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Gaza, uccisi due trasportatori d’acqua UNICEF nel nord della Striscia

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Secondo l’UNICEF i due autotrasportatori sono rimasti uccisi da fuoco israeliano mentre garantivano acqua potabile alle famiglie di Gaza

L’UNICEF esprime indignazione per l’uccisione di due autotrasportatori di acqua potabile incaricati dall’organizzazione di servire le famiglie della Striscia di Gaza, colpite da una gravissima emergenza umanitaria.

L’episodio si è verificato nelle prime ore di ieri mattina, presso il punto di rifornimento idrico di Mansoura, nel nord di Gaza. Secondo quanto riferito dall’UNICEF, i due uomini sono stati colpiti da fuoco israeliano mentre svolgevano le normali operazioni di trasporto dell’acqua.

Condoglianze alle famiglie delle vittime

L’UNICEF ha rivolto condoglianze alle famiglie dei due autotrasportatori uccisi. Nell’incidente sono rimaste ferite anche altre due persone.

L’organizzazione sottolinea che l’attacco è avvenuto senza alcuna variazione nei percorsi o nelle procedure operative, durante attività umanitarie regolarmente pianificate e comunicate.

Il punto di Mansoura, nodo vitale per l’acqua a Gaza

Il punto di rifornimento idrico di Mansoura rappresenta attualmente l’unico sito operativo per il rifornimento delle autocisterne collegate alla linea di approvvigionamento idrico di Mekorot, che serve la città di Gaza.

UNICEF e partner umanitari lo utilizzano più volte al giorno per garantire la distribuzione di acqua tramite autobotti, un servizio essenziale per centinaia di migliaia di persone, tra cui un numero elevatissimo di bambini.

Attività sospese per motivi di sicurezza

A seguito dell’incidente, l’UNICEF ha comunicato che i propri appaltatori hanno ricevuto indicazione di sospendere le attività nel sito di Mansoura, in attesa del ripristino delle condizioni di sicurezza nell’area.

La sospensione rischia di avere un impatto pesantissimo sull’accesso all’acqua potabile per la popolazione civile della Striscia.

La richiesta di un’indagine immediata

L’UNICEF chiede alle autorità israeliane di avviare un’indagine immediata sull’accaduto e di garantire la piena assunzione di responsabilità.

“Gli operatori umanitari, i fornitori di servizi essenziali e le infrastrutture civili, comprese le strutture idriche di importanza vitale, non devono mai essere presi di mira”, sottolinea l’organizzazione.

Il richiamo al diritto internazionale umanitario

Nella dichiarazione, l’UNICEF ribadisce che la protezione dei civili e di coloro che prestano assistenza salvavita costituisce un obbligo previsto dal diritto internazionale umanitario, anche durante i conflitti armati.

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