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La Comunità delle Monachelle dona un “TAVOLO” alla Città di Pozzuoli

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Un Tavolo di confronto dove cotruire idee per il recupero del sito delle Monachelle; l’invito per 8 gennaio 2021 è esteso all’Amministrazione di Pozzuoli

Con l’emendamento al Bilancio del Comune di Napoli a favore della valorizzazione del sito dell’ex Convitto monachelle, alternativo all’alienazione del bene, approvato il 10 dicembre 2020 dal consiglio comunale di Napoli viene fatto “DONO” alla città di Pozzuoli di un “tavolo istituzionale” per la riqualificazione dell’immobile e dell’area verde circostante in funzione dei bisogni del territorio e dell’intera comunità di riferimento.

Per tale obiettivo, Noi, Comunità MONACHELLE, siamo impegnati da circa 5 anni. La Città di Pozzuoli, i suoi cittadini, l’intero consiglio comunale di Pozzuoli e il suo Sindaco sono capaci di cogliere il valore sociale di questo dono?

Noi pensiamo sia giusto, in questi tempi difficili, dove spesso prevalgono egoismi e interessi particolari, fare un DONO alla Città.

Lo consegniamo oggi, 22 dicembre 2020, insieme al Dono di Natale (che alleghiamo) che la Società della Cura invierà ai governanti nazionali e locali per affrontare con proposte alternative la crisi sanitaria ed economica che ha reso più profonde le diseguaglianze sociali, culturali e di genere già esistenti nel nostro paese.

Noi, nel nostro piccolo, abbiamo provato a restituire alla Città di Pozzuoli un luogo abbandonato e degradato. Ci siamo riusciti e abbiamo consentito la partecipazione a questo recupero, di centinaia di cittadini flegrei e non solo. In modo inclusivo, aperto e plurale.

C’è una parte della città che ha risposto positivamente, riconoscendo la bontà e il merito dell’azione civica svolta. Abbiamo provato a dialogare con il proprietario del bene, cioè il Comune di Napoli, riuscendo a trovare ascolto e condivisione.

Mentre con l’Amministrazione del Comune di Pozzuoli, con in testa l’attuale sindaco, evidentemente non siamo riusciti ad essere efficacemente persuasivi.

Aver recuperato, a costo zero, un area verde sul mare, con alberi, piante, orti, giochi per i bambini, spazi per fare sport e luoghi di socializzazione per anziani poteva essere considerata un’opera meritoria di cui tutti, anche il sindaco di Pozzuoli, sarebbero potuti andar fieri?

Si poteva, inoltre, avanzare una proposta di riuso sociale così come avvenuto per l’altro immobile adiacente, la scuola elementare Vittorio Emanuele, appartenente alla stessa proprietà?

L’amministrazione comunale di Pozzuoli, in tanti anni, ha mai formalmente presentato una richiesta e una proposta di recupero e riqualificazione del sito?

Noi abbiamo donato il meglio della nostra generosità e capacità. La legittimità della nostra azione civica, il nostro titolo autorizzatorio, sta tutto nel comma 4° dell’art. 118 della Costituzione Italiana. Il noto principio di Sussidiarietà. Inoltre, ci siamo fatti carico degli ultimi, i dannati della terra, quei senza fissa dimora (Vladimiro, Alessandro, Ludmilla, Federico, Silvana, Dimitri…) che usavano lo spazio come rifugio per proteggersi.

Davanti alle loro difficoltà non potevamo girarci dall’altra parte. Ma sono venute meno le responsabilità delle Istituzioni. In primis del proprietario che ha accettato, supinamente, un ordinanza, dal carattere strumentale, del sindaco di Pozzuoli il quale, invece, avrebbe dovuto trovare prioritariamente soluzioni alternative per una loro sistemazione anche temporanea.

Siamo ancora in tempo per un gesto di solidarietà che a Natale non si nega a nessuno. Noi intanto facciamo il nostro DONO. Doniamo all’intera Città di Pozzuoli, al suo Sindaco (o a chi vorrà rappresentarlo, della sua amministrazione), un “TAVOLO”, per sederci intorno (con relative sedie) in un reciproco ascolto finalizzato a costruire insieme le idee, le proposte per la riqualificazione e il recupero in chiave pubblica e partecipata del sito delle Monachelle ricostruendo la sua funzione sociale. Invitiamo, quindi il Sindaco del Comune di Pozzuoli e tutta la cittadinanza ad un primo incontro di DIBATTITO PUBBLICO ONLINE partecipando al webinar del giorno 8 gennaio 2021, (pubblicheremo adeguatamente l’iniziativa sui nostri Canali SOCIAL) sul tema: Quale legalità a Pozzuoli? Governo del Territorio e Partecipazione Civica

Nota stampa Comitato Ex Convitto Monachelle

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Ladri di marmitte a Quarto, arrestato 45enne

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Foto: Archivio

I Carabinieri della tenenza di Quarto lo hanno sorpreso mentre smontava la marmitta da un’auto di un cliente

Continuano i furti del prezioso catalizzatore che si trova all’interno delle marmitte e continuano incessanti i servizi di prevenzione da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli.

Questa volta la ricerca del palladio avviene a Quarto in un parcheggio di un centro Commerciale di via Masullo Il fatto è accaduto alle 19:00 del 25 settembre. A finire in manette per furto un 45enne di Pozzuoli già noto alle forze dell’ordine.

I Carabinieri della tenenza di Quarto lo hanno bloccato mentre smontava la marmitta da un’auto di proprietà di una cliente del centro commerciale.

Sequestrati gli arinesi atti allo scasso in possesso all’uomo e la vettura con la quale ha raggiunto il centro commerciale per operare il furto. L’uomo attualmente L’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa di giudizio. A diffondere l’arresto il Comando Provinciale Carabinieri Napoli

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Napoli, metal detector alle uscita metro del Vomero

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“Dobbiamo poterci difendere”, così hanno risposto 4 giovani denunciati dai Carabinieri che li hanno trovati in possesso di coltelli a serramanico, passandoli al metal detector

Sono semnpre di più i giovani che girano armati. Per mettere un freno alla recrudenscenza di questo odioso fenomeno, intensificati i controlli dei Carabinieri della Compagnia del Vomero.

Sotto stretto controllo le stazioni della metropolitana della Linea 1. Centinaia infatti sono i giovani che prendono d’asssalto il quartiere collinare.

Posti militari provvisti di metal detector ad ogni uscita. Hanno controllato le tasche dei viaggiatori per assicurarsi che non vi fossero armi.

Quattro sono i giovani scovati dai Carabinieri tutti in possesso di coltellini a serramanico. Identiche anche le giustificazioni fornite: “Dobbiamo poterci difendere!”. Tale gioustificazione, però, non li salverà dalla denuncia per porto abusivo di armi.

Diverse persone, invece, sono state segnalate in prefettura per possesso di stupefacenti destinati all’uso personale.

Controllati anche 96 persone e 32 veicoli: elevate migliaia di euro in caontravvenzioni.

Fanno sapere dal Comando Provinciale Carabinieri di Napoli che i controlli continueranno anche nel week-end.

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Contrada, trovate 7 piante di marijuana con fertilizzante

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Sono in corso indagini volte all’individuazione dei responsabili dell’illecita coltivazione di marijuana

I Carabinieri della Stazione Forestale di Forino, nel corso di un servizio finalizzato ad effettuare alcuni accertamenti tecnici su aree boscate percorse da incendi, hanno rinvenuto 7 piante di “cannabis indica”, coltivate in località boschiva di Contrada.

Unitamente alle piante (avente un’altezza di circa un metro e mezzo e recanti infiorescenze già idonee alla produzione di marijuana) i Carabinieri hanno sequestrato anche due bottiglioni in plastica da 5 litri, contenenti del liquido fertilizzante, occultati nei paraggi.

Dell’attività svolta è stata data comunicazione alla Procura della Repubblica di Avellino.

Sono in corso indagini volte all’individuazione dei responsabili dell’illecita coltivazione.

Nota Sala stampa Comando Provinciale Carabinieri di Avellino

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Ubriaco alla guida provoca incidente ad Avellino e scappa

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L’uomo, un 40enne già noto alle forze dell’ordine, dovrà rispondere di guida in stato di ebbrezza e resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale

I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Avellino hanno denunciato un 40enne, già noto alle Forze dell’Ordine. L’uomo è ritenuto responsabili di guida in stato di ebbrezza con l’aggravante di aver provocato un sinistro stradale, resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale.

Il fatto è accaduto di sera e nel pieno centro cittadino. L’uomo alla guida della propria vettura ha causato un sinistro stradale. Non solo urtando ben tre veicoli e non curandosi dei danni causati a cose e persone ha tentato è fuggito.

Raccolti i primi indizi, i Carabinieri lo hanno intercettato poco dopo l’accaduto e lo hanno bloccato. L’uomo in evidente stato di ebbrezza ha inveito contro i militari che invitandolo alla calma lo hanno sottoposto al test dell’etilometro. L’esito ha riscontrato un tasso alcolemico superiore a quanto previsto dalla legge per poter guidare.

Oltre alla denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avellino, ritirata la patente al 40enne e sequestrata l’auto. A diffondere l’accaduto una la Sala stampa del Comando Provinciale Carabinieri di Avellino.

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Tentativo di concussione, arrestato ex sindaco nel Beneventano

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Polizia di Stato

L’uomo, oggi consigliere comunale ma già Sindaco, dovrà rispondere di tentativo di concussione, turbata libertà degli incanti e rivelazione e utilizzazione di segreto di ufficio

Questa mattina gli agenti della Squadra Mobile di Benevento hanno esequito una ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di un un consigliere comunale – già sindaco – di un comune in provincia di Benevento. Sull’uomo vi sarebbero – secondo quanto riporta una nota della Procura di Benevento – gravi indizi di polpevolezza per i reati di “tentativo di concussione, turbata libertà degli incanti e rivelazione e utilizzazione di segreto di ufficio”

Ad emettere il provvedimento il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Benvento, su richiesta della locale Procura della Repubblica, al termine di una complessa attività di indagine.

L’attività investigativa svolta dal Squadra Mobile di Benevento, coordinata da magistrati della Procura ha consentito di acquisire gravi indizi i nei confronti dell’indagato in ordine alla circostanza. L’uomo – mentre copriva la carica di sindaco – avrebbe tentato di costringere uno dei membri della commissione giudicatrice di una procedura di gara ad assegnare un punteggio maggiore all’oferta di una delle società partecipanti. La gara era relativa all’assegnazione in concessione le attività di supporto alla gestione e riscossione ordinara delle entrate tributrarie, nonché l’accertamento la riscossione coattiva di imposte comunali ed altre entrate patrimoniali. Secondo quanto riporta la nota della procura, l’indagato sarebbe “indirettamente collegato mediante altra impresa svolgente la medesima attività di riscossione di tributi locali e riconducibile ad un soggetto legato da vincoli di affinità con l’indagato”.

Qual giorno prima della seduta della commissione aggiudicatrice, l’ex sindaco avrebbe avvicinato il commissario e gli avrebbe consegnato “tre fogli su cui erano indicate le caratteristiche dell’impresa che avrebbe dovuto aggiudicarsi la procedura”.

L’indagato avrebbe, inoltre, intimato “in maniera diretta e perentoria di assegnare alla suddetta società partecipante il punteggio più alto per l’offerta tecnica”. Non solo l’ex Sindaco avrebbe segnalato – come riporta la procura – “che l’offerta economica era stata la meno vantaggiosa”.

Tale situazione avrebbe comportato per il commissario la revoca del suo incarico di Segretario comunale ai sense dell’art.100 del TUEL e “comunque della revoca dei ruoli in quel momento ricoperti nell’organizzazione amministrativa, con conseguente perdita delle relative indennità economiche spettanti”

Il commissario per non proseguire nalla proposta illecita è stato costretto a rassegnare le proprie dimissioni “come membro della commissione giudicatrice e a provocare l’annullamento della procedura, adducendo formalmente vizi procedurali”.

Le indagini che si sono avvalse anche delle intercettazioni telefoniche hanno fornito riscontro alle dichiarazioni rese agli inquirenti. Le analisi degli atti della gara avrebbero maggiormente avvalorato gli indizi di colpevolezza perché come avrebbe segnalato l’indagato effettivamente la società da favorire ha partecipato e l’offerta presentata è risultata la meno vantagiosa economicamente. Tale particolare l’indagato nel ruolo di sindaco non avrebbe dovuto conoscerlo.

Si legge ancora nella nota della Procura di Benevento “Inoltre nel corso delle indagini, mentre si stava per procedere alla indizione e allo svolgimento della nuova gara, al segretario comunale veniva revocata -con motivazioni ritenute solo apparentemente lecite – la posizione organizzativa di responsabile dell’area amministrativa ricoperta fino a quel momento”.

“Il GIP presso il Tribunale di Benevento, nel condividere parte delle contestazioni provvisorie, ha ritenuto che le esigenze cautelari di reiterazione dei reati sopra indicati fossero ancora attuali, atteso che l’indagato – successivamente ai fatti commessi tra il 2017 e il 2018, e nonostante l’impossibilità di ricandidarsi quale primo cittadino – ha concretamente diretto anche nel 2019 e 2020 l’organizzazione amministrativa dell’ente, tentando di orientare le scelte più importanti e di gestire possibili e futuri appalti pubblici di ingente importo”.

A diffondere la notizia un comunicato della Procura della Repubblica di Benenvento

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Melito, candidati M5S bersagliati da pallini di acciaio

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I pallini di acciaio raccolti - Foto: pagina ufficiale MoVimento 5 Stelle Melito

I candidati del Movimento 5 Stelle di Melito attaccavano i manifesti elettorali, quando li ha raggiunti una raffica di pallini di acciaio nei pressi della villa comunale.

Un fatto grave quello accaduto nella tarda serata del 24 settembre. Come da consuetudine per le tornate elettorali, i candidati del Movimento 5 Stelle erano impegnati ad attaccare i manifesti elettorali sugli spazi appositi. Mentre svolgevano l’attivita li ha raggiunti una raffica di pallini di acciaio sparati presumibilmente dalla Villa comunale.

Forse una ragazzata ma che in campagna elettorale potrebbe far pensare ad altro. Al rientro dall’attività di attacchinaggio, a tarda notte, un “post muto” sulla pagina ufficiale del Movimento 5 Stelle che ne mostra le immagini.

Da un lato i pallini di acciaio dall’altro le immagini dell’attività che svolgevano.

Una “ragazzata” che sarebbe potuta capitare a chiunque, ma che mostra tutta la difficoltà di un territorio ormai avviato in una spirale autodistruttiva. Una “ragazzata” che avrebbe potuto ferire, anche gravemente, delle persone.

Ragazzi che vanno in giro di notte con armi ad aria compressa o a gas in grado di sparare pallini di acciaio, potranno domani impugnare ben altre armi?

Facile immaginare la risposta se non vi saranno interventi correttivi. E se non si trattasse affatto di una ragazzata?

Chiunque vincerà le elezioni dovrà affrontare anche questo.

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