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Prescrizioni specialisti: Campania si adegua all’Italia

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Prescrizioni specialisti: la campania si adegua

Prescrizioni specialisti ai pazienti che prendono in carico, la campania di adegua. Verde (FIMMG): Strada lunga per la digitalizzazione

Dal 2 gennaio gli specialisti anche quelli dei centri convezionato possono rilasciare la ricetta direttamente al paziente che predono in carico. Un sollievo certamente per i pazienti, soprattutto quelli oncologici. Questi ultimi, infatti, non saranno più costretti a passare dal medico di famiglia per farsi prescrivere la ricetta di esami richiesti da altri medici.

“Finalmente dopo una lunga insistenza la Campania si è adeguada al Resto d’Italia. Era l’unica Regione d’Italia ancora a non avere la prescrizione diretta dello specialista che prende in carico il paziente”. Cosi il dottor Gianni Verde Consigliere FIMMG azinedale ASL Napoli 2 Nord in una comunicazione inviata in redazione.

“Era inutile e dannoso far passare per lo studio un paziente oncologico per esami prescritti da altri medici. Molto spesso questi pazienti erano segnati dalla sofferenza fisica e mentale piuttosto dopo una terapia oncologica”. Ha ancora rimarcato il dottor Verde, evidenziado gli inutili passaggi che erano costretti a fare i pazienti oncologici.

“Ora si sappia che lo stesso medico specialista che vi assiste emetterà la prescrizione per quello che occorre al caso. Il fascicolo Sanitario farà il resto”. Spiega ancora il consigliere FIMMG.

“La strada della digitalizzazione, della semplificazione, della sburocratizzazione, tuttavia è ancorsa lunga. C’è da eliminare la stampa (tessera sanitaria); certificati di malattia emessi da chi visita; evitare esami inutili e ripetuti (TS); condivisione e disponibilità dell’intero sistema regionale in ordine di ricoveri (posti letto) e visite specialistiche (planning on Line dei medici richiedenti); consulenza in remoto; monitoraggio farmacologico; educazione sanitaria”. Ha aggiunto il dottor Verde da sempre attivo sulle tempatiche della semplificazione della sanità pubblica.

“Registriamo – ha concluso – che non tutti i centri accettano ancora lo status di prescrizione SANIARP”.

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