. Scenario apocalittico.

Le risposte a mio modo di vedere ci sono e sono per fortuna semplici. Ma passano da un cambiamento culturale epocale da parte dei datori di lavoro e degli imprenditori. Cosa non facile.

Ti consiglio di leggere anche questo mio pezzo: Francia e Germania come riferisce il Sole24Ore sono pronte a piani di razionamento e divieti per contrastare il caro energia

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Lavori via Colonne, Aicast e Assimprese scrivono ai Sindaci

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lavori via Colonne tra Giugliano e Melito

Lavori Eav via Colonne tra Giugliano e Melito Aicast e Assimprese Italia scrivono al Sindaco di Giugliano Pirozzi ed al Sindaco di Melito Mottola

Quasi un anno di lavori in Via Colonne tra Melito e Giugliano e la pazienza dei commercianti inizia a vacillare.

Le associazioni di categoria che insistono su Giugliano e Melito come Assimprese Italia e Aicast hanno protocollato una richiesta di incontro con i due Sindaci al fine di ottenere delucidazioni in merito ai lavori e su come essi evolveranno per il futuro. L’intento è quello di trovare una soluzione che accontenti tutti.

A dire delle associazioni dei Commercianti, infatti, i lavori sono fermi e i disagi aumentano per i commercianti, già pesantemente tartassati da bollette che arrivano con cifre astronomiche. Esse, infatti, risultano talvolta triplicate rispetto all’anno scorso.

I protocolli

Lavori via colonne tra giugliano e melito
Protocollo Melito
lavori via colonne tra giugliano e melito
Protocollo Giugliano

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Confesercenti Campania: Ecco il paracadute contro il caro bollette per le nostre imprese

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Confesercenti Campania: ecco il paracadute

Confesercenti Campania: Ecco il paracadute per stanare il caro energia, un’iniziativa per salvaguartare le aziende associate

Un plafond messo a disposizione da Confesercenti Campania per le imprese iscritte, questo è il paracadute per salvare dal caro bollette.

Confesercenti Campania, insieme ovviamente a Confesercenti Nazionale, scende in campo al fianco delle imprese, una volta di più, per sostenerle in un momento drammatico per l’aumento considerevole del costo dell’energia associato ad una inflazione (con calo dei consumi) sempre più oltre i livelli di guardia.

Vincenzo Schiavo: «A disposizione delle nostre attività iscritte un plafond per anticipare gli importi delle bollette. Sono 11mila aziende a rischio chiusura, avanza anche l’ombra della malavita»

«Così come a livello nazionale, anche sul nostro territorio stiamo lavorando – commenta Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania e vicepresidente nazionale con delega al Mezzogiornoal fine di mettere a disposizione delle nostre imprese associate un plafond per anticipare gli importi delle bollette».

«Pensiamo di sostenere – prosegue Schiavo – così tutte le nostre attività iscritte in Campania per i prossimi sei mesi. È chiaro che possiamo farlo per un numero limitato di attività in Italia. Serve, infatti, un intervento urgente del Governo».

«La nostra presidente, Patrizia De Luise, ha scritto al Presidente del Consiglio per chiedere non solo un tetto alle tariffe di luce e gas sulla base dei costi medi del 2021, ma anche per mettere a disposizione delle imprese finanziamenti a tasso zero, garantiti dal Fondo Centrale di Garanzia, con rateizzazioni a 5 anni, per pagare le bollette. Ha spiegato il presidente di Confesercenti Campania».

«Abbiamo chiesto al Governo anche un intervento sugli oneri bancari che, vista la situazione, andrebbero azzerati per i prossimi sei mesi. In attesa che la politica dia risposte certe, Confesercenti finanzierà questa azione di sostegno alle imprese con la propria banca, la Cassa del Microcredito, Commerfin e Italia Confidi. Pensiamo di poter arrivare a un finanziamento tra i 200 e i 300 milioni, per le imprese italiane, ma occorre che il Governo, appunto, ci assicuri tali garanzie». Ha rimarcato ancora Vincenzo Schiavo.

I dati nazionali: consumi in meno di 2.5 miliardi nel quarto trimestre 2022

La situazione sta precipitando: come se non bastasse il caro bollette, secondo le stime di Confesercenti nazionale, in Italia la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie produrrà una brusca frenata dei consumi.

Con gli attuali livelli di inflazione, infatti, la spesa diminuirebbe di 2,5 miliardi rispetto al terzo trimestre 2022.

Molto deboli sono diventate anche le prospettive per il 2023, quando l’incremento dei consumi si fermerebbe al +0,6%, a fronte di un’inflazione che rimarrebbe superiore al 5% in media annua.

Una frenata che rimanderebbe a data da destinarsi la ripresa dei consumi: a fine 2023, continuerebbero a mancare 28,6 miliardi rispetto al periodo pre-pandemia, con consumi che tornerebbero ai livelli del 2016.

Un pesante ridimensionamento del benessere delle famiglie. Secondo rilevazioni Ipsos per Confesercenti il 73% degli italiani ha difficoltà o non riesce affatto a far fronte all’aumento delle bollette energetiche. E addirittura il 92% prevede di tagliare la propria spesa, a partire da quelle per ristoranti, bar, vacanze e abbigliamento.

A rimetterci ovviamente anche le imprese, con una situazione ancora più complicata al Sud e in Campania.

«Bisogna aiutare le imprese e farlo subito. Prima che ci pensi la malavita. Non c’è tempo da perdere. Il caro bollette rischia di fare più danni del Covid sul nostro territorio». Ha sottolineato Vincenzo Schiavo

«Secondo i dati del nostro centro studi, in Campania ci sono 11mila esercenti che non sono nelle condizioni di sostenere i costi dell’energia. E se la bolletta non la paghi, dopo venti giorni c’è la sospensione della fornitura che significa chiusura. Rischiano di finire per strada 40mila famiglie nelle prossime settimane». Ha ancora evidenziato il Presidente campano di Confesercenti.

«Il momento che vive il commercio, è il peggiore degli ultimi tre anni. Il rischio che la malavita ne approfitti finanziando il pagamento delle bollette è altissimo, specialmente in alcune zone di Napoli e dell’hinterland». Così ha concluso ponendo l’accento sul rischio che corre il commercio in Campania.

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UGL Caserta Palumbo: Dialogo necessario se costruito con virtù

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UGL Caserta Palumbo: Dialogo

Il segretario della Ugl Caserta, Palumbo: Noi secondi a nessuno. Avremo una Provincia migliore quando verranno accantonati i cartelli

Il segretario della Ugl Caserta Palumbo pone l’accento sul dialogo tra organizzazioni sidacali, dove vede distinzioni e pregiudiziali nei confronti della sua Organizzazione Sindacati.

“La storia dei corpi intermedi in Terra di lavoro è costellata di divisioni”. È quanto ha dichiarato il Segretario Generale della Ugl Caserta Ferdinando Palumbo. Lo ha detto a margine di una manifestazione di allevatori che si è svolta nella città di Caserta.

“La vertenza della filiera bufalina è la prima occasione in cui, almeno inizialmente, il territorio ha deciso di unirsi superando pressioni esterne, sempre di moda a Caserta e appartenenze novecentesche; è una modalità che deve essere coltivata”. Ha proseguito ancora il Segretario della Ugl Caserta

“La Ugl si è storicamente guadagnata la sua autorevolezza, non siamo la quarta gamba di uno schema che non ci appartiene e non riconosciamo diritti di precedenza. Il sindacato che ho in mente e che pratico assieme alla mia squadra è fatto di lavoratori attivi e qualificati, non siamo e non vogliamo essere professionisti, ne facciamo una questione di etica”. Ha sottolineato ancor Palumbo

“Quando saranno accantonati i cartelli che vedono effettuare le solite scelte ai comitati provinciali e negli organismi di rappresentanza, quando la comodità di certi tavoli vedrà scomparire distinzioni e pregiudiziali, quando le associazioni datoriali ed i politici comprenderanno che non saremo mai la scelta della comodità avremo una provincia migliore ed un confronto virtuoso”. Ha concluso Ferdinando Palumbo Segretario della Ugl Caserta.

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Punto! il Web Magazine


"Punto!" il Web Magazine è un giornale Fondato nel 2011 da Vincenzo Perfetto e Carmine Sgariglia.

Edito dall'Associazione Culturale PuntoGiovani Qualiano.

Registrazione Tribunale di Napoli n° 31 del 30 marzo 2011.


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