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Airola, incendio nell’area industriale: «Il sequestro non fermerà messa in sicurezza e monitoraggi»
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La Procura di Benevento chiarisce che il provvedimento giudiziario non rallenterà gli interventi sul sito. Indagini in corso per accertare eventuali responsabilità penali.
I gravi e drammatici fatti che hanno interessato l’area industriale di Airola, con l’incendio che ha fortemente colpito il territorio e provocato comprensibili allarmi e profonde preoccupazioni tra i cittadini, le associazioni e i comitati locali, vedono la Procura della Repubblica di Benevento pienamente consapevole dell’impatto sociale e ambientale di quanto accaduto.
Questa Procura comprende e condivide fino in fondo le apprensioni della comunità ed è massimamente impegnata, nell’ambito delle proprie prerogative istituzionali, a fare piena luce sull’evento.
A tal fine sono state immediatamente avviate indagini approfondite per accertare eventuali responsabilità penali. Si tratta di attività investigative che, per la loro intrinseca natura e complessità, sono coperte da segreto e si preannunciano verosimilmente non di breve durata, richiedendo tutti i necessari riscontri tecnici e normativi.
Nell’ambito degli atti cautelari adottati, la Procura ha disposto il sequestro dell’area interessata. È tuttavia prioritario chiarire che la pendenza di questo provvedimento non incide minimamente sulla possibilità di intervenire tempestivamente sul sito. A questo proposito, occorre precisare la reale natura dei poteri che la legge attribuisce alla Magistratura penale nella fase investigativa e processuale: l’azione della Procura è normativamente deputata al solo accertamento di eventuali responsabilità di carattere penale e tra i provvedimenti che può adottare non rientra quello di obbligare ad un facere (ossia ordinare direttamente l’esecuzione di interventi o opere di messa in sicurezza).
Nell’ambito di un’area sottoposta a sequestro, il ruolo dell’Autorità Giudiziaria – pur nel doveroso contesto dell’attività investigativa – può essere solo quello di autorizzare tutte le operazioni che i titolari del sito, o altri soggetti eventualmente chiamati a sostituirsi ad essi, chiedano di effettuare. Questo, al fine di evitare che le esigenze investigative finiscano, esse stesse, per tradursi nel rischio di un ulteriore danno per l’ambiente e la collettività, paralizzando interventi urgenti e indifferibili
Si desidera pertanto rassicurare la cittadinanza, le associazioni e i comitati territoriali che la presenza del sequestro giudiziario non ritarderà neppure di un giorno le iniziative e le attività necessarie. L’attività investigativa non condizionerà in alcun modo il monitoraggio dell’area, la gestione dei rifiuti residui o la definitiva messa in sicurezza del sito e delle aree circostanti: per tutte queste operazioni la Procura garantisce fin d’ora la massima e immediata collaborazione nell’esame e nell’autorizzazione di ogni richiesta.
A questo riguardo, l’Ufficio auspica vivamente che i soggetti a ciò titolati si attivino con la massima tempestività per affrontare e risolvere prontamente ogni criticità presente sul territorio
Il Procuratore della Repubblica
Nicola D’Angelo

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