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Bando MiSE per PMI settore tessili: ecco i requisiti

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Foto soldi da Pixabay

I fondi per sostenere le aziende PMI del comparto Tessile, quali moda, accessori, tessuti

Dal 22 settembre 2021 è possibile partecipare ad un Avviso, bandito dal MISE, finalizzato a sostenere le PMI del settore tessile, della moda e degli accessori che investono nel design e nella creazione, con lo scopo di valorizzare i prodotti Made in Italy ad alto contenuto artistico e creativo.

Possono beneficiare delle agevolazioni le PMI, di nuova o recente costituzione, operanti nell’industria del tessile, della moda e degli accessori, non quotate e che non abbiano rilevato l’attività di un’altra impresa e che non siano state costituite a seguito di fusione.

Alla data di presentazione della domanda, le imprese devono inoltre:

  • risultare iscritte e “attive” nel Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente da non più di 5 anni;
  • svolgere in Italia una o più delle attività economiche riportate nell’elenco dei codici ATECO ammessi, come risultante dal codice “prevalente” di attività comunicato al Registro delle imprese;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie, non dovevano essere in situazione di difficoltà;
  • essere in regola con le disposizioni vigenti in materia obblighi contributivi;
  • non avere ancora distribuito utili.

Le PMI per poter accedere alle agevolazioni devono presentare progetti di investimento finalizzati:

  • alla realizzazione di nuovi elementi di design;
  • all’introduzione nell’impresa di innovazioni di processo produttivo;
  • alla realizzazione e all’utilizzo di tessuti innovativi;
  • al riciclo di materiali usati o all’utilizzo di tessuti derivanti da fonti rinnovabili, quindi ispirati ai principi dell’economia circolare;
  • all’introduzione nell’impresa di innovazioni digitali.

Tali progetti, inoltre, devono:

  • essere realizzati dai soggetti beneficiari presso la propria sede operativa ubicata in Italia;
  • prevedere spese ammissibili complessivamente non inferiori ad €. 50 mila e non superiori ad euro 200 mila;
  • essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione;
  • essere ultimati entro 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

Sono ammissibili alle agevolazioni le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei progetti di investimento, relative a:

  • acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, comprese le relative spese di installazione;
  • brevetti, programmi informatici e licenze software;
  • formazione del personale inerenti agli aspetti su cui è incentrato il progetto in misura non superiore al 10% dell’importo del progetto;
  • capitale circolante, nel limite del 20% delle spese di cui ai precedenti punti, motivate nella proposta progettuale e utilizzate ai fini del pagamento delle seguenti voci di spesa: materie prime, ivi compresi i beni acquistati soggetti ad ulteriori processi di trasformazione, sussidiarie, materiali di consumo e merci;
  • servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa;
  • godimento di beni di terzi; personale direttamente impiegato nella realizzazione dei progetti di investimento.

Il contributo è concesso nella misura del 50% delle spese sostenute e ammissibili.

L’incentivo è “a sportello”: le domande saranno esaminate in base all’ordine di arrivo, sulla base di una procedura valutativa e saranno ammesse alle agevolazioni esclusivamente nei limiti delle disponibilità finanziarie.

Lo sportello sarà aperto dalle ore 12,00 del 22/09/2021, fino ad esaurimento dei fondi

Come sempre La invitiamo a contattarci per eventuali approfondimenti ed eventuale analisi di prefattibilità del Suo progetto di investimento.

Per qualsiasi chiarimento, potete contattarci alla mail: etconsulting2003@gmail.com

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Quel milione di dimissioni che sta cambiando il mondo del lavoro

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lavoro milione di dimissioni
Foto di StartupStockPhotos da Pixabay

In sei mesi si calcolano circa 1 milione di dimissioni volontarie nel mondo del lavoro. Gli esperti si interrogano: cosa sta accadendo?

Un milione di dimissioni. Una volta il posto fisso era un sogno ricorrente nella mente degli italiani. Un traguardo che garantiva una vita di relativa tranquillità e che di fatto era mantenuto per tutta la vita lavorativa.

Ebbene gli ultimi dati che ci raccontano di una inversione storica di tendenza. Circa un milione di dimissioni volontarie anche da posti a tempo indeterminato solo negli ultimi sei mesi.

Un dato che evidentemente sorprende ma che bisogna saper leggere con immediatezza. I lavoratori italiani sono cambiati. Non bastano evidentemente le sicurezze offerte da un posto fisso se lo stipendio, ad esempio, non garantisce una vita relativamente tranquilla. Guardiamo agli stipendi che non riescono ad avere un incremento nonostante l’enorme aumento di prezzi di questi mesi. Il costo del lavoro è evidentemente una zavorra da alleggerire come primo passo.

Qualcuno parla di effetto YOLO You Only Live Once, ovvero “Si vive una volta sola”. Per cui le persone sarebbero intente ad investire nei loro sogni per poter percorrere una strada meno sicura ma che possa portare maggiori benefici anche dal punto di vista spirituale.

Ad di là delle motivazioni (ne potremmo trovare a decine visto il momento storico) il mondo del lavoro non può prescindere da un cambiamento vista l’assoluta carenza di persone da impiegare. Siamo di fronte ad una svolta storica: le imprese dovranno creare un appeal di prestigio ed economico per accaparrarsi i migliori talenti e la migliore forze lavoro altrimenti correrebbero il rischio di trovarsi nell’assurda condizione di essere sotto organico. O peggio ancora mancanti delle dovute competenze. Scenario apocalittico.

Le risposte a mio modo di vedere ci sono e sono per fortuna semplici. Ma passano da un cambiamento culturale epocale da parte dei datori di lavoro e degli imprenditori. Cosa non facile.

Ti consiglio di leggere anche questo mio pezzo: Francia e Germania come riferisce il Sole24Ore sono pronte a piani di razionamento e divieti per contrastare il caro energia

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Lavori via Colonne, Aicast e Assimprese scrivono ai Sindaci

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lavori via Colonne tra Giugliano e Melito

Lavori Eav via Colonne tra Giugliano e Melito Aicast e Assimprese Italia scrivono al Sindaco di Giugliano Pirozzi ed al Sindaco di Melito Mottola

Quasi un anno di lavori in Via Colonne tra Melito e Giugliano e la pazienza dei commercianti inizia a vacillare.

Le associazioni di categoria che insistono su Giugliano e Melito come Assimprese Italia e Aicast hanno protocollato una richiesta di incontro con i due Sindaci al fine di ottenere delucidazioni in merito ai lavori e su come essi evolveranno per il futuro. L’intento è quello di trovare una soluzione che accontenti tutti.

A dire delle associazioni dei Commercianti, infatti, i lavori sono fermi e i disagi aumentano per i commercianti, già pesantemente tartassati da bollette che arrivano con cifre astronomiche. Esse, infatti, risultano talvolta triplicate rispetto all’anno scorso.

I protocolli

Lavori via colonne tra giugliano e melito
Protocollo Melito
lavori via colonne tra giugliano e melito
Protocollo Giugliano

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Confesercenti Campania: Ecco il paracadute contro il caro bollette per le nostre imprese

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Confesercenti Campania: ecco il paracadute

Confesercenti Campania: Ecco il paracadute per stanare il caro energia, un’iniziativa per salvaguartare le aziende associate

Un plafond messo a disposizione da Confesercenti Campania per le imprese iscritte, questo è il paracadute per salvare dal caro bollette.

Confesercenti Campania, insieme ovviamente a Confesercenti Nazionale, scende in campo al fianco delle imprese, una volta di più, per sostenerle in un momento drammatico per l’aumento considerevole del costo dell’energia associato ad una inflazione (con calo dei consumi) sempre più oltre i livelli di guardia.

Vincenzo Schiavo: «A disposizione delle nostre attività iscritte un plafond per anticipare gli importi delle bollette. Sono 11mila aziende a rischio chiusura, avanza anche l’ombra della malavita»

«Così come a livello nazionale, anche sul nostro territorio stiamo lavorando – commenta Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania e vicepresidente nazionale con delega al Mezzogiornoal fine di mettere a disposizione delle nostre imprese associate un plafond per anticipare gli importi delle bollette».

«Pensiamo di sostenere – prosegue Schiavo – così tutte le nostre attività iscritte in Campania per i prossimi sei mesi. È chiaro che possiamo farlo per un numero limitato di attività in Italia. Serve, infatti, un intervento urgente del Governo».

«La nostra presidente, Patrizia De Luise, ha scritto al Presidente del Consiglio per chiedere non solo un tetto alle tariffe di luce e gas sulla base dei costi medi del 2021, ma anche per mettere a disposizione delle imprese finanziamenti a tasso zero, garantiti dal Fondo Centrale di Garanzia, con rateizzazioni a 5 anni, per pagare le bollette. Ha spiegato il presidente di Confesercenti Campania».

«Abbiamo chiesto al Governo anche un intervento sugli oneri bancari che, vista la situazione, andrebbero azzerati per i prossimi sei mesi. In attesa che la politica dia risposte certe, Confesercenti finanzierà questa azione di sostegno alle imprese con la propria banca, la Cassa del Microcredito, Commerfin e Italia Confidi. Pensiamo di poter arrivare a un finanziamento tra i 200 e i 300 milioni, per le imprese italiane, ma occorre che il Governo, appunto, ci assicuri tali garanzie». Ha rimarcato ancora Vincenzo Schiavo.

I dati nazionali: consumi in meno di 2.5 miliardi nel quarto trimestre 2022

La situazione sta precipitando: come se non bastasse il caro bollette, secondo le stime di Confesercenti nazionale, in Italia la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie produrrà una brusca frenata dei consumi.

Con gli attuali livelli di inflazione, infatti, la spesa diminuirebbe di 2,5 miliardi rispetto al terzo trimestre 2022.

Molto deboli sono diventate anche le prospettive per il 2023, quando l’incremento dei consumi si fermerebbe al +0,6%, a fronte di un’inflazione che rimarrebbe superiore al 5% in media annua.

Una frenata che rimanderebbe a data da destinarsi la ripresa dei consumi: a fine 2023, continuerebbero a mancare 28,6 miliardi rispetto al periodo pre-pandemia, con consumi che tornerebbero ai livelli del 2016.

Un pesante ridimensionamento del benessere delle famiglie. Secondo rilevazioni Ipsos per Confesercenti il 73% degli italiani ha difficoltà o non riesce affatto a far fronte all’aumento delle bollette energetiche. E addirittura il 92% prevede di tagliare la propria spesa, a partire da quelle per ristoranti, bar, vacanze e abbigliamento.

A rimetterci ovviamente anche le imprese, con una situazione ancora più complicata al Sud e in Campania.

«Bisogna aiutare le imprese e farlo subito. Prima che ci pensi la malavita. Non c’è tempo da perdere. Il caro bollette rischia di fare più danni del Covid sul nostro territorio». Ha sottolineato Vincenzo Schiavo

«Secondo i dati del nostro centro studi, in Campania ci sono 11mila esercenti che non sono nelle condizioni di sostenere i costi dell’energia. E se la bolletta non la paghi, dopo venti giorni c’è la sospensione della fornitura che significa chiusura. Rischiano di finire per strada 40mila famiglie nelle prossime settimane». Ha ancora evidenziato il Presidente campano di Confesercenti.

«Il momento che vive il commercio, è il peggiore degli ultimi tre anni. Il rischio che la malavita ne approfitti finanziando il pagamento delle bollette è altissimo, specialmente in alcune zone di Napoli e dell’hinterland». Così ha concluso ponendo l’accento sul rischio che corre il commercio in Campania.

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UGL Caserta Palumbo: Dialogo necessario se costruito con virtù

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UGL Caserta Palumbo: Dialogo

Il segretario della Ugl Caserta, Palumbo: Noi secondi a nessuno. Avremo una Provincia migliore quando verranno accantonati i cartelli

Il segretario della Ugl Caserta Palumbo pone l’accento sul dialogo tra organizzazioni sidacali, dove vede distinzioni e pregiudiziali nei confronti della sua Organizzazione Sindacati.

“La storia dei corpi intermedi in Terra di lavoro è costellata di divisioni”. È quanto ha dichiarato il Segretario Generale della Ugl Caserta Ferdinando Palumbo. Lo ha detto a margine di una manifestazione di allevatori che si è svolta nella città di Caserta.

“La vertenza della filiera bufalina è la prima occasione in cui, almeno inizialmente, il territorio ha deciso di unirsi superando pressioni esterne, sempre di moda a Caserta e appartenenze novecentesche; è una modalità che deve essere coltivata”. Ha proseguito ancora il Segretario della Ugl Caserta

“La Ugl si è storicamente guadagnata la sua autorevolezza, non siamo la quarta gamba di uno schema che non ci appartiene e non riconosciamo diritti di precedenza. Il sindacato che ho in mente e che pratico assieme alla mia squadra è fatto di lavoratori attivi e qualificati, non siamo e non vogliamo essere professionisti, ne facciamo una questione di etica”. Ha sottolineato ancor Palumbo

“Quando saranno accantonati i cartelli che vedono effettuare le solite scelte ai comitati provinciali e negli organismi di rappresentanza, quando la comodità di certi tavoli vedrà scomparire distinzioni e pregiudiziali, quando le associazioni datoriali ed i politici comprenderanno che non saremo mai la scelta della comodità avremo una provincia migliore ed un confronto virtuoso”. Ha concluso Ferdinando Palumbo Segretario della Ugl Caserta.

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UAI: Profonda indignazione, saltato tetto stipendi manager pubblici

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UAI: Profonda indignazione

Profonda indignazione dell’UAI, Abballe: “Il Paese necessita di una classe politica responsabile, vicina ai problemi reali”

Salta il tetto massimo per lo stipedio dei manager dello Stato, profonda indignazione espressa anche dal Presidente dell’UAI Michele Francesco Abballe.

Con le aziende e gli artigiani che soffrono assistere a manovre del genere non possono far perderre fiducia nelle istituzioni.

“Giorni di estenuanti trattative per il Decreto Aiuti Bis, imprese e famiglie in ginocchio per il caro energia, l’inflazione che non risparmia nessuno e la politica si preoccupa di inserire di nascosto l’abolizione del tetto degli stipendi per i manager pubblici fissato a 240.000€ da una precedente norma”. Cosi in una nota stampa inviata in redazione Michele Francesco Abballe, Presidente Nazionale dell’Unione Artigiani Italiani.

“Non ci sono parole per descrivere quanto accaduto, e la cosa ancor più grave è che non si riesce a capire chi abbia inserito questo emendamento e per quale motivo. Una cosa è certa, a quindici giorni dalla tornata elettorale la politica ha dato prova come sempre di essere distante anni luce dalla realtà”. Ha proseguito il Presidente di UAI, criticando aspramente quanto accaduto.

Queste le parole di profonda indignazione per la decisione di far saltare il tetto degli stipendi per i manager pubblici.

“Ogni giorno – continua Abballe – ascolto artigiani che soffrono, bollette insostenibili, rincari delle materie prime che rischiano di compromettere gli ordinativi in corso, persone che vivono quotidianamente nelle loro botteghe dodici ore al giorno ed a fine mese non riescono a portare nulla di concreto sulla tavola dei loro figli. Ecco perché sentire ai notiziari cose di questo tipo non può far altro che indignarci profondamente”.

“Il Paese necessita di una classe politica responsabile, vicina ai problemi reali, alle famiglie e alle migliaia di micro imprese e imprese artigiane che ogni giorno fanno la propria parte, con dedizione e abnegazione senza mai sottrarsi alle proprie responsabilità”. Ha ancora aggiunto il Presidente dell’Unione Artigiani Italiania

“Avremo di fronte mesi difficili per uscire dal tragico momento, dove solo con la collaborazione e l’impegno di tutti l’Italia potrà ritrovare la strada maestra per ambire alle posizioni internazionali che merita”. Ha concluso

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Costi energia, Ugl Chimici: non solo imprese e famiglie in difficoltà

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Costi energia
Foto Nota Stampa Ugl Chimici

Costi energia, l’allarme dell’Ugl Chimici che chiede la revisione della tassazione e il temporaneo utilizzo delle centrali a carbone

Costi energia, Ugl Chimici lancia l’allarme e chiede la revisione della tassazione e il temporaneo utilizzo delle centrali a carbone. UGL Chimici Energia lanciano l’appello: “non solo imprese e famiglie in difficolta’ ma anche società di servizi pubblici”.

Di seguito l’appello del UGL Chimici:

“Occorre iniziare a preoccuparsi anche delle difficoltà delle società che erogano servizi pubblici e che sono in gravissima difficoltà”. L’appello è dell’UGL Chimici Energia che vuole spostare l’attenzione su un settore che, fino ad ora, è rimasto nell’oblio ma che ricopre un ruolo tanto importante quale quello delle attività commerciali, delle aziende, delle fabbriche.

L’aumento dei costi di gas ed energia sta colpendo duramente coloro che erogano servizi essenziali, a cui vengono recapitate bollette con importi quintuplicati. Per dare un’idea concreta, la sola Iva oggi è più elevata dell’importo complessivo delle bollette pagate normalmente fino a qualche mese fa.

In difficoltà ci sono gran parte delle aziende che erogano servizi, le utilities e perfino multiutilities, infatti il settore non è rappresentato solo da grandi player in grado di produrre energia o in grado di sostenere gli impatti da un punto di vista finanziario sui costi energetici, quindi temiamo che a breve potrebbero decidere se pagare stipendi o bollette.

Dichiarazioni Segretario Generale UGL Chimici Luigi Ulgiati e il Segretario UGL Energia Michele Polizzi

“E’ ora – sottolineano il Segretario Generale UGL Chimici Luigi Ulgiati e il Segretario UGL Energia Michele Polizzi – che si inizi a pensare ad una soluzione anche per questo settore. In che modo? Il nostro sindacato ha già esposto le proprie idee avanzando proposte importanti”.

Dichiarazioni Ulgiati e Polizzi

“Intanto, la prima cosa da fare – sostengono Ulgiati e Polizzi – è ristabilire la funzionalità delle cinque centrali a carbone che potrebbe essere riavviate solo per il tempo necessario all’attivazione delle rinnovabili, inoltre occorrerebbe riprendere l’attività di estrazione di gas naturale Nazionale da nuovi giacimenti.

Abbiamo richieste numerose di installazione di pale eoliche e pannelli fotovoltaici inevase a causa della burocrazia e dei tanti paletti che vengono posti sulla strada dello sviluppo di questa settore energetico. Occorre snellire per avere il contributo dell’energia green e la nostra proposta ulteriore è quella di dare l’opportunità di creare degli accumulatori di idrogeno verde che, per esempio, possono servire le industrie che lo richiedono, evitandone la produzione con energia elettrica prodotta da fonti fossili.”

C’è poi l’aspetto non secondario delle tasse che influiscono sul prezzo finale: “Il Governo dovrebbe prendere in seria considerazione la possibilità di raddoppiare il credito di imposta alle aziende e fissare un tetto alle accise e tasse che dovrebbero essere lasciate al livello pre-crisi”.

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Punto! il Web Magazine


"Punto!" il Web Magazine è un giornale Fondato nel 2011 da Vincenzo Perfetto e Carmine Sgariglia.

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Registrazione Tribunale di Napoli n° 31 del 30 marzo 2011.


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