Quantcast
Connettiti con noi

Esteri

ONU: Francia e altri Paesi riconoscono la Palestina. Von der Leyen annuncia Gruppo di Donatori UE. USA e Israele isolati

Pubblicato

il

Alla conferenza ONU co-presieduta da Macron e Arabia Saudita, diversi Paesi, tra cui Francia, Gran Bretagna e Canada, riconoscono ufficialmente la Palestina.

New York – Alla conferenza di alto livello delle Nazioni Unite sulla soluzione dei due Stati, convocata da Francia e Arabia Saudita, si è consumata una svolta diplomatica storica sulla questione israelo-palestinese. Una decina di Paesi ha infatti annunciato ufficialmente il riconoscimento dello Stato di Palestina, sfidando apertamente la linea di Stati Uniti e Israele, sempre più isolati al Palazzo di Vetro.

La decisione arriva in un momento di massima tensione, con l’escalation militare israeliana a Gaza City e nuove proposte di tregua avanzate da Hamas. Secondo Fox News, l’organizzazione islamista avrebbe inviato tramite il Qatar una lettera a Donald Trump, chiedendo una tregua di 60 giorni in cambio del rilascio della metà degli ostaggi detenuti. Trump, tuttavia, continua a chiedere la liberazione di tutti i prigionieri.

Von der Leyen: 1,6 miliardi dall’UE e un Gruppo di Donatori per la Palestina

Nel suo intervento, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato la creazione di un Gruppo di Donatori per la Palestina, con l’obiettivo di garantire la sopravvivenza e la stabilità dell’Autorità Palestinese.

“Dall’inizio di questa guerra, l’Europa è stata la linfa vitale dell’Autorità Palestinese. Abbiamo messo insieme un pacchetto finanziario senza precedenti di 1,6 miliardi di euro. Ma poiché è in gioco la stessa sopravvivenza dell’Autorità Palestinese, dobbiamo fare di più” – ha dichiarato.

Von der Leyen ha ribadito che la soluzione a due Stati resta la “bussola” dell’Unione Europea:

“Quando la notte è più buia, dobbiamo aggrapparci alla nostra bussola. E la nostra bussola è la soluzione a due Stati”.

Ha inoltre sottolineato che la fine della guerra non sarà sufficiente se non verrà definito un percorso concreto verso la pace.

Macron: “Il massacro deve finire” – Parigi riconosce la Palestina

Il presidente francese Emmanuel Macron, tra i promotori della conferenza, ha annunciato solennemente che la Francia riconosce ufficialmente la Palestina “in nome della pace”, ricevendo un applauso scrosciante dall’aula.

“È arrivato il tempo di fermare la guerra, il massacro. Niente giustifica ciò che sta accadendo a Gaza. Tutto ci obbliga a porvi fine definitivamente, visto che non l’abbiamo fatto prima”, ha dichiarato.

Macron ha condannato gli attacchi di Hamas e criticato l’operazione militare israeliana che sta causando centinaia di migliaia di sfollati, feriti e affamati, pur riconoscendo che Hamas è stato significativamente indebolito.
Ha inoltre annunciato che la Francia è pronta a contribuire a una missione di stabilizzazione internazionale a Gaza, subordinando l’apertura di un’ambasciata francese in Palestina a due condizioni:

  • il rilascio di tutti gli ostaggi da parte di Hamas,
  • e un cessate il fuoco duraturo nella Striscia.

Altri Paesi che riconoscono la Palestina

Alla Francia si sono uniti numerosi Paesi occidentali e alleati storici di Washington.
Tra questi:

  • Gran Bretagna, Canada, Australia, Portogallo,
  • Belgio, Finlandia, Lussemburgo, Malta,
  • Nuova Zelanda e San Marino.

La Danimarca ha dichiarato che sta valutando un possibile “cambio di posizione”.

Con queste adesioni, oltre 150 Paesi nel mondo riconoscono ufficialmente la Palestina come Stato sovrano.

USA e Israele contrari: “Premio a Hamas”

Gli Stati Uniti, tramite il Dipartimento di Stato, hanno liquidato le decisioni degli alleati come “puramente simboliche”, sottolineando che:

“Il nostro obiettivo rimane una diplomazia seria, non gesti da performance. Le priorità sono la liberazione degli ostaggi, la sicurezza di Israele e la pace nella regione, possibili solo senza Hamas.”

Secondo Washington, riconoscere la Palestina in questa fase equivarrebbe a premiare Hamas, tesi sostenuta anche dal segretario di Stato Marco Ribio.

L’ambasciatore israeliano all’ONU, Danny Danon, ha ribadito che:

“Nessuna dichiarazione di alcun Paese cambierà il semplice fatto che, prima di tutto, gli ostaggi devono essere restituiti e Hamas deve essere sconfitto.”

Trump e la strategia sul Medio Oriente

Mentre cresce l’isolamento diplomatico di Israele e USA, Donald Trump sta cercando di tessere nuovi legami con i leader arabi.
Martedì a New York riunirà un gruppo ristretto di Paesi del Golfo per definire un piano post-bellico per Gaza.
Tra le proposte:

  • la creazione di una forza internazionale di stabilizzazione, che sostituisca l’esercito israeliano nella Striscia,
  • l’impegno a fare pressione su Netanyahu per fermare la guerra e evitare l’annessione di parti della Cisgiordania.

Arabia Saudita ed Emirati Arabi hanno già definito questa ipotesi una “linea rossa”, minacciando di ritirarsi dagli Accordi di Abramo, considerati uno dei successi diplomatici chiave del primo mandato Trump.

Italia e Germania: posizione intermedia

Italia e Germania non hanno ancora riconosciuto ufficialmente la Palestina.
Entrambi i Paesi hanno firmato la dichiarazione di New York a favore della soluzione dei due Stati, ma ritengono che al momento sia prematuro un riconoscimento formale, poiché la Palestina “oggi non esiste come Stato e il suo futuro deve essere costruito” – ha spiegato il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Conclusioni

La conferenza ONU ha segnato un momento cruciale nella diplomazia internazionale:

  • da una parte l’Europa e vari Paesi occidentali spingono per il riconoscimento della Palestina come via per la pace,
  • dall’altra Stati Uniti e Israele restano fermi su una linea di fermezza contro Hamas, temendo che il riconoscimento rafforzi l’organizzazione.

Il prossimo passo sarà la riunione di martedì tra Trump e i leader arabi, che potrebbe ridefinire gli equilibri della regione e il futuro degli Accordi di Abramo.



Pubblicità