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UNOE: Ora c’è voce per tutelare settore organizzatori di eventi

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Il Presidente Unione Nazionale Organizzarori Eventi, Alessandro Pollak: “Uniti per far ascoltare le nostre Istanze”

Nel 2020 il settore eventi ha subito danni piuttosto ingenti: la sospensione con procrastinamento e, più frequentemente, annullamento di eventi pubblici e privati, ha provocato perdite economiche di cui si sta ancora calcolando la dimensione esatta, comunque enormi e per cui, diversamente che in altri settori, non sono previsti rimborsi e risarcimenti, mentre l’improvviso e precipitoso calo di fatturato registrato dagli organizzatori ha ricadute negative anche nelle transazioni con i loro fornitori, diminuite in misura esponenziale.

Nel periodo cruciale dell’emergenza le attività del comparto sono state completamente interrotte e tra giugno e settembre sono riprese a rilento e solo parzialmente, mentre su di esse grava un forte aumento dei costi, incrementati per il necessario adeguamento di strutture e servizi alle normative sanitarie per il contenimento della propagazione del contagio. Si sono realizzati importanti investimenti per garantire la sicurezza, la sanificazione degli spazi e la gestione dei flussi di visitatori, dimostrando che si può operare e lo si può fare nel rispetto delle norme e del buon senso.

A tutela e in supporto di questa categoria, fortemente penalizzata dall’emergenza Covid-19, nasce l’U.N.O.E.  Unione Nazionale Organizzatori Eventi – un’associazione in cui convergono le  48 aziende più rappresentative in Italia tra gli organizzatori di eventi, la prima dedicata a un settore sino a oggi trascurato e sottovalutato, con volumi di affari importantissimi che  generano  indotto sul territorio e sostengono artigianato, tipicità, prodotti DOP e IGP, e che sono portatori di qualità, tradizione, diversità nel mercato globalizzato.

I soci sono organizzatori di fiere in Italia e all’estero,  organizzatori di eventi enogastronomici tipici (dallo street food di qualità ai wine taste festival), organizzatori di mostre mercato caratteristiche, sagre tipiche, eventi storici e tematici, wedding planning e convention.  

Le imprese coinvolgono nel loro indotto standisti, espositori e sellers, tra cui spiccano soprattutto preziosi artigiani, antiquari, designer e agricoltori a kilometro zero. Oltre a questi, gli occupati coinvolti nella realizzazione di un evento sono diversi: allestitori, steward, addetti alla sicurezza, all’antincendio, alla pulizia, operatori sanitari e assistenti. Infine, queste aziende si avvalgono di consulenza specialistiche di architetti, ingegneri, grafici e addetti alla comunicazione e nello spostamento creano ulteriore indotto per trasporti e ricettività.

“U.N.O.E. nasce in seguito a un fermo totale di un settore che nessuno sta considerando a livello istituzionale – afferma il Presidente Alessandro Pollak – siamo stati bloccati per primi, da fine febbraio, e ora per ripartire ci eravamo adeguati alle linee guida regionali (per ciascuno diverse), con costi importanti per rispettare le regole di sanificazione e controllo, mentre ora, dopo nemmeno tre mesi, siamo di nuovo fermi con un calo di fatturato che supera il 90% quest’anno. Ci siamo uniti perché, nel rispetto della salute, vogliamo dare valore al nostro lavoro – prosegue il Presidente – ci sono 183.000 ambulanti e PMI che gravitano attorno ai nostri eventi, lavorano per lo più all’aperto, in piena tutela dei lavoratori e dei consumatori”.

U.N.O.E. si attende dal Governo un Ristoro specifico per la categoria obbligata a fermarsi: “Il DL Ristori prevede il sostegno a fondo perduto per la nostra categoria solo per il mese di aprile 2019 – specifica il Presidente – ma non possiamo basarci su introiti mensili poiché nel nostro comparto il fatturato di un singolo mese può essere legato alla realizzazione di un evento e quello dopo può essere pari a zero, quindi va assolutamente integrato”.  U.N.O.E.  chiede inoltre che i fondi non siano stanziati fino ad esaurimento, ma in modo proporzionale, perché gli organizzatori di eventi di piccole dimensioni verrebbero penalizzati rispetto ai colossi delle grandi fiere internazionali.

Non solo non si sono potute portare a compimento le manifestazioni programmate, ma è mancata anche la necessaria pianificazione a lungo termine, scoraggiata dalla costante incertezza causata certamente dalla pandemia, ma che in nessun modo è stata arginata dalle politiche intraprese. Una situazione, questa, che si manifesta a seguito di un anno durante il quale l’intero comparto è stato fortemente penalizzato dalle incertezze sia sociali, sia normative e burocratiche, che hanno portato il fatturato ad un calo che in media supera il 90%.

Le aziende vogliono guardare fin da ora al 2021 e invocano una pianificazione in tal senso, perché tra la riapertura e la programmazione reale corrono tempistiche importanti,  in cui gli investimenti a livello di comunicazione, commercializzazione e promozione, non sono coperti dal consueto flusso di cassa: “Si tratta di una serie di aspetti specifici del comparto che sarebbero stati presi in considerazione se avessimo potuto partecipare alla pianificazione delle normative che riguardano la nostra categoria – conclude Alessandro Pollak – a questo scopo ci siamo uniti, per dare alle Istituzioni un interlocutore in rete, confidando di essere ascoltati e chiamati in causa da ora in avanti”.

L’U.N.O.E. e il suo Direttivo sono solidali con gli operatori del settore, in particolare quelli con sede nelle regioni rosse, e conferma la determinazione di essere la voce di una categoria portatrice di valore economico e sociale sia a livello nazionale sia locale; l’attività istituzionale proseguirà garantendo agli associati e agli operatori del comparto una reale rappresentatività, in modo che le future normative nazionali e locali tengano conto anche delle istanze degli organizzatori di eventi, troppo spesso inascoltate poiché inespresse a livello unitario.

Superare la crisi contingente per puntare a iniziative strutturali: così U.N.O.E. traccia la rotta per il prossimo futuro.

Nota stampa UNOE

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Confesercenti Schiavo: “Zona Gialla confermata, un’opportunità da non perdere per tutti”

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VIncenzo Schiavo Confesercenti Campania

Il presidente Vincenzo Schiavo: «Rispettiamo tutti, imprenditori e consumatori, le regole anti-Covid. Con il Governo dialogo costante, ora sostegno alle attività ancora chiuse»

Il presidente di Confesercenti Campania Vincenzo Schiavo esprime soddisfazione per la conferma dello status di “zona gialla” della Campania: «E’ un’opportunità troppo importante per la sopravvivenza delle nostre attività commerciali che non possiamo perdere. Il vantaggio accumulato non va disperso ed è per questo che, insieme alla Fiepet, stiamo facendo un appello a tutti, imprenditori e consumatori: c’è bisogno di avere il massimo rigore nel rispettare le regole anti-Covid, ovvero sanificazione, distanziamento, mascherina e assembramenti da scongiurare. Sarebbe un delitto sprecare questa opportunità importante per la nostra economia».

Schiavo è inoltre soddisfatto del dialogo continuo che Confesercenti sta avendo con il Governo. «In questo senso abbiamo ottenuto lunedì un importante incontro: il presidente di Fiepet Nazionale/Confesercenti avrà una riunione con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri per analizzare la situazione e quantificare gli ulteriori danni che i bar e la ristorazione avranno a causa della chiusura dell’attività, e del divieto di asporto per i bar, anticipati alle 18. Confesercenti sta facendo pesare il ruolo di associazione di categoria che ha rapporti quotidiani con il Governo. La speranza è che quest’ultimo ascolti le nostre istanze. I nostri sforzi – conclude Vincenzo Schiavo – sono ora tutti mirati a sostenere nel modo più adeguato le altre attività ancora chiuse, ovvero i centri sportivi, le sale da ballo, i cinema e i teatri e tutta la filiera del wedding: chiediamo anche per loro immediata riapertura o almeno che abbiano subito ristori certi e adeguati».

Nota stampa Confesercenti Campania

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Confesercenti Campania: “No a prolungamento restrizioni, servono ristori e blocco fitti”

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Il Presidente Vincenzo Schiavo

Schiavo: «Per la nostra regione i sussidi sono fondamentali per sopravvivere. Chiediamo anche aiuti su locazioni e sospensioni di ingiunzioni per le nostre attività»

Con il paventato e sempre più probabile prolungamento delle restrizioni ci sarà una caduto dei consumi in Italia sino a un buco di 15 miliardi di euro in tre mesi rispetto al primo trimestre del 2020. E’ quanto stimato da Confesercenti Nazionale.

Nel 2020 la pandemia ha già cancellato 105 miliardi di euro di consumi e oltre il 6% del Pil. Commercio, turismo e ristorazione i settori più colpiti, ma nel Recovery plan mancano interventi ad hoc per questi settori.

Bisogna superare il concetto di «ristori a puntate, visto che nel recovery plan  non si prevedono interventi diretti per commercio, alloggio e ristorazione, per i quali il piano genererebbe ricadute positive solo sul medio lungo periodo, quando invece gli aiuti sono urgenti» e serve «un piano di largo respiro per sostenere e rilanciare le imprese», sottolinea il Presidente di Confesercenti Patrizia De Luise. Concetti sposati totalmente anche da Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania e Responsabile delle politiche per il Sud.

«Se in tutta Italia i ristori certi e immediati sono importanti, nella nostra regione sono addirittura fondamentali, perché consentirebbero agli imprenditori di sopravvivere al dramma della crisi economica dovuta alla pandemia. Senza aiuti molte delle nostre attività sono destinate a fallire o a essere vittima di azioni di sciacallaggio da parte della malavita. Le mafie non aspettano altro per impossessarsi delle aziende a prezzo di saldo e in una sola tornata. Oltre ai ristori sul fatturato – continua Schiavo – è  necessario intervenire con un decreto del Governo per sostenere gli imprenditori sui fitti, perché ci sono aziende che pagano più di 30mila euro al mese di locazione e questo, è evidente, può determinare il  fallimento di un’attività al mese.  Confesercenti Campania, in tal senso, chiede anche il blocco degli sfratti e delle azioni fallimentari proposte contro le nostre attività Al fine di preservare l’apertura delle nostre attività ribadiamo anche noi che i cittadini devono responsabilmente rispettare le regole anche in questo momento di “zona gialla”, così come i nostri esercenti continuano ad applicare le misure preventive all’interno dei propri locali».

DATI NAZIONALI. Confesercenti ritiene che se la spesa non riparte non riparte nemmeno l’Italia.

Il 2021 parte male per i consumi. Il -15 miliardi di spesa di consumi stimati colpisce soprattutto le imprese del commercio, del turismo e della ristorazione, con una diminuzione media del valore aggiunto del 16,2%, a fronte del -9,6% registrato dalle altre imprese.

Un problema per la crescita, visto che si riduce fortemente la quota di Pil generata da questi comparti: si passa dal 6,2 al 4,4% del Pil per “Alberghi e pubblici esercizi”; dal 4,2 al 3,3% per la “Ricreazione e cultura”; dal 3,7 al 3% per l’Abbigliamento. Dinamiche che evidenziano l’attuale impossibilità dei consumi interni di spingere la crescita dell’economia italiana, come hanno sempre fatto, visto che valgono il 60% del nostro Pil.

Senza una loro decisa ripresa, quindi, l’economia del Paese entrerà in una spirale discendente da cui sarà difficile uscire. «Lo stop dei consumi, effetto delle restrizioni e dell’incertezza generata dall’emergenza pandemica, ha gettato le imprese del terziario in una crisi senza precedenti. I prossimi mesi rischiano di vedere aumentare drammaticamente il numero di cessazioni delle attività, in particolare quelle di prossimità e legate alla filiera turistica», commenta Patrizia De Luise, che aggiunge:  «La priorità deve essere  la salute, ma se si sceglie di sacrificare pubblici esercizi, imprese turistiche e commercio per limitare la circolazione dei cittadini, e quindi a vantaggio del bene comune, dobbiamo cambiare passo sui sostegni. Bisogna superare assolutamente il criterio di scelta in base al codice Ateco, che è stato un fallimento ed ha lasciato fuori troppe imprese. Basta anche con i dl ristori “a puntate”: serve un intervento di largo respiro, con più risorse ed un cronoprogramma chiaro, per dare alle attività la certezza di sostegni sufficienti a portarle oltre al fine dell’emergenza sanitaria».

Nota stampa Confesercenti Campania

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Graziano (ADCC): per fallimento gestione sanità, pagano centri commerciali e ristoratori

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“Il fallimento della gestione sanitaria fatta ricadere sui centri commerciali, la ristorazione e sulla libertà delle persone”

Dichiarazione di Gaetano Graziano, vicepresidente dell’’associazione dei direttori dei centri commerciali, dopo le rivolte in Campania per la permanenza in zona arancione.

“Il sistema degli shopping center ha lavorato in modo molto professionale, sul versante della sicurezza anticovid, dove ha investito su maggiore vigilanza per il rilevamento della temperatura, sorveglianza del distanziamento e sull’uso delle mascherine. – dice Gaetano Graziano, vicepresidente nazionale dell’associazione dei direttori dei centri commerciali -. Tutto questo ha rassicurato la gente che, del resto, ha capito che il centro commerciale è talmente monitorato da rendere molto rari gli assembramenti, assembramenti che il “Governo”, con i vari decreti di chiusura, ha permesso che si verificassero nelle vie delle città, dove si sono riversati anche gli orfani degli shopping center”

Nota stampa Associazione Direttori Centri Commerciali (ADCC)

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Afina: “Navigare 2021 al CN Posillipo ed al Molo Luise”

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Il presidente Gennaro Amato: “Napoli merita di più e quindi, oltre il CN Posillipo, abbiamo chiuso un accordo espositivo anche a Mergellina grazie all’amico Massimo Luise”

Napoli, 7 dicembre 2020 – L’accordo è definito, la 34ma edizione del Navigare, l’esposizione nautica con prove in mare del prossimo anno, si svolgerà anche sulla banchina del molo Luise a Mergellina. AFINA, Associazione Filiera Italiana della Nautica, che organizza da anni l’iniziativa ha deciso di ampliare la superficie espositiva della sede di marzo 2021 che vedrà, oltre il circolo nautico Posillipo, protagonista anche lo specchio d’acqua di Mergellina.

Napoli deve appropriarsi del ruolo che le compete: diventare la capitale espositiva della nautica del basso Mediterraneo – afferma Gennaro Amato, presidente dell’associazione che conta 250 cantieri iscritti -. Per questo motivo l’appuntamento di marzo prossimo deve assumere una connotazione più importante e consentire all’intera filiera nautica di presentarsi nel migliore dei modi. Sono felice quindi che l’amico Massimo Luise, manager e socio di Gruppo Luise, abbia accettato la nostra richiesta, mettendoci a disposizione il tratto di porto di Mergellina gestito dalla sua società, ed aderendo così ad un progetto che getta le basi per dare a tutti gli amanti della nautica e del mare la possibilità di avere un’esposizione in acqua”.

Il Molo di sopraflutto Sannazaro del porto turistico di Mergellina, uno delle location gestite dalla società internazionale del Gruppo Luise, diventa così parte integrante del progetto Navigare 2021, tornado ad ospitare un evento espositivo nautico, ma non solo: “Credo che questa riproposizione possa essere anche di auspicio e di augurio a un nuovo boom che, in qualche modo, già si stava delineando, se non fosse stato per la pandemia. Ci sono i presupposti per una ripresa  – conferma Massimo Luise, manager ed uno dei soci del Gruppo Luise -. Bisogna cogliere le opportunità che ci vengono date in maniera da potenziare quello che è un indotto che ha già delle buone prospettive e che poi farà da volano a tante altre attività correlate, ma soprattutto comprendere che con la sinergia si va avanti, mentre in maniera solitaria non si va da nessuna parte”.

Il Marina Molo Luise torna dunque, dopo i fasti del Nauticsud degli anni 2008-2011, a partecipare ad un progetto che il presidente Amato persegue da anni. Sotto la sua lunga presidenza infatti il Navigare, dopo essere finito in “cantina” per volere del precedente direttivo, è tornato ad ospitare al circolo Posillipo i cantieri nazionali ed internazionali sino a divenire appuntamento bimestrale, in primavera ed autunno, degli oltre 130 cantieri che oggi vivono sotto l’egida dell’associazione. Neppure la folle bocciatura, da parte del Comune e della Soprintendenza, del progetto sul Lungomare, che avrebbe regalato a Napoli un salone nautico con sbocco a mare, ha fermato il numero uno di Afina. Ma forse è stato proprio questo a convincere Massimo Luise ad offrire un’opportunità alla potente associazione con sede a Napoli.

Le infrastrutture sono quelle che sono, con i limiti della burocrazia che non sono irrilevanti, i limiti ci sono, le responsabilità pure, però la vocazione marinara di Napoli non si discute, l’amore e il collegamento dell’industria nautica da sviluppare c’è e anche la disponibilità ad investire, gli imprenditori vogliono investire per sviluppare – sostiene l’imprenditore Massimo Luise – , la verità è che per fare ancora una volta un grande salone nautico occorrono sinergie tra privati e anche con il pubblico, forse questo è l’elemento un po’ più difficile da mettere in campo”.

In attesa dunque del via libera della Mostra d’Oltremare per la definizione del prossimo appuntamento della 48ma edizione del Nauticsud (febbraio), il sogno futuro della Capitale del Mediterraneo della nautica, disegnato da Gennaro Amato, prende forma e corpo con un salone nautico sulla Promenade di Napoli.

Nota stampa AFINA

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Confesercenti Qualiano: protestiamo contro le decisioni del nuovo Dpcm

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Locandina Confercenti Qualiano

Confercenti Qualiano: “Oggi alle 18:00 siamo costretti a chiudere. Avere un futuro è un nostro diritto”

Dopo il nuovo Dpcm varato ieri dal Governo, dove si dispone la chiusura dei locali come Bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie alle 18:00, non sono mancate le proteste da parte dei commercianti di tutta Italia.

Anche dai commerciati di Qualiano la notizia non è stata presa con particolare entusiasmo, visto che la chiusura anticipata dei locali, per molti, significa perdere gran parte del guadagno e quindi chiudere per sempre.

La Confercenti Qualiano, in rappresentanza dei locali qualianesi, ha diffuso una locandina solidale per i settori della ristorazione colpiti dal nuovo Dpcm.

Nella locandina diffusa dalla Confercenti Qualiano si legge: “Oggi alle 18:00 siamo costretti a chiudere. Avere un futuro è un nostro diritto”.

A diffondere la notizia presso la nostra redazione il responsabile della Confercenti Qualiano Nicola Vallefuco.

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