Quantcast
Connettiti con noi

News

La Città Metropolitana di Napoli cerniera tra Europa e Mediterraneo

Pubblicato

il

La Città Metropolitana di Napoli presenta il PTM: sviluppo sostenibile e rilancio del territorio


La Città Metropolitana di Napoli cerniera tra Europa e Mediterraneo. Un modello di sviluppo economico fondato su innovazione, sostenibilità e qualità territoriale: un sistema produttivo più efficiente, resiliente e competitivo, capace di attrarre investimenti qualificati senza consumare nuovo suolo, trasformando il territorio metropolitano in un ambiente che genera valore nel lungo periodo rafforzando il ruolo internazionale della Città Metropolitana di Napoli nel Mediterraneo. È questa la visione del PTM, il Piano Territoriale Metropolitano della Città Metropolitana di Napoli, presentato questa mattina al Forum Metropolitano nell’ambito della procedura volta a giungere all’approvazione condivisa e partecipata del documento di pianificazione territoriale fondamentale dell’Ente di piazza Matteotti.

A presentare il Piano ai membri del Forum – composto da ordini professionali, università, associazioni di categoria, sindacati, Autorità Portuale, Arpac e da altri organismi operanti sul territorio – nell’aula di Santa Maria la Nova, il Vicesindaco metropolitano, il Consigliere metropolitano delegato all’Urbanistica e il coordinatore dell’area tecnica di Palazzo Matteotti.

Cos’è il PTM e quale ruolo svolge

Il PTM è lo strumento attraverso cui la Città Metropolitana – partendo da una fotografia dell’esistente e dall’esame dei piani che già insistono sul territorio – pianifica, tutela e orienta lo sviluppo del territorio nei prossimi decenni, definendo una visione condivisa e un quadro unitario per le trasformazioni future: uno strumento di governance territoriale finalizzato all’integrazione e al coordinamento delle politiche di pianificazione e programmazione dei 92 comuni, assicurandone la coerenza all’interno di un quadro unitario, organico e condiviso di riferimento metropolitano.

In pratica, il PTM sarà lo strumento attraverso il quale sarà stabilito dove saranno insediati i servizi sovracomunali, come ad esempio le infrastrutture per la mobilità, le aree industriali, quelle commerciali, le strutture sportive, le aree da tutelare sotto il profilo ambientale, storico-culturale, in un sistema policentrico teso a decongestionare le zone a maggiore densità.

Tutto ciò sarà realizzato in conformità al Piano Territoriale Regionale – la coerenza con il quale è stata già attestata con l’intesa siglata lo scorso 10 marzo con la Regione Campania nell’ambito della Conferenza permanente di pianificazione – e al Piano Strategico Metropolitano, e costituirà parametro per i Comuni che saranno tenuti ad adeguare i propri Piani Urbanistici al PTM nei tempi stabiliti dalla legge regionale.

Il Piano costituirà la porta per gli investimenti sul territorio, che dovranno essere effettuati secondo le strategie indicate nel Piano in un’ottica di rigenerazione urbana e di sviluppo sostenibile.

Un percorso condiviso per un territorio complesso: la situazione attuale

Il nuovo Piano è il risultato di un articolato percorso tecnico e istituzionale che ha coinvolto la Città Metropolitana, i 92 Comuni, la Regione Campania e numerosi enti e realtà attive sul territorio, integrando competenze urbanistiche, ambientali, sociali, economiche e strategiche. L’ampiezza di questo processo riflette la complessità di un territorio densamente popolato, ricco di patrimonio storico e culturale, ma anche segnato da forti pressioni sul suolo, frammentazione degli ecosistemi, rischi naturali elevati e criticità infrastrutturali, con elementi di fragilità socioeconomica quali l’emigrazione giovanile e la bassa partecipazione femminile al mercato del lavoro. Un contesto in cui bellezza e fragilità coesistono.

La visione strategica

Partendo da questa analisi, il PTM sviluppa una linea strategica di crescita, con una serie di obiettivi da perseguire, valorizzando la posizione strategica della Città Metropolitana nel Mediterraneo, i sistemi produttivi e logistici, il turismo, l’economia del mare e la ricerca.

In primo luogo contrastare il consumo di suolo e tutelare le aree agricole, individuando le Aree Agricole Strategiche da preservare da usi impropri, potenziare le reti ecologiche con l’istituzione dell’infrastruttura verde metropolitana (IVM), promuovere la rigenerazione urbana e territoriale, potenziare il sistema produttivo e attrarre investimenti, non attraverso nuove espansioni ma con la qualificazione delle aree esistenti.

E poi valorizzare il patrimonio culturale e costruire reti di fruizione: il turismo è in forte crescita (+25,9% rispetto al 2022, con performance superiori alla media nazionale), ma risulta fortemente polarizzato. La strategia punta, dunque, a un turismo diffuso attraverso reti di percorsi culturali e paesaggistici che, accanto ai grandi siti UNESCO di Pompei, Ercolano, Oplontis e Stabia, sviluppino itinerari e luoghi meno conosciuti – dalla Via di Minerva a Cuma, Baia, Pozzuoli, il Pausilypon e l’area virgiliana – costruendo una rete policentrica di fruizione culturale.

Obiettivi ulteriori potenziare l’accessibilità e promuovere la mobilità sostenibile, partendo dal Biciplan che prevede 620 km di rete ciclabile metropolitana, 150 km dei quali sono già in attuazione o in fase di progettazione, con velostazioni e nodi di interscambio con treni, metropolitane e porti; promuovere il policentrismo e il riequilibrio territoriale, puntando su alcune centralità primarie – Giugliano, Pozzuoli, Bagnoli, Afragola, Nola, Castellammare, Sorrento e altri – da rafforzare come nodi di un sistema policentrico connesso al trasporto pubblico; garantire la sicurezza del territorio, sotto il profilo idrogeologico, sismico e bradisismico, oltre che sul piano dell’erosione costiera; e, infine, perseguire l’adattamento ai cambiamenti climatici.

Le 5 proposte d’intervento prioritarie

Nell’immediato, la componente operativa del Piano individua cinque azioni prioritarie per il primo triennio: miglioramento della fruizione dei beni ambientali e culturali dei Campi Flegrei, con interventi su accessibilità, protezione civile e rigenerazione urbana; nuovi assetti della Costa Vesuviana in relazione ai rischi climatici e alla valorizzazione ambientale; Gronda Est e Gronda Ovest, con soluzioni di trasporto collettivo per migliorare la viabilità intercomunale e connettere parchi, beni culturali e servizi; collegamento delle due stazioni di Napoli Porta Est e Napoli Afragola, con la previsione di un parco agricolo e una rete ciclopedonale.

Le Zone Omogenee: da somma di Comuni a sistema metropolitano

Al fine del raggiungimento degli obiettivi prefissati, il PTM articola il territorio in 10 Zone Omogenee: non nuovi livelli amministrativi, ma strumenti di governance intermedia tra scala comunale e metropolitana che consentono di considerare il territorio metropolitano non più come una semplice somma di comuni, ma come un vero e proprio territorio metropolitano capace di agire come sistema, valorizzando le sue differenze e affrontando unitariamente le sfide della sostenibilità, della qualità urbana e della competitività economica per lo sviluppo dell’occupazione.

Le 10 zone sono Campi Flegrei/Ischia/Procida, Giuglianese, Napoli Nord, Napoli, Napoli Nord-Est, Nolano, Vesuviano interno, Vesuviano costiero, Sarnese, Penisola Sorrentina e Capri.

Il percorso verso l’approvazione definitiva

Nel corso del workshop i membri del Forum hanno offerto spunti, suggerimenti e contributi. Ora il documento sarà sottoposto alla Conferenza Metropolitana per il parere e poi al Consiglio Metropolitano per l’adozione. Una volta adottato, il PTM entrerà ufficialmente nella fase della presentazione delle osservazioni, che permetterà agli stakeholders di proporre adeguamenti e integrazioni e di esprimere le proprie valutazioni.

Successivamente all’esame delle osservazioni presentate e all’eventuale integrazione nel documento, saranno acquisiti i pareri previsti ex lege, tra cui quello in materia di VAS, dopodiché il Piano tornerà in Consiglio, insieme con il Rapporto Ambientale, per l’approvazione definitiva, cui seguirà la pubblicazione sul BURC e la presentazione finale.

Pubblicità
Pubblicità