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Terzo Settore, più trasparenza e semplificazioni: cosa cambia davvero per gli ETS
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RUNTS, semplificazioni e nuovi obblighi: cosa cambia per gli Enti del Terzo Settore dal 9 aprile 2026
Le recenti novità normative che interessano gli Enti del Terzo Settore segnano un passaggio importante nel processo di consolidamento del sistema delineato dal Codice del Terzo Settore. Le modifiche, operative a partire dal 9 aprile 2026 per quanto riguarda le nuove funzionalità del RUNTS, si muovono lungo una duplice direttrice: da un lato la semplificazione per gli enti di minori dimensioni, dall’altro un rafforzamento degli obblighi di trasparenza e responsabilità.
Uno degli interventi più rilevanti riguarda l’introduzione del nuovo rendiconto per cassa in forma aggregata (Modello E). Si tratta di uno strumento pensato per gli enti con entrate annue non superiori a 60.000 euro, che potranno così beneficiare di una modalità di rendicontazione più snella e accessibile. La scelta del legislatore appare coerente con l’esigenza di non gravare eccessivamente sulle realtà associative più piccole, spesso sostenute esclusivamente dall’attività volontaria.
Parallelamente, si amplia la platea degli enti tenuti all’aggiornamento annuale dei dati sul RUNTS. Non più solo APS e ODV, ma tutti gli ETS dovranno comunicare, entro il 30 giugno di ogni anno, eventuali variazioni relative ad associati, volontari, dipendenti e collaboratori. Si tratta di un passaggio fondamentale per garantire una fotografia aggiornata e attendibile del Terzo Settore, rafforzando così la fiducia nei confronti di cittadini e istituzioni.
Di particolare interesse è anche la disciplina degli statuti standard predisposti dalle reti associative. Gli enti che scelgono di adottarli potranno beneficiare di una riduzione dei tempi procedimentali, a condizione di dichiararlo espressamente. Si tratta di una misura che incentiva l’uniformità e la conformità statutaria, riducendo il rischio di errori e contenziosi. Viene inoltre chiarito un principio importante: non è possibile essere iscritti contemporaneamente come rete associativa e come “altro ETS”, evitando così sovrapposizioni e ambiguità giuridiche.
Sul piano operativo, assume rilievo la nuova disciplina della delega per le pratiche RUNTS. Gli enti potranno affidarsi a soggetti terzi per la gestione degli adempimenti, con diverse modalità di delega. Tuttavia, il Ministero ribadisce con fermezza un principio cardine: la responsabilità per eventuali omissioni o ritardi resta in capo agli amministratori dell’ente. Questo chiarimento è essenziale per evitare un improprio trasferimento di responsabilità e per richiamare gli organi direttivi a un controllo effettivo sull’operato dei delegati.
Un ulteriore punto di attenzione riguarda il diritto degli associati di esaminare i libri sociali. La normativa ribadisce la centralità dei principi di democrazia interna, partecipazione e trasparenza, qualificanti per gli ETS. Eventuali limitazioni assolute a tale diritto devono considerarsi illegittime. Tuttavia, è possibile disciplinare le modalità di accesso, bilanciando il diritto all’informazione con esigenze organizzative e di tutela della riservatezza.
Infine, il chiarimento sulla possibilità di nominare membri supplenti nell’organo di controllo contribuisce a rendere più flessibile l’assetto organizzativo degli enti. Pur non essendo obbligatoria, tale previsione statutaria può rivelarsi utile per garantire continuità e funzionalità all’organo, evitando vuoti operativi in caso di cessazione dei membri effettivi.
In conclusione, le novità introdotte delineano un sistema più maturo, in cui la semplificazione amministrativa si accompagna a un rafforzamento delle responsabilità. Gli enti del Terzo Settore sono chiamati a cogliere questa evoluzione come un’opportunità per migliorare la propria governance, consolidare la fiducia dei soci e accrescere la propria credibilità verso l’esterno.
A cura dell’Avv. Lelio Mancino

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