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Covid-19, eroi silenti: insegnanti, dirigenti e personale scolastico

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scuola a distanza

La scuola ha dovuto modificare se stessa dal profondo e in tempi record … un lavoro immenso che sta proteggendo una parte del futuro della Nazione

Accanto agli infermieri, ai medici, ai volontari, ai membri delle forze dell’Ordine impegnati in trincea in questa guerra subdola contro un nemico invisibile, vi sono tantissimi eroi silenti.

Fra questi ultimi troviamo gli insegnanti, il personale ATA e amministrativo, i dirigenti scolastici. Tutti eroi che stanno mantenendo in piedi egregiamente una delle Istituzioni più importanti del nostro Paese, la Scuola.

Attraverso la realizzazione di nuove metodiche didattiche; imparando i nuovi strumenti messi a disposizione dalla rete in tempi record stanno svolgendo un lavoro di salvaguardia del futuro dei nostri giovani. Dai più piccini ai quelli che stanno per completare il proprio percorso di studi. In modo trasversale si sono messe in campo una serie di misure che non hanno precedenti nella storia dell’insegnamento in Italia. Il tutto anche attraverso la condivisione di esperienze e di competenze complementari al proprio ruolo.

Molti hanno colto tutto questo come occasione di trasformazione. Sono orgoglioso di tanta tenacia ed entusiasmo messi in campo. Un filo unico che lega un lavoro enorme svolto da tutti. Dai più esperti come da quelli che magari hanno meno dimestichezza con la tecnologia così estrema, se mi passate l’immagine impropria, ma che descrive bene lo scenario e lo stato d’animo di molti. Magnificando ancor di più il loro lavoro.

La scuola è viva più che mai. E lo fa attraverso la cultura e l’intelligenza. Mostrando ai ragazzi che insegnare, al di là della materia e del ruolo svolto, sia esso di dirigenza oppure di coordinamento, è ancora una volta una vocazione. E come tutte le vocazioni, è passione, voglia di mettersi in gioco e di osare. E se mio figlio, a nove anni, si alza responsabilmente la mattina connettendosi con il tablet per ascoltare la voce dolce di una insegnante allora significa che il futuro è lì ancora tutto da scrivere.

Nonostante un virus che ci relega in casa tutti quanti ma che, visto dalle spalle larghe di un tal gigante sembra decisamente più debole.

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L’istituto “Don Mauro” incontra lo scrittore Marco Perillo

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Per l’iniziativa “Libriamoci”, lo scrittore Marco Perillo incontra gli studenti dei licei scientifico e linguistico di Villaricca

L’incontro, tenutosi ieri, Venerdì 23 Gennaio, attraverso la piattaforma meet, tra gli studenti dell’istituto “Don Mauro” e lo scrittore e giornalista Marco Perillo, ha visto la grande partecipazione di studenti e insegnanti dell’istituto.

La sua raccolta di racconti “Napùl“(Alessandro Polidoro Editore) è stata infatti scelta dall’Istituto per “Libriamoci“, progetto annualmente promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, con l’obiettivo di diffondere la letteratura tra i più giovani.

Letto durante i mesi di novembre e dicembre, Napùl, crasi prima fonetica e poi semantica e metaforica tra Napoli e Kabul, ha permesso agli studenti di riflettere su diversi temi affrontati dai racconti.

Racconti che non cercano, a tutti i costi, un posto al sole dove bere il caffè e suonare il mandolino.

Anzi, offrono un groviglio preciso di personaggi che si accumulano e si ritrovano in una città stratificata.

Come pianerottoli di un palazzo storico, abbandonato, con l’intonaco che cede al tempo, ma comunque dannatamente bello, affascinante e pieno zeppo di racconti.

E Marco Perillo si è dimostrato generoso e stimolante, capace, non solo di soddisfare la curiosità degli studenti, ma anche di trasmettere grande ottimismo nel mondo delle lettere.

In un clima di totale sfiducia verso il futuro, fatto di paure e distanze, l’idea che la letteratura possa essere contraltare immaginifico del quotidiano e un modo per denunciare quanto di brutto ed ingiusto c’è nel mondo ha colpito gran parte degli studenti.

L’incontro di ieri dimostra come sia importante pensare alla scuola e al mondo contenuto nei libri anche attraverso iniziative di questo tipo.

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“Facciamo il Punto! con l’ospite” parliamo di canzone con Achille Campanile

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A “Facciamo il Punto!” nostro ospite Achille Campanile, autore del disco “Port’Alba”

https://www.facebook.com/puntoredazione/videos/117764840204404

L’incontro con Achille Campanile ha messo in luce diversi aspetti creativi e ricreativi della canzone.

Dall’incontro con l’autore, è uscito fuori che la riscrittura di testi poetici o romanzeschi, come quelli con Saba, Montale e Calvino, può offrire agli artisti un appiglio creativo-culturale importante.

Achille Campanile, nel suo disco, ha lavorato di transcodificazione, cioè di trasmigrazione da un genere all’altro di temi importanti contenuti in Amai, di Saba, Nuove stanze di Montale e Le città invisibili di Calvino.

Dalla messa in musica di Amai, al sommario di Nuove Stanze, con sfumature di personalizzazione d’autore, passando alla riscrittura-reinterpretazione dei temi di Ipazia.

L’autore, durante la diretta, ci ha fatto ascoltare come la sua bellissima voce dialoghi bene con la cultura e la ricercatezza di un linguaggio colto ma, allo stesso tempo, capace di lasciarsi ascoltare.

Il binomio ricerca-divertimento, nei brani contenuti in “Port’Alba”, ma in generale nell’arte di Campanile, diventa una possibilità importante per chi vuole addentrarsi nella canzone d’autore.

Il video della diretta è disponibile sulla nostra pagina facebook.

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Facciamo il Punto! con Achille Campanile

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Prossimo ospite di “Facciamo il Punto! con l’autore”, il giovane cantautore Achille Campanile.

Il prossimo ospite ha 23 anni, è laureato in Lettere Moderne alla “Federico II” di Napoli ed è attualmente iscritto al corso magistrale in Filologia Moderna.

Da sempre appassionato di musica e letteratura, Achille Campanile sta costruendo i suoi primi passi nel cantautorato tenendo insieme proprio questi due mondi.

“Port’Alba”, il suo disco d’esordio, registrato negli studi di illimitarte, con la collaborazione di Raffaele Cardone, dimostra proprio come sia possibile ancora fare letteratura con la musica.

Recensione dell’album d’esordio di Achille Campanile

Il prossimo giovedì, 14 Gennaio, ore 19:00, in diretta sulla Pagina Facebook, è appunto di questo che parleremo con lui:

come letteratura e musica siano, di fatto, un tutt’uno, e di come lui riesca a raccontare l’attualità con un linguaggio che non cambia, che resta fedele a sé stesso, sempre contemporaneo e che non strizza l’occhio al mainstream.

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Death to 2020, il racconto ironico degli ideatori di Black Mirror

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Death to 2020, ideato da Charlie Brooker e Annabel Jones è stato pubblicato su Netflix il 27 dicembre 2020

Tecnicamente un mockumentary, cioè un documentario serio di temi dal sapore fantascientifico, Death to 2020 si mostra piuttosto come un ironico, sarcastico e polemico racconto dei fatti realmente accaduti.

E in tanti hanno pensato che il 2020 – tra incendi in Australia, risposte violente del movimento Black Lives Matter all’assasinio di George Floyd per mano della polizia americana e il Covid 19 – potesse diventare soggetto perfetto per un episodio della serie antologica Black Mirror o di qualsiasi romanzo film distopico.

E però, in un anno che ha visto anche androidi ballanti in tutto e per tutto speculari a quelli visti proprio in Black Mirror, sarebbe stato scontato se non autolesionista, da parte di Charlie Brooker e Annabel Jones, fare la bella copia di uno spavento vissuto e ancora sofferto.

Così la satira sfrontata, per nulla velata, diventa antidoto a un anno che ha dato poco spazio al riso e, soprattutto, a quello dianoetico, cioè anche pronto a riflettere sugli eventi e sulla risposta dei cittadini a certe restrizioni.

Così, Hugh Grant veste i panni di un vecchio esperto di storia, Tennyson Foss, che, ad esempio, dopo aver saputo della notizia su Boris Johnson, trovato positivo al corona virus, confessa preoccupato di non saper trovare qualcuno peggiore di lui che possa sostituirlo.

Cristin Milioti, già protagonista di un episodio di Black Mirror, Uss Callister, interpreta Kathy Flowers, una “mamma informata” – di quelle che cercano la verità su siti improbabili, come www.leveritàchenoncidicono.com.

Così come Gemma Nerrick, interpretata da Diane Morganuna, che crede a quanto le viene detto da social e tv, ma in maniera più passiva, quasi innocente, senza la spinta di proselitismo che caratterizza il personaggio della Milioti.

In Death to 2020, tutti mantengono posizioni inverosimili e, tra il serio e il faceto, mettono in piedi una satira vorticosa che trascina presidenti, politici di ogni tipo, virologi, esperti e uomini medi.

Solo Dash Bracket, giornalista del New Yorkerly News, interpretato da Samuel L. Jackson, soprattutto quando si parla della triste morte di George Floyd, affonda le unghie nella carne viva e attacca la polizia, accusata di essere tanto attenta con chi spaccia denaro falso e meno con i colleghi che uccidono impunemente.

«Ci sono voluti pochi minuti per uccidere Floyd e 4 giorni per imprigionare i suoi uccisori», dice Bracket-Jackson.

Roba che, se un solo artista o intellettuale italiano si fosse permesso di polemizzare con le forze dell’ordine, denunciando soprusi e abusi di potere, sarebbe stato mandato in esilio.

Death to 2020 non è Black Mirror, ma è quanto accade a certa satira distopica se la distopia si fa reale ed è necessario riderne per passarci sopra, per indorare la pillola e tenersi aggrappato a un briciolo di energia per buttarsi alle spalle questo anno davvero orribile.

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“Facciamo il Punto! con l’ospite” parliamo di social con Luca Cerasuolo

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A “Facciamo il Punto!” nostro ospite Luca Cerasuolo, esperto di social media e digital marketing

Quella con Cerasuolo è stata una chiacchierata colta e profonda che ci ha permesso di toccare molteplici aspetti del mondo del web, da quelli che coinvolgono il mondo giornalistico fino alla tutela dei dati sensibili.

Esiste una responsabilità deontologica che, a causa dello svilimento della professione del giornalista, è stata messa in crisi.

Il click baiting, infatti, non è solo conseguenza del titolo sensazionalistico necessario per attirare un lettore non più abituato a comprare il giornale, ma anche una graduale perdita di responsabilità del giornalista.

Allo stesso tempo, però, Cerasuolo è ottimista, sinceramente attaccato al senso delle parole e alla possibilità che queste, alla fine, riescano a trovare un loro senso in questo mondo, in cui la tecnologia e la rete offrono opportunità infinite.

È necessario regolamentarne l’uso, promuovere un’educazione a scala nazionale, nelle scuole, perché fin da piccoli si impari, ad esempio, a riconoscere le fake news e a proteggere i dati sensibili.

Consigliamo di seguire il video dell’incontro per approfondire.

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