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Fumata nera in Vaticano: nessun Papa eletto al primo scrutinio del Conclave più globale della storia

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Ritardi per la meditazione e il numero record di cardinali elettori, ma l’attesa in Piazza San Pietro resta intensa: in corsa nomi come Parolin, Zuppi e Pizzaballa

Città del Vaticano, 7 marzo – Alle 21 di mercoledì 7 marzo è salita dal comignolo della Cappella Sistina la prima fumata del Conclave, ed è nera: nessun nuovo Papa è stato eletto nella prima votazione. Una notizia attesa, dal momento che raramente l’elezione avviene al primo scrutinio, ma che non ha diminuito l’intensità dell’attesa in Piazza San Pietro, gremita da oltre 45mila fedeli.

Un ritardo rispetto al 2013


Rispetto al conclave del 2013, la fumata è arrivata con un’ora e venti minuti di ritardo. Diverse le cause che hanno rallentato i lavori: innanzitutto la meditazione del cardinale Raniero Cantalamessa, durata ben 45 minuti, ma anche il numero maggiore di cardinali presenti – 133 contro i 115 del 2013 – e il fatto che molti di loro siano neofiti e non parlino italiano, il che ha rallentato le operazioni di voto.

Un conclave globale


I 133 cardinali elettori provengono da 70 Paesi diversi, rendendo questo il conclave più globalizzato della storia. Ogni continente è rappresentato: Europa, Americhe, Africa, Asia e Oceania. Per 108 di loro si tratta del primo conclave, e per alcuni persino della prima volta nella Cappella Sistina. Anche il cardinale bosniaco Vinko Puljic, la cui partecipazione era in dubbio per motivi di salute, ha preso parte alla votazione.

L’atmosfera in piazza


Dalle 17.40, con il solenne “Extra Omnes” pronunciato dal Maestro delle Cerimonie monsignor Diego Ravelli, le porte della Sistina si sono chiuse, segnando l’inizio ufficiale del Conclave. In piazza San Pietro, i fedeli hanno atteso la fumata pregando, seduti sui sampietrini o inginocchiati con il rosario tra le mani. Un drone, a tratti, ha sorvolato l’area, attirando sguardi e spaventando i gabbiani. Gli smartphone erano pronti a immortalare il momento della fumata, unica comunicazione concessa tra i cardinali e il mondo esterno.

I nomi in corsa per il papato


La prima votazione è servita, come di consueto, a “contarsi” e a sondare i rapporti di forza tra i favoriti. Tra i più citati c’è il cardinale Pietro Parolin, che avrebbe ricevuto gli “auguri doppi” dal cardinale decano Giovanni Battista Re durante lo scambio della pace nella messa del mattino. Crescono però anche le quotazioni di Francis Prevost, Jean-Marc Aveline, Pierbattista Pizzaballa e Matteo Zuppi. Tra gli outsider si fa il nome di Ángel Fernández Artime, ex superiore dei salesiani, molto stimato nel Collegio cardinalizio.

Una scelta decisiva per la Chiesa


«Il mondo di oggi attende molto dalla Chiesa», ha ricordato il cardinale Re durante la messa “pro eligendo Pontefice”, celebrata davanti a 5mila fedeli. Ha poi aggiunto: «Siamo qui per invocare l’aiuto dello Spirito Santo, perché sia eletto il Papa di cui la Chiesa e l’umanità hanno bisogno in questo tornante della storia tanto difficile, complesso e tormentato».

Per l’elezione del nuovo Pontefice sarà necessario il consenso di almeno 89 cardinali. Dopo la fumata nera di oggi, il Conclave continuerà nelle prossime giornate, con la possibilità concreta che la fumata bianca arrivi già domani o dopodomani, come avvenuto negli ultimi cinque conclavi.

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