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Bacoli, Beni Comuni: un regolamento per FreeBacoli?
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5 anni fail

Dopo l’affidamento di beni pubblici a FreeBacoli da parte del Comune che amministra, un nuovo tentativo per legittimare questo stato di cose?
Dopo che l’avviso del “Parco della Quarantena” ha sollevato la “questione morale” di beni pubblici affidati a FreeBacoli dal Comune che amministra, FreeBacoli adesso punta su un “regolamento dei beni comuni” in discussione oggi.
Inutile negare il sospetto che si tratti di un tentativo per “giustificare” questo “conflitto di interessi” attraverso un testo che permetta la gestione solidaristica di spazi comunali da parte di privati tramite “patti di collaborazione”.
Giusto che sia il Consiglio a definire i beni da far gestire ai cittadini – come da bozza – ma a patto che quei beni “volani” di sviluppo e di lavoro restino nella disponibilità di tutti cioè del Comune.
Giusto chiedere il contributo sociale di associazioni che però non siano politiche – come quelle che oggi amministrano Bacoli – per non fare dei beni comuni un mercimonio clientelare.
Giusto che siano gli uffici a firmare i “patti di collaborazione” senza però lasciare i funzionari senza indirizzi escludendo “convenzioni” prolungate nel tempo da divenire “occupazioni abusivi”.
Giusto che il Comune sostenga i “cittadini attivi” senza che questi ricorrano però – come previsto nella bozza – ad attività di autofinanziamento con scopo di lucro, con esenzione dagli oneri pubblici, con limitazioni alla libera e gratuita fruizione degli spazi.
Se si tratta di cittadini propensi solo al recupero di beni abbandonati non servirà loro altro che la collaborazione delle istituzioni e l’impegno di volontari disinteressati.
Sempreché i loro fini siano solo questi…
Nota Stampa Associazione Il Pappice

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