Esteri
Spagna pronta a vietare i social ai minori di 16 anni: stretta senza precedenti in Europa
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7 mesi fail
Il governo Sanchez vuole vietare l’accesso ai social network ai minori di 16 anni e rendere i Ceo responsabili dei contenuti nocivi.
Il governo spagnolo guidato da Pedro Sanchez ha annunciato l’intenzione di vietare l’uso dei social network ai minori di 16 anni, nell’ambito di un pacchetto di cinque misure per la sicurezza digitale che saranno approvate a partire dalla prossima settimana.
L’annuncio è stato fatto durante il World Government Summit di Dubai, dove Sanchez ha definito i social network come “uno Stato fallito, in cui le leggi vengono ignorate e i reati tollerati”. La proposta prevede che i colossi del web implementino sistemi di verifica dell’età più efficaci e che i Ceo siano ritenuti legalmente responsabili dei reati commessi sulle loro piattaforme.
Reazioni e confronto internazionale
Le parole del premier spagnolo hanno scatenato le critiche di Elon Musk, che su X ha definito Sanchez “un tiranno e traditore del popolo spagnolo”. Nonostante le polemiche, il governo di Madrid intende proteggere i minori da contenuti nocivi, manipolazione, pornografia e dipendenza digitale.
La Spagna si allinea così ad altri Paesi europei: la Francia ha fissato l’età minima a 15 anni, subordinando l’accesso al consenso dei genitori, mentre il Portogallo sta valutando restrizioni simili. Fuori dall’Europa, l’Australia ha già introdotto regole che vietano ai minori di 16 anni di aprire account sui principali social, imponendo sanzioni pesanti alle piattaforme in caso di violazione.
Strategia più ampia contro i colossi digitali
Oltre alla limitazione sull’età, la strategia spagnola prevede il monitoraggio della cosiddetta “impronta di odio e polarizzazione” online e la possibilità di perseguire penalmente i dirigenti delle piattaforme per la mancata rimozione di contenuti illegali o per manipolazione degli algoritmi.
In Italia, il dibattito è ancora in fase normativa. Attualmente il Codice della privacy consente ai minori di 14 anni di iscriversi ai social con il consenso dei genitori, ma il disegno di legge 1217 propone di innalzare il limite a 15 anni e introdurre strumenti più stringenti di parental control, limiti di tempo e responsabilità diretta delle piattaforme digitali.
A livello europeo, il Regolamento dei servizi digitali (DSA) impone già ai colossi tecnologici responsabilità sui contenuti diffusi online. X, ad esempio, ha ricevuto sanzioni per 120 milioni di euro per violazioni degli obblighi di trasparenza sugli annunci pubblicitari.
La misura spagnola rappresenta così una delle strette più severe in Europa, nel tentativo di tutelare i minori dai rischi crescenti del Far West digitale.

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