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Alicante, città suadente di mare e d’amore

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La Costa Blanca si conferma destinazione turistica perfetta per una vacanza rilassante tra mare e cultura

Un porto con piccole barche a vela, tanti yacht e motoscafi che ondeggiano con uno sfondo di palme rigogliose, dalle fronde cullate dal vento. Splendidi edifici che ancora conservano un tutto il fascino dello stile eclettico e si contendono lo spazio con architetture moderne degli alberghi di catena. Una lingua di sabbia, accogliente e dorata, si affianca poco distante.

Su di essi, dall’alto del monte Benacantil, troneggia la sagoma severa del castello di Santa Barbara. Descritta così, senza troppi dettagli, Alicante può somigliare a molte altre città che si affacciano sul Mediterraneo, ma basta conoscere qualche dettaglio in più, prima di visitarla, per sentirne l’irresistibile canto di sirena e per iniziare a guardarla con occhi diversi.
Alicante, città di luce.

porto

Abbagliante sia per gli Arabi che per i Romani: “Al Lagant” per gli uni, “Lucentum” per gli altri. Si succedono le dominazioni e trascorrono i secoli, ma la sua luce è ancora lì. La posizione felice sul Levante di Spagna, meno battuto dalle piogge, le assicura giornate di sole e di clima piacevole tutto l’anno. Doppio spettacolo assicurato, dunque: all’alba e al tramonto, sia per i mattinieri che per chi, invece, ama il rito dell’aperitivo, per celebrare la fine di ogni giorno.

castello di S. Barbara


Alicante, città di mare. Il tratto distintivo della Costa Blanca è l’assicurare acque splendide e spiagge confortevoli a chi sceglie il mare innanzitutto: in pieno centro città, la spiaggia urbana di Postiguet, leggermente più distante la Playa di S. Juan o le cale più “selvagge” dell’isola di Tabarca, situata di fronte la costa.

Basilica di S. Maria


Alicante, città d’amore. Tantissimi i matrimoni celebrati in città, sia nella Basilica di Santa Maria, costruita sui resti dell’antica Mezquita, sia nella Concattedrale di S. Nicola che vanta una cappella barocca, tra le più belle di Spagna. Può capitare, soprattutto di sabato, di esser coinvolti in allegri cortei di ragazzi, vestiti a festa e muniti di calice, in un brindisi collettivo in onore degli sposi e e della città.

Cattedrale di San Nicola


Alicante, città dal nome suadente, è la celebrazione di un amore leggendario senza lieto fine. Per Cantara, giovane principessa, era giunto il tempo del matrimonio.

Il Califfo, suo padre, chiese prova d’amore e devozione ai due pretendenti: Almanzor partì in viaggio per ritornare con un carico di spezie e preziose mercanzie; Alì, invece, promise di costruire un acquedotto per assicurare l’acqua al regno; restando vicino alla ragazza, questi riuscì a farla innamorare con la poesia.

Ragionando cinicamente, il Califfo, seppur per amore, antepose il benessere materiale della figlia, designando il più facoltoso Almanzor quale promesso sposo. Alì, disperato, si gettò dalla rupe, nel punto in cui oggi vi è una sorgente d’acqua; Cantara lo seguì nella morte, annegandosi in un fiume e il Califfo, pur avendo agito per profondo amore, restò pietrificato dal dolore.

Secondo la leggenda, la città simboleggia l’unione impossibile tra Alì e Cantara e, si possono intravedere i tratti del “Volto del Moro”da allora impressi nelle “rughe” della roccia alla base del castello di S. Barbara.


Quello stesso castello, in passato oggetto di conquista e teatro di battaglie esplosive, oggi è uno dei simboli indiscussi della città , il cui fascino, come spesso accade in Spagna, risente della stratificazione e dell’alternanza nel dominio tra la “ mezzaluna” e la “croce”.


“Santa Cruz”, infatti, è il nucleo labirintico, in salita tra Plaza de l’Ayuntamiento e il monte Benacantil: casette colorate decorate con i tipici vasi di terracotta dipinta che si susseguono senza interruzione tra i vicoli stretti, invitano, qualora ce ne fosse bisogno, le coppie di innamorati a procedere abbracciati.

Dolcezza piacevole o eccessiva? Dipende dal gusto personale, proprio come quando si assaggia il “Torrone” tipico di Alicante, tenace e friabile, in proporzione variabile.

Parco Canalejas


E, proprio come in amore, anche ad Alicante ogni tanto si è costretti a “chiudere un occhio” e far finta di non vedere i numerosi scempi in ambito urbanistico e iniziative (ormai datate) di promozione commerciale che hanno visto l’istallazione (dal gusto discutibile) di finti funghi giganti, la cui immagine è stata, per anni associata alla città, quando, invece non mancano dei bellissimi spazi verdi e fioriti che ospitano essenze di tutto rispetto.

 Explanada d’Espana, Lungomare di Alicante

I maestosi Ficus intorno ai giardini del Parco de Canalejas, a ridosso della Rambla che attraversa la città, ne sono un esempio e, ovviamente, le palme che adornano, per tutta sua estensione, la Explanada d’Espana, il lungomare della città.

Il luogo più iconico di Alicante, una passeggiata spettacolare, lunga oltre 500 metri, sotto l’ombra delle palme, calpestando una mosaico di onde “pietrificate”, ottenute posando oltre 7 milioni di tessere bianche, rosse e nere. Davvero un’incredibile marea!

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