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Segmentazione di rete e Zero Trust: perché oggi non basta più avere un buon firewall
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Separare utenti, dispositivi e servizi riduce i rischi e limita i danni in caso di attacco: ecco come cambia la sicurezza delle infrastrutture digitali.
Per anni molte aziende hanno considerato il firewall come il principale baluardo contro gli attacchi informatici. La logica era semplice: difendere il confine della rete e impedire agli estranei di entrare. Oggi, però, questo modello non è più sufficiente.
Cloud, lavoro da remoto, dispositivi mobili, telecamere IP, access point, sensori IoT e piattaforme connesse hanno reso le reti molto più estese e complesse. Il perimetro tradizionale è diventato difficile da definire e, in molti casi, quasi inesistente.
La domanda quindi non è più soltanto «come impedire un accesso esterno?», ma anche «cosa succede se un dispositivo interno viene compromesso?». È qui che entrano in gioco due concetti sempre più importanti: la segmentazione di rete e l’approccio Zero Trust.
Perché una rete unica può diventare un rischio
In una rete piatta, computer, server, telecamere, sistemi di controllo, stampanti e dispositivi IoT possono comunicare con relativa libertà. Questa configurazione è semplice da gestire nelle realtà più piccole, ma può trasformarsi in un punto debole quando il numero di apparati cresce.
Se un dispositivo vulnerabile viene violato, l’attaccante può tentare di spostarsi lateralmente verso altri sistemi. Una telecamera non aggiornata, un access point configurato male o un computer infetto possono diventare il punto di partenza per raggiungere dati sensibili e servizi critici.
Il problema non è quindi solo l’ingresso nella rete. È la libertà di movimento che può essere concessa una volta superata la prima barriera.
Che cos’è la segmentazione di rete
Segmentare una rete significa dividerla in aree logiche separate, ciascuna con regole precise di comunicazione. In pratica, non tutti i dispositivi possono parlare con tutti gli altri.
Una possibile organizzazione può prevedere reti distinte per:
- postazioni di lavoro e personale amministrativo
- server e sistemi aziendali
- videosorveglianza e controllo accessi
- dispositivi IoT e sensori
- ospiti e dispositivi personali
- sistemi industriali o apparati critici
Ogni segmento viene protetto da policy specifiche. Un dispositivo della rete ospiti, ad esempio, può accedere a Internet ma non ai server interni. Una telecamera può inviare flussi video al sistema di registrazione senza poter comunicare con i computer dell’amministrazione.
Il vantaggio è immediato: anche se una parte della rete viene compromessa, il problema resta confinato e non si propaga liberamente.
Zero Trust: nessuna fiducia automatica
Il modello Zero Trust parte da un principio netto: nessun utente, dispositivo o applicazione deve essere considerato affidabile solo perché si trova all’interno della rete.
Ogni accesso deve essere verificato in base a identità, autorizzazioni, stato del dispositivo, contesto e reale necessità operativa. La logica è quella del minimo privilegio: ciascun soggetto può accedere soltanto alle risorse indispensabili per svolgere il proprio compito.
Questo approccio non significa bloccare tutto, ma costruire controlli più intelligenti. Un dipendente può utilizzare il gestionale aziendale senza avere accesso ai sistemi di videosorveglianza. Un manutentore può collegarsi a un apparato specifico senza poter esplorare l’intera infrastruttura.
Firewall, VLAN e controllo degli accessi
La segmentazione si realizza attraverso una combinazione di tecnologie e regole. Le VLAN permettono di separare logicamente i dispositivi anche quando utilizzano la stessa infrastruttura fisica. Firewall interni e sistemi di controllo degli accessi regolano il traffico tra i diversi segmenti.
A questi strumenti possono aggiungersi autenticazione multifattore, analisi dei comportamenti, monitoraggio centralizzato e sistemi capaci di rilevare attività anomale.
La tecnologia, tuttavia, non basta da sola. Una segmentazione efficace nasce da una progettazione che considera processi, utenti, dispositivi, applicazioni e possibili scenari di rischio.
Perché il tema riguarda anche Wi-Fi, videosorveglianza e IoT
Le reti moderne ospitano apparati molto diversi tra loro. Telecamere IP, telefoni VoIP, sensori, access point, stampanti e dispositivi domotici spesso hanno livelli di sicurezza differenti rispetto ai computer tradizionali.
Inserire tutti questi elementi nello stesso ambiente digitale aumenta l’esposizione. Separarli, controllarne le comunicazioni e limitarne i privilegi riduce invece la superficie di attacco.
Questo è particolarmente importante negli edifici connessi, nei data center, negli impianti produttivi e nelle infrastrutture dove un’interruzione può avere conseguenze operative significative.
Una rete sicura deve essere progettata per evolvere
La segmentazione non è un intervento da eseguire una sola volta. Le reti cambiano: aumentano i dispositivi, vengono introdotte nuove applicazioni e mutano le esigenze aziendali.
Per questo servono architetture scalabili, documentate e facili da aggiornare. Una buona progettazione consente di aggiungere nuovi reparti, telecamere, access point o servizi senza compromettere la sicurezza generale.
In questo ambito operano realtà specializzate come https://gecopra.it/, impegnate nella progettazione di infrastrutture di rete unificate, sicurezza networking, data center, cablaggi strutturati e soluzioni wireless capaci di supportare crescita e aggiornamenti nel tempo.
Il vero obiettivo: limitare il danno
Nessun sistema può promettere un rischio pari a zero. La sicurezza moderna punta quindi anche a ridurre l’impatto di un eventuale incidente.
Una rete segmentata e progettata secondo principi Zero Trust rende più difficile il movimento laterale degli attaccanti, facilita l’individuazione delle anomalie e consente di isolare rapidamente le aree coinvolte.
Il risultato è una maggiore continuità operativa, una migliore protezione dei dati e una gestione più consapevole delle infrastrutture digitali.
Conclusione
Il firewall resta uno strumento essenziale, ma non può più essere considerato l’unica linea di difesa. Le reti moderne richiedono separazione, controllo e verifica continua.
Segmentazione e Zero Trust trasformano la sicurezza da barriera statica a sistema dinamico, capace di adattarsi alla complessità delle aziende e degli edifici connessi.
In un mondo in cui ogni dispositivo può diventare un punto di accesso, la vera protezione nasce dalla capacità di decidere chi può comunicare, con cosa e per quale motivo.

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