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Politica

Sant’Antimo CCQV: La città ha bisogno di un Difensore Civico territoriale

Il Comitato per la Qualità della Vita del Presidente Nicola Chiantese presenta alla Commissione straordinaria di Sant’Antimo la richiesta di convenzione tra il Comune e la Città Metropolitana per istituire la figura del difensore civico locale.

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Sant'Antimo CCQV

Il presidente Nicola Chiantese del Comitato CCQV di Sant’Antimo presenta la richiesta di convenzione tra il Comune e la Città Metropolitana il difensore civico locale

Continua il nostro percorso nel segno del dialogo istituzionale con la Commissione Straordinaria, lo annuncia in una nota il Comitato CCQV di Sant’Antimo

Oggi, in data 13/07/2021, come Comitato per la Qualità della Vita – Sant’Antimo abbiamo inviato a mezzo PEC una proposta a tutela e garanzia dei diritti e degli interessi dei cittadini.
Chiediamo che venga sottoscritta una convenzione tra il comune di Sant’Antimo e la Città Metropolitana di Napoli affinché venga istituita la figura del difensore civico territoriale santantimese.

Ma prima, facciamo un passo indietro, così da capire meglio il nocciolo della proposta.

La Città Metropolitana di Napoli ha istituito la figura del difensore civico metropolitano, un vero e proprio “avvocato del popolo” (detto in poche parole) che agisce per il ripristino dei diritti dei cittadini e dei corretti funzionamenti della macchina burocratica quando questi vengono violati dalla pubblica amministrazione metropolitana.

Con l’approvazione del “regolamento per l’ufficio del difensore civico metropolitano”, all’art 21, per i comuni ricompresi nel territorio metropolitano (tra cui Sant’Antimo) è prevista la possibilità di convenzionarsi con il difensore civico metropolitano assumendo la denominazione di difensore civico territoriale nell’attribuzione delle funzioni di competenza comunale.

In pratica, con una convenzione, il nostro Comune potrebbe istituire una figura di fondamentale importanza civica, così da correggere e risolvere i gravi episodi di inefficienza comunale, o ancora quegli abusi di potere da parte di amministratori “poco attenti” ai diritti dei santantimesi e al corretto funzionamento della “cosa pubblica”.

Ne siamo convinti, Sant’Antimo ha bisogno di un difensore civico territoriale, figura che nello svolgimento delle proprie funzioni può garantire l’imparzialità e il buon andamento della pubblica amministrazione, segnalando gli abusi, le disfunzioni, le carenze e i ritardi dell’amministrazione nei confronti dei cittadini.

Per fare un esempio, il difensore civico territoriale santantimese avrebbe la possibilità di nominare un commissario ad Acta, pronto a sostituirsi alle Pubbliche Amministrazioni, in caso di accertata inadempienza o proporre l’avvio di un procedimento disciplinare nei confronti del responsabile dell’ufficio o del procedimento che impedisca o ritardi lo svolgimento delle proprie funzioni.

È una proposta che guarda al presente ma anche al futuro, con la consapevolezza del doversi difendere in maniera legittima, e con gli strumenti sanciti dalla legge, da chi offende la cittadinanza o umilia il ruolo delle Istituzioni.

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