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Al Mann di Napoli riapre la sezione di Numismatica

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La ricca collezione di monete e gioielli del Museo archeologico nazionale di Napoli torna accessibile al pubblico dal 25 maggio

Il Museo archeologico nazionale di Napoli (Mann) si prepara a riaprire un’area rimasta finora chiusa al pubblico. Si tratta della sezione dedicata alla Numismatica, che ospita una delle più grandi raccolte a livello internazionale di monete e altri oggetti preziosi, messa insieme nel corso del tempo grazie a donazioni, acquisizioni di collezioni private (come quelle dei Farnese, dei Borgia e dei Santangelo) e agli scavi eseguiti dalla seconda metà del Settecento nell’area vesuviana. Questa importante collezione torna finalmente accessibile ai visitatori oggi, 25 maggio 2026, dopo un lungo periodo che ha visto il restauro dei singoli manufatti oltre alla pulizia e al rinnovamento degli spazi che li accolgono.

L’esposizione, curata da Renata Cantilena, esperta e docente di Numismatica, e da Floriana Miele e Lucia Amalia Scatozza, entrambe studiose e docenti di Archeologia, si propone di approfondire il sistema monetario che regolava le attività economiche, commerciali e produttive delle popolazioni e degli Stati che si sono rispettivamente stanziate e costituiti nella zona meridionale della penisola italiana nel corso di un lungo arco cronologico che va dall’Antichità (VI secolo a.C. circa) all’Ottocento, passando per il Medioevo e l’età moderna. Per questo motivo, i circa 160mila esemplari conservati presso l’istituzione museale napoletana – dalle monete ai medaglioni e ai gioielli in oro e altri metalli – provengono da varie aree geografiche e appartengono a epoche storiche differenti.

Tra le 6000 monete presentate (singolarmente o raggruppate), i visitatori potranno ammirarne per esempio alcune di coniazione greca, magno-greca, etrusca e romana, gotica e bizantina, e molte altre risalenti alle epoche carolingia, normanna, angioina e aragonese, e perfino ai periodi delle dominazioni spagnola, austriaca e borbonica.

Per lungo tempo, la moneta è stata infatti mezzo di scambio ma anche strumento altamente rappresentativo di una cultura e del potere politico, come dimostrano alcuni reperti numismatici che recano impressi sulle loro facce immagini e simboli. È il caso delle monete rinvenute a Bacoli e raffiguranti delle cozze, a testimonianza della diffusa pratica della pesca nell’antica zona flegrea; oppure delle monete legate all’antica città di Neapolis che recano l’effigie di Acheloo, padre di Partenope, e del famosissimo medaglione aureo dell’imperatore Augusto.

Dopo quasi cinquant’anni, inoltre, il percorso museale del Mann dedicato alla Numismatica si arricchisce di un’ulteriore sottosezione incentrata su una selezione di gioielli prodotti nell’Italia antica: accanto ai prodotti di oreficeria di età arcaica (in particolare, magno-greca ed etrusco-italica), ampio spazio è riservato a varie tipologie di oggetti di epoca romana e ritrovati negli edifici pubblici e nelle domus private di Ercolano e Pompei. Non solo ornamenti come collane, bracciali, orecchini e anelli, ma anche raffinati tessuti in oro e arredi domestici narrano il gusto e l’elevato livello tecnico e artistico raggiunto dalle manifatture dei due siti distrutti nel 79 d.C. dall’eruzione del Vesuvio.

L’intera sezione di Numismatica, infine, si apre con una sala in cui si ripercorre l’evoluzione degli studi numismatici, che, nati come forma di collezionismo privato, hanno assunto gradualmente le caratteristiche di una vera e propria disciplina storica. Una disciplina che ancora oggi contribuisce fortemente alla ricostruzione di civiltà ed epoche storiche lontane dalla nostra.

La rassegna è stata inaugurata questa mattina alle 11:30 e da oggi sarà accessibile al pubblico in maniera permanente.

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