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Certificato Medico Telematico obbligo deontologico

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Federazione medici di medicina generale

Il certificato medico telematico è un obbligo per tutti i medici che visitano un paziente. Anche da parte delle strutture ospedaliere

Certificato medico telematico (INPS). Non è la prima volta che affrontiamo questo tema che è alla base – molto spesso – delle aggressioni ai medici di base o ai medici di Continuità assistenziale (Guardia Medica).

Molto spesso accade che strutture ospedaliere o altri medici omettano il certificato medico dopo la visita e i pazienti si rivolgano ai medici di base per i documenti.

Il diniego nel rispetto della legge genera nella migliore delle ipotesi liti, nella peggiore violente aggressioni.

A spiegarlo ancora una volta il Dr. Salvatore Caiazza, Vice Segretario Vicario di FIMMG Napoli ASL Napoli2 Nord, in una nota inviata al Punto!

“Il certificato telematico (INPS) di malattia è un obbligo deontologico e un obbligo di Legge di ogni medico, ai sensi del D.L. n. 150 27/10/2009 (Legge Brunetta), che visita un paziente e, assolutamente, il certificato omesso da medici ospedalieri, specialisti convenzionati ASL e liberi professionisti, non deve essere demandato al medico di famiglia, che verrebbe indotto a compiere un reato di falso ideologico. Così ha esordito il Dr. Caiazza.

“Per tale motivo, i pazienti devono pretendere tale certificazione dal medico che li visita ed è inutile che continuino a recarsi dai propri medici di famiglia, che non possono macchiarsi di un reato perché un altro medico ha, a suo volta, compiuto un reato di rifiuto o omissione d’atto d’ufficio, reati che sono perseguibili penalmente, ai sensi del Codice Penale art. 328.” Spiega ancora il Vicesegretario Vicario di FIMMG Napoli ASL Napoli2 Nord.

“Così come le Direzioni Generali e Sanitarie delle Aziende Sanitarie Locali napoletane e l’Ordine Dei Medici Chirurghi Ed Odontoiatri Della Provincia Di Napoli dovrebbero prendere i dovuti provvedimenti disciplinari nei confronti dei medici che fanno tale omissione, in particolar modo per i professionisti che lavorano nelle strutture ospedaliere, i quali continuano a costruirsi alibi per mancanza dì credenziali, che è loro dovere procurarsi (da 11 anni!), poiché inducono gli ammalati ad essere sballottati per una mera certificazione”. Così ha concluso il Dr. Salvatore Caiazza

certificato telematico di malattia

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