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Cronaca

Arpaia, maltrattamenti in famiglia: allontanato un uomo

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Arpaia, maltrattamenti in famiglia: allontanamento con braccialetto elettronico per un indagato dopo la denuncia della madre

Arpaia, misura cautelare per maltrattamenti in famiglia

Nel corso della giornata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Arpaia hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di un uomo, ritenuto gravemente indiziato, allo stato delle indagini, del reato di maltrattamenti in famiglia.

Il provvedimento dispone l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, con l’applicazione del braccialetto elettronico.

La denuncia della madre e l’avvio delle indagini

L’attività investigativa nasce dalla denuncia presentata dalla madre convivente dell’indagato, che ha rappresentato un passaggio decisivo per far emergere una situazione di disagio e violenza all’interno del nucleo familiare.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe posto in essere comportamenti reiterati di natura violenta, minacciosa e prevaricatrice, aggravati in alcune circostanze dall’uso di sostanze stupefacenti, tali da comprometterne la convivenza e rendere la vita della donna incompatibile con una normale esistenza.

La misura e la tutela della vittima

Alla luce degli elementi raccolti, l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto necessario adottare una misura cautelare immediata per tutelare l’incolumità della persona offesa. L’utilizzo del braccialetto elettronico rappresenta uno strumento di controllo che consente di garantire una protezione concreta e continuativa alla vittima.

Il contesto della violenza domestica

La vicenda richiama l’attenzione su un fenomeno spesso sommerso come quello della violenza domestica, che può manifestarsi anche all’interno dei rapporti familiari più stretti. In questo caso, particolare rilevanza assume la scelta della donna di denunciare, rompendo un contesto di silenzio e paura.

Si precisa che il provvedimento è stato adottato nella fase delle indagini preliminari ed è suscettibile di impugnazione. L’indagato è da considerarsi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, come previsto dalla legge.

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