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L’Istituzione torni ad abbracciare i cittadini
Pubblicato
5 anni fail

Il momento drammatico di centinaia di famiglie non tollera scenari amministrativi insipidi
Buon anno. Così giusto per togliersi subito lo spettro dei convenevoli. Si perché che quest’anno sia buono ce lo siamo augurati in tutte le salse. Ne abbiamo gustate talmente tante da affaticare il nostro senso comune. Almeno il mio è andato ben oltre, bulimico di buoni sentimenti oltremodo proposti.
I buoni sentimenti sono importanti. Capiamoci subito. Se essi non sono però supportati dai fatti diventano una semplice degustazione di ipocrisia. Qualcosa di insulso che serve a nulla. Il 2020 ci ha ridimensionato più di quello che avremmo immaginato. Eppure anche questo è un errore. Anche in questo caso siamo sulla cattiva strada di una interpretazione dei fatti che non ci rende onore. Noi che dalle disfatte abbiamo fondato nazioni.
Guardare oltre questo ci dicono. Ma dove? Oltre cosa? E perchè mai ci dovremmo ritrovare a guardare o meglio coprire lo sguardo rispetto a ciò che accade? Quale giovamento ne potremmo mai trarre se non riusciamo nemmeno a sintetizzare un insegnamento dai fatti che ci sono sotto al naso. Se siamo davvero ben disposti verso chi soffre perchè non vedo idee atte a contemplare un cambiamento che muti la sostanza delle cose e non il loro incartamento.
Prendo spunto da una riflessione fatta dal dottor Antonio Puzo, mio amico, su “Sei di Qualiano se” che vi posto qui per comodità.
Qualiano … un paese in difficoltà
E’ un paese a guardare soli i numeri senza effettuare alcun giudizio in reale difficoltà. E’ stato reso noto a fine anno il numero degli aventi diritto dei Buoni di Aiuto Alimentare sull’aiuto di euro 270 mila circa pervenuto al Comune di Qualiano dal Governo.
E’ un numero non da poco, 941 nuclei familiari, numero inferiore di circa 300 famiglie dalle oltre 1200 domande, istanze che sono risultate incomplete o carenti dei requisiti del bando.
Un numero impressionante se si ricorda che erano esclusi i titolari di reddito di cittadinanza con importo superiore ai 400 euro mensili o titolari di altre forme di sostegno.
Credo che il numero di famiglie a Qualiano viaggi verso le 6000 unità il considerare che si debba sottrarre a questo numero le circa mille famiglie assegnatari dei Buoni oltre al numero di quelle titolari di Reddito di Cittadinanza superiore ai 400 euro mensili o titolari di altri aiuti assistenziali che non credo navighi nell’oro ci fa rendere conto dell’incidenza del disagio economico oramai in questa realtà.
Da questa prima assegnazione, e dal totale di euro 270 mila stanziati dal Governo, residuano come non ancora distribuiti circa 110 mila euro circa di cui si saprà nei prossimi giorni le modalità di utilizzo e destinazione. Un paese oramai sempre più bisognoso di aiuto da parte di chiunque può … in qualsivoglia modo.
La situazione è terrorizzante. Vi sono centinaia di cittadini qualianesi che patiscono sofferenza economica. Dramma nel dramma, Qualiano stenta sotto le insipide banalità di una classe politica informe per convenienza. L’assenza di limiti definiti infatti permette di ricollocarsi ad ogni tornata e lo scarpettiano fluttuare di gente seppur in punta di piedi (a lor pensare), non risparmia di certo goffi atteggiamenti elefantiaci a chi ha la cura di far un piccolo passo indietro, per veder ben il quadro. Sgradevoli malcostumi alla vista così come ad altri sensi. Mediocri compositori di sinestesie sgrammaticate che nulla hanno a che vedere con progetti di una visione comune; eccettuata l’ancestrale condivisione di egoismi feudali che allignano non si sa bene nemmeno dove nella loro storia famigliare. Il perché poi resta matassa da dipanare in modalità manzoniane.
Un grave fin troppo caro al sistema Galileiano da non poter essere sopportato dalla moltitudine. Le cui ginocchia, lontane dal mito di Atlante, scricchiolano inequivocabilmente. Il silenzio di coloro i quali potrebbero parlare (non dico fare, per carità darei un segno illusorio che non possiamo permetterci ora) ha le caratteristiche tipiche dello scuorno. Ardore mai vedremo però sulle loro guance. Lo scuorno difatti spesso cede il passo ad altre voglie affini a colori diversi dal rosso e più tendenti al verde.
Ritorni quindi l’Istituzione a essere tale. Dia il buon esempio perché da romantici quali siamo disillusi ma pur sempre vivaci, reputiamo che nessuno possa ritenersi perduto irrimediabilmente e che sia arrivato il momento di parlare. In controtendenza con il triste momento, seppur in senso figurativo, l’istituzione deve nuovamente abbracciare il cittadino in difficoltà dando speranza e indicando soluzioni. Anche a quelli che non fanno parte della combriccola dei tavoli bivaccanti delle elezioni senza per questo considerare questo parlare eretico.
Ci mancherebbe, tra le cose che mi sono state paventate in una vita di pensieri soli e solerti, di aggiungere la visione in lontananza di una pira.

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