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Aversa, crolla parte del complesso di San Francesco: paura in centro
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Cedimento nel chiostro del complesso monumentale di San Francesco ad Aversa: nessun ferito, area già interdetta per alcune lesioni
Crollo nel complesso di San Francesco ad Aversa
Paura questa mattina ad Aversa per il cedimento di una parte del complesso monumentale di San Francesco delle Monache, nel cuore del centro storico. Il crollo ha interessato una porzione del chiostro, provocando la caduta di materiale edilizio e rendendo necessario l’intervento delle autorità per mettere in sicurezza l’area.
Secondo le prime informazioni disponibili, dal manufatto sarebbero precipitati blocchi di tufo, calcinacci, frammenti di muratura e travi. Il cedimento ha interessato una parte della struttura interna, mentre ulteriori verifiche dovranno stabilire le condizioni delle porzioni rimaste integre.
Il dato più importante è che non si registrano feriti. La zona interessata dal crollo, infatti, non era accessibile al pubblico. Un elemento che assume particolare rilievo è rappresentato dal fatto che la porzione del complesso era stata già transennata e interdetta nei giorni precedenti, dopo la comparsa di alcune lesioni.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, la Polizia Locale e le altre forze dell’ordine. Le operazioni hanno riguardato la verifica delle condizioni di sicurezza e la delimitazione dell’area interessata dal cedimento. Sul luogo dell’accaduto è arrivato anche il sindaco di Aversa, Francesco Matacena.
Le lesioni già presenti e gli accertamenti
È proprio la presenza delle lesioni precedenti al crollo uno degli aspetti sui quali sarà necessario fare maggiore chiarezza. Al momento non è possibile stabilire se il cedimento sia stato provocato esclusivamente dal deterioramento della struttura o se abbiano contribuito altri fattori.
Saranno gli accertamenti tecnici a dover ricostruire la dinamica e soprattutto a stabilire le condizioni statiche dell’intero complesso. Per ora, dunque, non ci sono elementi sufficienti per attribuire responsabilità o indicare una causa certa del crollo.
Particolare attenzione dovrà essere riservata anche alla documentazione relativa agli interventi eseguiti negli anni. Sul complesso risultano infatti precedenti attività di restauro e conservazione, mentre documentazione della Soprintendenza attesta l’esistenza di interventi effettuati nel corso del tempo.
La ricostruzione della storia manutentiva dell’edificio potrebbe quindi diventare uno degli elementi fondamentali per comprendere le condizioni in cui si trovava la struttura prima del cedimento.
Un bene storico sottoposto a tutela
Il crollo assume un peso ancora maggiore considerando il valore storico e artistico del complesso. Il Monastero di San Francesco delle Monache è uno dei luoghi più significativi del patrimonio storico di Aversa ed è sottoposto a tutela.
Le origini del monastero risalgono al XIII secolo. Il complesso conserva importanti testimonianze architettoniche e artistiche, mentre la chiesa custodisce opere attribuite ad artisti di grande rilievo, tra cui Jusepe de Ribera, Francesco de Mura e Pietro da Cortona.
Per questo motivo, dopo il cedimento, sarà necessario verificare non soltanto la stabilità delle strutture direttamente interessate, ma anche le condizioni delle parti del complesso che non sono state coinvolte dal crollo.
La domanda sulla precedente interdizione
Tra gli aspetti che gli accertamenti dovranno chiarire c’è anche quello relativo alla precedente interdizione dell’area. Se sarà confermato che le lesioni erano state individuate nei giorni scorsi e che, proprio per questo motivo, era stata disposta la transennatura, sarà importante ricostruire con precisione la sequenza degli eventi.
Bisognerà capire quando siano state segnalate le lesioni, chi abbia effettuato i sopralluoghi, quali valutazioni tecniche siano state formulate e quali provvedimenti siano stati adottati prima del cedimento.
Si tratta di passaggi che potranno essere chiariti soltanto attraverso documenti ufficiali, relazioni tecniche e gli accertamenti degli enti competenti.
Nessuna conclusione sulle cause
Al momento, quindi, il quadro resta quello di un crollo parziale che fortunatamente non ha provocato feriti, avvenuto in una zona che risultava già interdetta.
Le verifiche dovranno ora stabilire l’entità dei danni, la sicurezza delle strutture ancora in piedi e le cause del cedimento. Saranno inoltre fondamentali le valutazioni della Curia e della Soprintendenza, trattandosi di un complesso storico sottoposto a tutela.
La priorità resta dunque la sicurezza, ma il crollo riporta inevitabilmente l’attenzione sulla necessità di tutelare e conservare un patrimonio storico di grande valore per Aversa.
Per il momento, ogni eventuale ipotesi sulle responsabilità resta prematura. Saranno gli accertamenti tecnici e la documentazione ufficiale a fornire gli elementi necessari per ricostruire con precisione quanto accaduto.

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