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Esteri

Bambini uccisi in Libano, UNICEF: bilancio choc dopo 100 giorni

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Libano, UNICEF: centinaia di bambini uccisi o feriti dopo 100 giorni di conflitto, grave crisi per infanzia e istruzione

UNICEF: i bambini pagano il prezzo più alto del conflitto in Libano

In Libano il conflitto continua a colpire duramente i più piccoli. A oltre 100 giorni dall’inizio delle ostilità, l’UNICEF lancia un nuovo allarme: centinaia di bambini hanno perso la vita o sono rimasti feriti.

Secondo la dichiarazione di Marcoluigi Corsi, rappresentante dell’UNICEF in Libano, la situazione rappresenta una crisi profonda che sta segnando un’intera generazione.

I numeri dell’emergenza

Il bilancio è pesante: 247 bambini uccisi e 992 feriti, con una media drammatica che evidenzia la continuità della violenza.

«Dietro queste cifre sconcertanti si trovano vite stroncate o cambiate per sempre», ha sottolineato Corsi, evidenziando il peso umano che si cela dietro i numeri.

Infanzia stravolta da guerra e sfollamenti

Molti minori sono stati costretti a fuggire più volte dalle proprie case, assistendo direttamente a episodi di violenza e perdendo familiari e punti di riferimento.

Secondo UNICEF, oltre 770mila bambini stanno vivendo condizioni di forte sofferenza, tra sfollamenti, traumi e perdita della normalità.

Scuole distrutte e servizi compromessi

Il conflitto ha causato una diffusa distruzione di abitazioni, scuole e infrastrutture essenziali, inclusi i sistemi idrici e sanitari.

Questa situazione rende ancora più difficile garantire ai minori accesso a istruzione, assistenza sanitaria e servizi di base.

Un’intera generazione a rischio

Le conseguenze non si limitano al presente. Il danno subito rischia di ripercuotersi sul futuro dei bambini, compromettendo opportunità di studio, lavoro e sviluppo.

«I bambini hanno bisogno non solo della fine della violenza, ma anche di protezione e di un percorso di recupero», ha aggiunto Corsi.

L’appello dell’UNICEF

L’UNICEF chiede con urgenza una cessazione duratura delle ostilità, oltre alla protezione delle infrastrutture civili e alla garanzia di accesso agli aiuti umanitari.

«È fondamentale che ai bambini venga data la possibilità non solo di sopravvivere, ma di riprendersi il futuro», conclude il rappresentante dell’organizzazione.

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