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Sant’Agata dei Goti: Il borgo sospeso affacciato sulla Storia
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5 anni fail

Viaggio in uno dei borghi più belli d’Italia tra Benevento e Caserta, ai piedi del Monte Taburno
Tra Benevento e Caserta, ai piedi del monte Taburno, sorge uno dei borghi più belli d’Italia: Sant’Agata dei Goti.

Quasi sospesa su uno sperone di tufo, questa piccola cittadina, sorta probabilmente sul luogo dell’antica città sannitica di Saticula almeno tre secoli prima della nascita di Cristo, ha alle spalle una solida storia. Da qui, infatti, sono passati tanti popoli a noi ben noti grazie ai libri di storia.

Foto Maria Rosa Palma

Foto Maria Rosa Palma
I romani decisero di fondare su questa rocca un accampamento che poi fu trasformato, con l’arrivo della popolazione locale rimasta senza casa, in un vero e proprio centro abitato diventando, così, una colonia dell’Impero Romano. Successivamente, la città fu conquistata dai longobardi a cui seguirono altre civiltà tra bizantini, normanni, svevi e angioini.

Foto: Maria Rosa Palma

Foto: Maria Rosa Palma
Ogni popolo che da qui passò, lasciò tracce della propria identità culturale visibile ancora oggi attraverso l’architettura degli edifici religiosi, civili e militari presenti in questo piccolo borgo medioevale dove tutto parla di storia.

Anche il toponimo, Sant’Agata dei Goti, ci racconta avvenimenti del passato. Fu a partire dal VI sec. che, sotto il dominio longobardo e in onore dalla santa catanese già patrona del paese, Saticula assunse il nome Sant’Agata. L’altra parte, “dei Goti”, invece – anche se secondo alcuni è da attribuire alla presenza in questo territorio del popolo che porta questo nome – risale, molto probabilmente, all’epoca normanna ed è dovuta alla famiglia Drengot (modificato poi col tempo in De Goth) alla quale la cittadina di Sant’Agata fu ceduta come feudo.

Foto: Maria Rosa Palma

Foto: Maria Rosa Palma
Definita la “Perla del Sannio”, la città è formata da una zona più moderna costruita sul finire del XIX secolo e da un’altra, più antica, che ospita il centro storico di epoca romana.
Rimasto più o meno intatta, la parte “vecchia” di Sant’Agata è particolarmente rilevante e ricca da un punto di vista storico e artistico, ragione per la quale la città è stata insignita, dal 2005, della bandiera arancione dal Touring Club Italiano.

Nonostante le modeste dimensioni, il centro storico ospita ben dieci chiese tra cui il Duomo dell’Assunta che, fondato nel X secolo, è l’edificio religioso più antico della città. Di notevole bellezza artistica è il porticato esterno che precede questa chiesa: sebbene nel corso delle varie dominazioni abbia subito modifiche e rifacimenti, questa loggia mantiene ancora intatto il suo fascino e splendore con dodici raffinate colonne che, con grazia ed eleganza, ci accompagnano all’entrata della cattedrale.
All’inizio del paese, invece, incontriamo un imponente edificio militare, il Castello Ducale che, fondato dai longobardi, fu successivamente ampliato dai normanni che lo trasformarono in una struttura difensiva.

Di fronte al castello, comincia il ponte sul Martorano da cui è possibile godere, come se fosse una cartolina che si palesa davanti ai nostri occhi, di una spettacolare vista della città attraverso cui si percepisce quel senso di sospensione misto a quello d’ inquietudine che contribuiscono a riconoscerne quella particolarità che rende Sant’Agata dei Goti uno dei borghi medioevali più affascinanti d’Italia.
Complice la ricchezza paesaggistica, una volta oltrepassato il ponte, sembra entrare in un’altra dimensione temporale dove l’ordine e la quiete delle cose semplici e delle piccole botteghe prendono il sopravvento sull’agitazione e il disordine delle grandi e complicate città.


Circondata dal monte Taburno tra i torrenti Martorano e Riello, Sant’Agata è anche un ottimo punto di partenza per raggiungere, soprattutto nella stagione calda, luoghi più freschi come il Parco Regionale del Taburno-Camposauro dove perdersi nella pace della natura.
Sarà sicuramente piacevole per i turisti che sceglieranno la Campania come meta per le loro vacanze scoprire, oltre il caffè, anche il borgo sospeso che, nonostante siano passati secoli, resta ancora saldamente appiccicato alla sua rocca con la forza che solo un collante come la storia può dare.

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