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Estorsione a Torre del Greco, ai domiciliari un 28enne

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Commissariato Torre del Greco

Estorsione a Torre del Greco. L’indagato quotidianamente e più volte al giorno attraverso minacce e violenze fisiche avrebbe estorto denaro e consumazioni al titolare di un bar

Estorsione a Torre del Greco. La notte del 4 febbraio scorso, gli agenti del Commissariato di Torre del Greco hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari. Ad emettere il provvedimento il Gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Destinatario della misura cautelare S. G., un 28enne del posto. L’uomo sarebbe “gravemente indiziato dei reati di estorsione continuata e di atti persecutori ai danni del titolare e dei dipendenti di un noto bar della città corallina”.

Le indagini, condotte dalla Squadra Investigativa del Commissariato di Torre del Greco e coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, sono partite dalle denunce presentate dalle vittime. Secondo quanto riporta la Procura, queste ultime “per un lungo periodo di tempo, avevano subito le vessazioni dell’autore dei reati”.

L’indagato si sarebbe presentato quotidianamente e – in talune occasioni – più volte al giorno presso l’esercizio commerciale. Con minacce e violenze fisiche avrebbe costretto, sia il titolare che i dipendenti, a consegnargli piccole somme di denaro. Avrebbe anche costretto a serviglio consumazioni e bevande senza pagare. Se non lo avessero fatto “avrebbe infastidito e allontanato gli avventori presenti nel bar”.

Si legge nella nota che “In un’occasione l’autore delle estorsioni aveva danneggiato, rendendole inservibili, una vetrina ed una fioriera poste all’esterno del bar”.

L’indagato, attraverso i suoi comportamenti, avrebbe procurato alle vittime un continuo e grave stato di ansia e di paura. Tale condizione avrebbe generato il timore per la propria incolumità. Avrebbe, infatti, constretto le vittime a cambiare abitudini di vita. Uno dei dipendenti avrebbe addirittura rassegnato le dimissioni per sottrarsi alle molestie e alle vessazioni dell’estorsore.

Le indagini hanno inoltre permesso di circostanziare e documentare puntualmente i vari episodi delittuosi, verificatisi nel tempo.

Hanno consentito altresì di raccogliere“gravi indizi di colpevolezza a carico dell’odierno arrestato, il quale, all’esito delle formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari”.

Il provvedimento esequito è una misura cautelare e contro di essa possono quindi essere mosse impugnazioni. Il destinatario del provvedimento è sotto indagine preliminare ed è da considerarsi presunto innocente fino ad una sentenza di colpevolezza definitiva.

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