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Esteri

Brexit, il più grande disastro mai negoziato da un Governo?

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Foto di donations welcome da Pixabay

Fa riflettere il pezzo pubblicato sul “The Guardian” che spiega come siano cambiati i meccanismi economici dopo la Brexit

Brexit, un pezzo che fa riflettere sia per chi si trova fuori che per chi, per così dire, sta ancora dentro l’Europa Unita. Il The Guardian con un aplomb tipicamente “razional britannico” intervista un produttore di formaggi inglese; ha perso la bellezza di 270mila sterline penny più, penny meno.

L’imprenditore incalza e lo fa in modo lucido portando esempi che lasciano ben poca speranza – Non abbiamo più alcuna capacità di trattare con l’UE poiché i nostri tre distributori in Germania, Francia e Italia hanno affermato che siamo diventati troppo costosi a causa dei nuovi controlli e delle pratiche burocratiche – una situazione che non ci deve di certo far sorridere.

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Il tracollo, come l’intervistato stesso spiega, è da addebitarsi agli accordi commerciali che sono stati stilati dopo la Brexit. Accordi che hanno reso impossibile l’export aggravato da dazi insostenibili e da intese poco convenienti per i clienti esteri. Un problema che di fatto riguarda l’intera Nazione e che potrebbe nei prossimi anni rappresentare un ostacolo fin troppo ostico per i sudditi di sua maestà la Regina.

Il sistema economico “moderno attuale” non lascia molta fortuna a chi non accoda ma non può prescindere da un equilibrio inesistente se soggetti come la Gran Bretagna dovessero passarsela decisamente male; a meno che non si pensi di tornare magari senza troppo clamore sui propri passi.

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