Esteri
Il piano di pace Usa-Ucraina: Mosca non informata, Europa scettica. Gli scontri continuano
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8 mesi fail

Mosca non conferma il piano Usa-Ucraina, l’Europa resta scettica e i bombardamenti continuano
Mosca non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dagli Stati Uniti riguardo al presunto piano di pace per l’Ucraina di cui hanno scritto diversi media internazionali. A dichiararlo è stata la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in un’intervista alla testata Rbc. “Se la parte americana avesse una qualsiasi proposta, l’avrebbero comunicata attraverso i canali diplomatici ufficiali”, ha precisato Zakharova, sottolineando che il ministero degli Esteri russo “non ha ricevuto niente di simile dal Dipartimento di Stato”.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio, intervenendo su X, ha spiegato che per raggiungere una pace duratura è necessario che entrambe le parti accettino “concessioni difficili ma necessarie”. Rubio ha sottolineato che gli Stati Uniti stanno elaborando un elenco di potenziali idee basate sul contributo di entrambe le parti coinvolte nel conflitto.
Dall’Europa arrivano valutazioni contrastanti. L’alto rappresentante Ue, Kaja Kallas, ha dichiarato di non essere a conoscenza di un coinvolgimento europeo nella costruzione del piano statunitense e ha ricordato che “c’è un aggressore e una vittima: non vediamo concessioni da parte della Russia, che continua a bombardare civili”.
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha ribadito che la pace “non può significare capitolazione” e ha evidenziato la necessità di partire da una tregua lungo la linea di contatto per poi discutere eventuali negoziati sui territori. “L’unico che rifiuta è Putin”, ha aggiunto.
Divergenze più nette arrivano dall’Ungheria. Il ministro degli Esteri Péter Szijjártó ha definito “illusorio” pensare che il tempo giochi a favore dell’Ucraina e ha criticato l’Europa per il sostegno economico al Paese senza affrontare la questione della corruzione.
Secondo Axios, citando fonti americane e russe, l’amministrazione Trump avrebbe messo a punto segretamente un piano di pace in 28 punti, in consultazione con Mosca e apparentemente escludendo Kiev e gli europei. Il piano prevederebbe che l’Ucraina ceda parti del Donbass e ridimensioni il suo esercito in cambio di garanzie di sicurezza dagli Stati Uniti contro future aggressioni russe.
La notizia ha avuto anche un curioso episodio mediatico: Steve Witkoff, inviato speciale Usa, ha pubblicato e subito cancellato un post su X, facendo riferimento a una persona indicata con la lettera “K”, probabilmente Kirill Dmitriev, omologo russo di Witkoff a Washington.
Nel frattempo, il conflitto continua. Le forze russe hanno lanciato 52 missili e 57 attacchi aerei, sganciando 124 bombe guidate su diverse località ucraine, oltre a migliaia di bombardamenti di artiglieria e l’impiego di droni kamikaze. Le forze ucraine hanno respinto numerosi attacchi, ma la situazione rimane critica in molte aree del Paese.

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