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Ultima Generazione: Fedez ci insulta, noi rispondiamo con la verità
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11 mesi fail

Dopo le offese pubbliche del cantante, replichiamo punto per punto con i fatti alla mano
18 luglio 2025 – Dopo le offese e l’aggressività gratuite di Fedez contro Ester Goffi, portavoce di Ultima Generazione, durante la trasmissione radiofonica La Zanzara, il movimento di cittadini comuni risponde. Non con insulti o toni urlati, ma con i fatti, i numeri e le storie di chi paga davvero il prezzo di un sistema ingiusto.
Nel video appena pubblicato sulla pagina Instagram di Ultima Generazione, abbiamo scelto di riprendere la voce di Fedez per mostrare la distanza abissale tra chi difende con arroganza il “diritto” a inquinare viaggiando in jet privato e chi, in questo Paese, lotta per sopravvivere con salari da fame. A parlare è Alina, 35 anni, madre di tre figli, che pochi mesi fa si è imbattuta in un’offerta di lavoro: full time, sei giorni a settimana, festivi compresi, per 850 euro al mese come banconista in un supermercato. Una cifra offensiva, figlia di un mercato del lavoro sempre più povero e ricattatorio. Difficile credere che Fedez abbia mai dovuto scegliere tra comprare cibo sano per i propri figli o pagare la bolletta della luce.
UN PROBLEMA SISTEMICO: RICCHEZZA SPORCA, POVERTÀ DIFFUSA
Secondo i dati OCSE, i salari italiani nel primo trimestre 2025 sono ancora inferiori del 7,5% rispetto al 2021, uno dei cali più pesanti d’Europa. In questo contesto, il privilegio di poter volare su jet privati è, oltre che una distruzione dell’ambiente, uno sputo in faccia ai milioni di italiani che faticano ad arrivare a fine mese.
Mentre una ristretta élite brucia carburante per spostarsi su jet privati – tra i mezzi più inquinanti in assoluto (pro capite) – il 57% degli italiani fatica a riempire il carrello della spesa e stare dentro con i costi. Un sistema che concentra la ricchezza in poche mani non solo è socialmente ingiusto, ma distrugge anche il clima e il futuro di tutti, scaricando i costi della crisi su chi ha meno responsabilità, sulle famiglie che devono scegliere tra il riscaldamento o la spesa, tra il lavoro sottopagato o l’emigrazione.
COSA CHIEDIAMO? IL TAGLIO DELL’IVA SUI BENI ESSENZIALI
In un Paese dove il potere d’acquisto reale è calato del 10%, azzerare l’IVA su pane, pasta, olio e altri beni di base — oggi tassati tra il 4% e il 10% — è il minimo indispensabile. Come Ultima Generazione sfidiamo il governo sul suo stesso terreno: chiediamo l’attuazione di una promessa fatta da Fratelli d’Italia, poi rimasta lettera morta. Loro ne hanno fatto propaganda. Noi vogliamo realizzarla davvero. Tagliamo l’IVA!
PERCHÉ IL BOICOTTAGGIO?
La campagna lanciata oggi è semplice: se entro l’autunno raccoglieremo 100.000 adesioni, da ottobre partirà un boicottaggio organizzato contro i supermercati, per chiedere al governo il taglio dell’IVA sui beni essenziali, finanziato con un prelievo sugli extraprofitti delle grandi aziende responsabili della crisi climatica. Il boicottaggio è una tattica di pressione collettiva che può funzionare: in Croazia ha portato il governo a calmierare i prezzi.
Colpendo economicamente e mediaticamente la GDO, possiamo spingerla a sostenere la nostra richiesta. Non toglie responsabilità alla grande distribuzione, che è uno dei settori più potenti e meno trasparenti del Paese: mentre milioni di famiglie e agricoltori subiscono l’inflazione climatica, i colossi del commercio aumentano profitti e potere, scaricando i costi su chi è più fragile. Il boicottaggio sarà complementare alle altre forme di disobbedienza civile già praticate da Ultima Generazione: non è una rinuncia, ma un passo in avanti verso una partecipazione di massa, accessibile, determinata ed efficace.

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