Esteri
Trump attacca Meloni, tensione tra Usa e Italia sulla crisi iraniana
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Il leader americano critica la prudenza italiana sulla crisi iraniana; la premier evita lo scontro diretto e rilancia su Ucraina e unità euroatlantica.
Per il secondo giorno consecutivo, Donald Trump torna ad attaccare Giorgia Meloni, segnando un evidente raffreddamento nei rapporti tra Washington e Roma. Il nuovo affondo riguarda la posizione italiana sulla crisi con l’Iran, con l’ex presidente statunitense che ha definito “negativa” la postura della premier.
Nel corso di un’intervista con Maria Bartiromo, Trump ha chiarito che il rapporto con l’Italia “non è più lo stesso”, sottolineando come gli Stati Uniti riconsiderino le relazioni con i Paesi che non sostengono la loro linea nella gestione della crisi mediorientale. Un riferimento diretto alla scelta italiana di non allinearsi completamente alle posizioni americane.
Da Palazzo Chigi, nessuna replica diretta. Meloni mantiene una linea prudente, evitando lo scontro frontale ma ribadendo i capisaldi della politica estera italiana. Durante l’incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, la premier ha riaffermato il sostegno “pieno e convinto” a Kiev e l’importanza della coesione occidentale.
“Un Occidente diviso sarebbe il miglior regalo che potremmo fare a Mosca”, ha dichiarato, rilanciando un concetto già espresso in passato ma che, nel contesto attuale, assume una valenza nuova anche nei rapporti con Washington.
La posizione italiana resta quindi ancorata a un equilibrio delicato: da un lato la fedeltà all’alleanza euroatlantica, dall’altro la cautela rispetto a un coinvolgimento diretto nella crisi con Teheran. Una prudenza che ha già attirato critiche da parte dello stesso Trump, che in passato aveva invece elogiato la leader italiana definendola “eccezionale” e “molto forte”.
Nel frattempo, il governo italiano conferma la disponibilità a contribuire alla sicurezza nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico globale, ma solo “quando lo consentiranno le condizioni di sicurezza”.
Anche sul fronte interno emergono segnali di cautela: secondo fonti vicine all’esecutivo, Meloni avrebbe chiesto il massimo riserbo sui rapporti con Trump, evitando fughe di notizie che possano alimentare ulteriormente le tensioni.
Parallelamente, resta centrale il dossier ucraino. L’Italia continua a sostenere Kiev sia sul piano politico sia su quello militare, con nuove prospettive di cooperazione industriale, in particolare nel settore della difesa e dei droni. Il governo ribadisce inoltre l’impegno a mantenere la pressione economica sulla Russia e a garantire il sostegno finanziario europeo all’Ucraina.
In uno scenario internazionale sempre più instabile, la distanza tra Roma e Washington sulla crisi iraniana rischia così di aprire una fase nuova nei rapporti tra i due alleati storici, mettendo alla prova l’equilibrio diplomatico costruito negli ultimi anni.

Ivan Zazzaroni all’Università degli Studi di Salerno

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