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Esteri

Sciopero generale e proteste in tutta Italia per la Flotilla: caos nei trasporti, tensioni in più città

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Sindacati in piazza per Gaza, ma il Garante boccia la protesta: disagi in tutta Italia tra blocchi, scontri e accuse politiche.

Roma, 3 ottobre 2025 – Giornata ad alta tensione in tutta Italia per lo sciopero generale indetto dai sindacati di base e dalla Cgil, in solidarietà con la Flotilla per Gaza. La protesta, giudicata illegittima dalla Commissione di garanzia sugli scioperi per mancato preavviso, sta paralizzando il Paese tra cortei, blocchi stradali, scontri e gravi disagi nei trasporti.

Scontri e blocchi: da Torino a Napoli

La mobilitazione ha preso il via fin dalle prime ore del mattino, con presidi e blocchi stradali in diverse città. A Torino, i manifestanti hanno preso di mira le Officine Grandi Riparazioni (OGR), danneggiando parte della struttura che ospita una serie di eventi previsti da oggi, inclusa la partecipazione della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

A Bologna, tensioni e scontri tra manifestanti e forze dell’ordine hanno causato l’interruzione temporanea del traffico ferroviario. Situazioni analoghe si registrano anche a Napoli e Firenze, dove la protesta pro-Palestina ha bloccato arterie principali e scatenato momenti di forte tensione.

Porto di Livorno paralizzato

Particolarmente grave la situazione a Livorno, dove i manifestanti, aderenti al sindacato USB, hanno bloccato completamente il traffico commerciale nella zona nord del porto, all’altezza del varco Zara. A partire dalle 6 del mattino, transenne e fuochi sono stati posizionati lungo la carreggiata, impedendo l’accesso ai mezzi pesanti, ai Tir e anche ai traghetti passeggeri. Lunghe file si sono formate tra ponte Genova e via Leonardo da Vinci, con proteste accese da parte di camionisti e automobilisti.

“Hanno toccato la Flotilla, allora blocchiamo tutto”, si legge tra gli slogan dei manifestanti.

Politica spaccata: Salvini e Meloni attaccano

Non si è fatta attendere la reazione del governo. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha lanciato un ultimatum:

Prevalga il buon senso o reagiremo. Non è ammissibile che una minoranza metta in ginocchio l’Italia per una protesta fuori contesto.”

Dura anche la premier Giorgia Meloni, che ha ironizzato:

Weekend lungo e rivoluzione non stanno insieme”, alludendo al ponte del 4 ottobre e criticando la tempistica dello sciopero.

Secondo fonti di Palazzo Chigi, il governo starebbe valutando la precettazione per limitare i danni, in particolare nei settori strategici dei trasporti e della sanità.

Flotilla: situazione diplomatica in evoluzione

Sul fronte internazionale, si registrano sviluppi sul caso Flotilla. In Israele dovrebbero iniziare oggi le visite consolari ai 40 cittadini italiani trattenuti dopo il fermo delle imbarcazioni dirette a Gaza. Un’ulteriore imbarcazione risulterebbe ancora in navigazione verso la Striscia, mentre altre sarebbero partite dalla Turchia nelle ultime ore.

Il giudizio del Garante: sciopero illegittimo

La Commissione di garanzia per gli scioperi ha definito illegittima la proclamazione dell’astensione dal lavoro, per violazione dell’obbligo di preavviso. Secondo la normativa vigente, per uno sciopero generale è richiesto un preavviso minimo di 10 giorni, salvo eventi eccezionali. La motivazione di solidarietà internazionale con la Flotilla non rientrerebbe tra le eccezioni previste.

Nonostante ciò, la Cgil e i sindacati di base hanno confermato la mobilitazione, definendo l’attacco alla Flotilla “un’aggressione inaccettabile” che coinvolge direttamente cittadini italiani.


Disagi e interrogativi

Intanto, cresce il malcontento tra i cittadini per i disagi subiti. Mentre gli organizzatori rivendicano il diritto alla protesta come “gesto di dignità internazionale”, una parte dell’opinione pubblica e della politica solleva dubbi sulla proporzionalità e sull’opportunità di uno sciopero con effetti così destabilizzanti.

Le prossime ore saranno decisive: il governo potrebbe intervenire con misure straordinarie, mentre la tensione nelle piazze sembra destinata a salire.

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