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Pantani: 22 anni fa ci lasciava il Pirata.

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Via la bandana, era il segnale che qualcosa stava per succedere.

Appena la strada cominciava a salire, lui iniziava lo show. Marco Pantani è stato qualcosa in più di un semplice ciclista, è stato amore incondizionato verso un uomo che ha messo tutti in fila. Le imprese del Pirata, facevano rimanere incollati allo schermo milioni di italiani, mai più il ciclismo in Italia ha fatto registrare quei numeri. Il motivo era chiaro, lui non pedalava, emozionava.

Tante le tappe memorabili, dalla scalata record dell’Alpe d’Huez al Tour de France nel 1997, passando per la storica tappa a Les Duex Alpes nel 1998. Vento, freddo e pioggia, il Pirata parte a 50 km dal traguardo, supera i fuggitivi di giornata, stacca il tedesco Ullrich di 9 minuti e si aggiudica tappa e maglia gialla. Il 1998 è l’anno dell’accoppiata Giro d’Italia-Tour de France. La doppietta Giro-Tour è roba per pochi, solo 8 corridori sono riusciti in questa impresa.

Il 1999 poteva essere l’anno della consacrazione, un giro fino a quel momento dominato viene sconvolto dalla famosa tappa di Madonna di Campiglio. Era il 5 giugno del 1999, Pantani escluso dal giro per ematocrito al 52% (sopra il limite del 50%). Quello fu l’inizio della fine. Il mistero che aleggia su quella vicenda è ancora tanto, ci sono ancora indagini in corso. Quello che sta emergendo è un quadro raccapricciante legato a scommesse clandestine e criminalità. Un collaboratore di giustizia, infatti, ha affermato “se Pantani avesse vinto il giro, il banco sarebbe saltato. La camorra e l’alleanza di Secondigliano avrebbe dovuto pagare diversi miliardi in scommesse clandestine, rischiando la bancarotta”.

Oggi, il caso Pantani non è considerato chiuso ed è oggetto di una specifica inchiesta che cerca di collegare l’esclusione forzata dal Giro del 1999 fino alla tragica morte avvenuta nel 2004. I tifosi, il mondo del ciclismo, quello che non ha abbandoato il Pirata, si augura che la verità possa uscire fuori. Dal punto di vista sportivo, molti sono rimasti a Madonna di Camiglio 1999. Quel ciclismo spettacolare e senza pensare a tattiche è stato squalificato con Marco. La notizia della morte, fu sconvolgente per tutti. Quel 14 febbraio 2004, giorno di San Valentino, ci fu la fine di quel campione che ha fatto innamorare tanti a questo sport. Quello che possiamo fare è ricordarlo, sempre. La morte ci separa fisicamente da certi campioni, le loro imprese vivono in eterno e quelle Marco Pantani occupano, di diritto, un posto enorme nel cuore di tutti gli sportivi, italiani e non.

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