Esteri
Meloni all’ONU: attacco alla Russia e critiche a Israele, appello per una riforma globale
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10 mesi fail

La premier italiana critica Russia e Israele, chiede riforme ONU e denuncia la deindustrializzazione causata dalle politiche ambientali.
New York — In un intervento di 16 minuti davanti a un’Assemblea generale dell’ONU quasi deserta per l’ora tarda, la premier italiana Giorgia Meloni ha toccato alcuni dei temi più caldi della politica internazionale, rivolgendosi con toni duri sia alla Russia che a Israele e chiedendo una riforma profonda delle regole globali.
Russia sotto accusa
Meloni ha puntato il dito contro Mosca, accusandola di aver calpestato il diritto internazionale invadendo l’Ucraina e violando l’articolo 2 dello Statuto ONU. “La Russia ha deliberatamente violato l’integrità di uno Stato sovrano con l’intento di annetterne il territorio”, ha dichiarato, denunciando anche la mancata disponibilità di Mosca a sedersi seriamente al tavolo dei negoziati.
Secondo la premier, questo conflitto ha avuto effetti destabilizzanti ben oltre i confini ucraini, accendendo nuove crisi e contribuendo alla divisione interna delle Nazioni Unite.
Critiche a Israele e la posizione sull’asse mediorientale
Dopo aver condannato senza esitazioni gli attacchi di Hamas del 7 ottobre, Meloni ha rivolto un messaggio severo a Israele, accusandolo di aver oltrepassato il principio di proporzionalità nella sua risposta militare a Gaza. Ha annunciato che l’Italia voterà a favore di alcune sanzioni europee contro Israele, definendo la reazione di Tel Aviv “inaccettabile”.
Meloni ha ribadito il sostegno alla soluzione dei due Stati, sottolineando che Israele non può impedire la nascita di uno Stato palestinese. Tuttavia, ha posto due condizioni precise:
- Il rilascio immediato di tutti gli ostaggi.
- L’esclusione di Hamas da qualsiasi ruolo di governo.
Migrazione e traffico di esseri umani
Nel suo discorso, la premier ha criticato duramente le “anacronistiche” convenzioni internazionali su migrazione e asilo, sostenendo che vengano talvolta interpretate in modo ideologico da magistrature politicizzate. Ha collegato la questione alla necessità di combattere il traffico di esseri umani, proteggendo al tempo stesso la sovranità nazionale.
Attacco ai piani verdi occidentali
Meloni ha denunciato quello che ha definito “ecologismo insostenibile”, accusando le politiche ambientali europee di aver:
- indebolito settori industriali strategici come l’automotive,
- causato perdite di posti di lavoro e di know-how,
- portato alla deindustrializzazione senza vera decarbonizzazione.
“Ci sono voluti secoli per costruire i nostri sistemi produttivi, ma bastano pochi decenni per ritrovarsi in un deserto industriale. E nel deserto non c’è nulla di verde”, ha affermato con tono polemico.
L’ONU e la pace mondiale
Riflettendo sul ruolo delle Nazioni Unite, Meloni ha ricordato che l’organizzazione nacque nel 1945 per impedire nuovi conflitti globali. Ha quindi citato Papa Francesco, parlando di una “terza guerra mondiale combattuta a pezzi” e denunciando l’incapacità dell’ONU di mantenere la pace.
“Pace, dialogo e diplomazia non riescono più a convincere e a vincere, mentre l’uso della forza prevale in troppe occasioni”, ha osservato la premier, chiedendo una riforma radicale dell’architettura internazionale.
Conclusione ispirata a San Francesco
Chiudendo il suo discorso, Meloni ha citato San Francesco, ricordando che la città che ospita la sede ONU porta il suo nome. “I combattimenti difficili vengono riservati solo a chi ha un coraggio esemplare”, ha detto, invitando i leader mondiali a mostrare determinazione e coraggio nell’affrontare le sfide globali.
Con queste parole, la premier ha lasciato l’Assemblea con un appello forte e diretto a una comunità internazionale sempre più divisa e fragile.

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