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Epidemia di diarrea negli Stati Uniti: cos’è la Cyclospora e quali sono i sintomi
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Centinaia di casi di ciclosporiasi segnalati in numerosi Stati americani: sotto indagine la possibile contaminazione di alimenti freschi
Negli Stati Uniti cresce l’attenzione per un’epidemia di diarrea provocata dalla Cyclospora, un parassita microscopico capace di causare un’infezione intestinale che può protrarsi anche per diverse settimane. A dirlo sono media sia nazionali che internazionali in queste ultime ore.
Secondo i dati diffusi dalle autorità sanitarie americane e riportati il 13 luglio 2026, vi sarebbero confermati almeno 843 casi in 31 Stati, con 86 persone ricoverate in ospedale. Il numero effettivo delle infezioni potrebbe però essere superiore, sia per i ritardi nelle segnalazioni sia perché molte persone con sintomi lievi potrebbero non essersi rivolte a un medico.
La Food and Drug Administration avrebbe avviato un’indagine per risalire all’alimento responsabile. Al momento, tuttavia, non sarebbe stato identificato con certezza uno specifico prodotto, produttore o distributore collegato all’intera epidemia.
Che cos’è la Cyclospora
La Cyclospora cayetanensis è un parassita unicellulare che provoca la ciclosporiasi, una malattia che interessa prevalentemente l’intestino.
L’infezione si contrae ingerendo acqua o alimenti contaminati dal parassita. In passato, diversi focolai registrati negli Stati Uniti sono stati associati soprattutto a prodotti vegetali freschi, come insalate, basilico, coriandolo, lamponi e altre tipologie di frutta e verdura consumate crude.
La trasmissione diretta da persona a persona è considerata improbabile. Dopo essere stato eliminato attraverso le feci, infatti, il parassita deve trascorrere un certo periodo nell’ambiente prima di diventare infettivo.
Quali sono i sintomi della ciclosporiasi
Il sintomo più caratteristico è una diarrea acquosa intensa e persistente, che può presentarsi più volte durante la giornata e alternarsi a periodi di apparente miglioramento.
Tra gli altri disturbi possono comparire:
- crampi e dolori addominali;
- gonfiore e aumento dei gas intestinali;
- nausea;
- perdita dell’appetito;
- dimagrimento;
- stanchezza;
- dolori muscolari;
- febbre lieve.
I sintomi possono iniziare diversi giorni dopo il consumo dell’alimento contaminato, spesso intorno a una settimana, ma il periodo di incubazione può arrivare anche a circa due settimane.
Senza un trattamento adeguato, i disturbi possono durare per settimane o ripresentarsi dopo un temporaneo miglioramento.
Perché si parla di “epidemia di diarrea” negli Stati Uniti
L’espressione “epidemia di diarrea” utilizzata da diversi organi di informazione si riferisce quindi al principale sintomo della ciclosporiasi. Non si tratta di una nuova malattia né di un virus che si diffonde rapidamente attraverso i normali contatti tra persone.
La preoccupazione deriva soprattutto dall’aumento dei casi in numerosi Stati e dalle difficoltà nel rintracciare la fonte della contaminazione. Il lungo intervallo tra il consumo dell’alimento, la comparsa dei sintomi, la diagnosi e la successiva comunicazione alle autorità può rendere particolarmente complessa l’indagine epidemiologica.
Le autorità stanno valutando differenti cluster e non è ancora certo che tutti i casi siano riconducibili a un unico prodotto alimentare.
Quali alimenti possono trasmettere la Cyclospora
La Cyclospora non è normalmente associata alla carne o ai prodotti adeguatamente cotti. I focolai sono stati collegati più frequentemente a vegetali freschi che possono essere contaminati durante la coltivazione, la raccolta, il confezionamento o la distribuzione.
Tra gli alimenti coinvolti in precedenti epidemie figurano:
- insalate e verdure a foglia;
- basilico e coriandolo;
- lamponi e altri frutti di bosco;
- piselli mangiatutto;
- miscele di frutta e verdura;
- cipolle verdi.
La presenza del parassita non può essere riconosciuta attraverso l’odore, il colore o il sapore dell’alimento.
Lavare frutta e verdura elimina il parassita?
Lavare accuratamente frutta e verdura sotto acqua corrente può ridurre il rischio di contaminazione, ma non garantisce l’eliminazione completa della Cyclospora.
Il parassita può aderire alla superficie dei vegetali e, in alcuni casi, risultare difficile da rimuovere completamente. Per questo motivo è importante seguire eventuali comunicazioni ufficiali relative a richiami o prodotti da non consumare.
Il CDC raccomanda inoltre di conservare rapidamente in frigorifero frutta e verdura tagliate, sbucciate o cotte, evitando di lasciarle a temperatura ambiente per più di due ore.
Come viene curata la ciclosporiasi
La ciclosporiasi può essere diagnosticata attraverso specifici esami delle feci. Non tutti i test normalmente utilizzati per cercare parassiti intestinali identificano automaticamente la Cyclospora: il medico potrebbe quindi dover richiedere un esame mirato.
Il trattamento più utilizzato è un antibiotico composto da trimetoprim e sulfametossazolo, prescritto dal medico dopo la diagnosi.
Le persone con un sistema immunitario indebolito possono sviluppare forme più durature o severe e potrebbero aver bisogno di terapie più prolungate.
È importante rivolgersi a un medico in presenza di diarrea intensa o persistente, soprattutto quando compaiono segni di disidratazione, debolezza marcata, riduzione della quantità di urina, vertigini o perdita significativa di peso.
Esiste un rischio anche in Italia?
Al momento la notizia riguarda l’aumento dei casi registrato negli Stati Uniti. Non significa automaticamente che sia presente un’epidemia analoga in Italia o che tutti i prodotti vegetali provenienti dagli Stati Uniti siano contaminati.
La situazione deve essere valutata sulla base delle comunicazioni delle autorità sanitarie e degli eventuali richiami alimentari. È quindi opportuno evitare allarmismi e, allo stesso tempo, rispettare le normali regole di igiene e conservazione degli alimenti.
Le principali precauzioni
Per ridurre il rischio è consigliabile:
- lavare le mani prima e dopo la preparazione degli alimenti;
- risciacquare frutta e verdura sotto acqua corrente;
- eliminare le parti danneggiate;
- pulire utensili, taglieri e superfici della cucina;
- separare gli alimenti crudi da quelli pronti al consumo;
- conservare correttamente i prodotti freschi in frigorifero;
- rispettare eventuali avvisi e richiami delle autorità sanitarie.
L’epidemia di diarrea segnalata negli Stati Uniti resta dunque sotto osservazione. Le indagini dovranno stabilire se i casi siano collegati a un’unica fonte alimentare o a più episodi distinti di contaminazione.
Disclaimer sanitario
Le informazioni contenute nell’articolo hanno finalità esclusivamente informative e non sostituiscono il parere, la diagnosi o il trattamento di un medico.

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