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Cronaca

Chiavari, 30 anni dopo: condannata Anna Lucia Cecere per l’omicidio di Nada Cella

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Dopo 30 anni, la giustizia conferma: condannata a 24 anni l’ex insegnante per l’omicidio della 24enne uccisa nello studio di un commercialista a Chiavari

Genova, 15 gennaio 2026 – Dopo quasi trent’anni, arriva una verità giudiziaria per uno dei cold case più inquietanti della Liguria. La Corte d’Assise di Genova ha condannato Anna Lucia Cecere, ex insegnante 59enne, a 24 anni di carcere per l’omicidio di Nada Cella, la 24enne uccisa nel 1996 nello studio del commercialista Marco Soracco a Chiavari.

La pena è stata sospesa in attesa dell’appello. La pm Gabriella Dotto aveva chiesto l’ergastolo. La condanna è stata ridotta rispetto alla richiesta del pubblico ministero perché è caduta l’aggravante della crudeltà, mantenendo però quella dei futili motivi.

Il commercialista Soracco è stato condannato a 2 anni per favoreggiamento. L’ex insegnante non era presente alla lettura della sentenza e ha sempre rifiutato di parlare della vicenda, pur respingendo ogni accusa.

Secondo l’impianto accusatorio, Cecere avrebbe ucciso Nada Cella in un impeto di gelosia, colpendola con un oggetto trovato nello studio di Soracco, mai ritrovato. A incriminarla, diverse testimonianze: alcuni l’avrebbero vista uscire dallo studio insanguinata, mentre un bottone rinvenuto sotto il cadavere coincideva con una giacca indossata frequentemente dal fidanzato della Cecere, probabilmente strappato durante l’aggressione.

Il movente sarebbe legato alla gelosia di Cecere: vedeva in Nada un ostacolo alla sua relazione con Soracco, continuando a percepirla come la preferita del commercialista. L’omicidio sarebbe avvenuto al culmine di una lite nello studio.

La riapertura del caso nel 2021 è stata resa possibile grazie alla determinazione della madre della vittima, Silvana Smaniotto, e della criminologa Antonella Delfino Pesce, che hanno riesaminato gli atti dell’inchiesta originaria e portato la Procura di Genova a riaprire le indagini.

«Ce l’abbiamo fatta», ha detto tra le lacrime la madre della vittima, Silvana Smaniotto. «Speravo in questo risultato, per Nada e la sua famiglia abbiamo lottato fino alla fine». Presente in aula, la cugina di Nada, Silvia Cella, ha commentato: «Giustizia è fatta. Trent’anni sono tanti, ma è stato un lavoro immenso degli investigatori».

Marco Soracco, condannato per favoreggiamento, ha dichiarato: «Non me l’aspettavo… se è lei l’assassina sono contento che sia stata condannata».

Questo caso segna uno dei pochi cold case italiani chiusi con una condanna dopo decenni, restituendo finalmente una verità alla famiglia della vittima.

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