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Fondazione Vassallo: “nuova, inaccettabile rinnovo nel processo vassallo. Basta rinvii, ora verità e giustizia”
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Il Presidente Dario Vassallo: “Non è un processo per depistaggio, è un processo per concorso in omicidio con metodo mafioso. Questo procedimento non è contro una sola persona, è contro uno Stato che ha lasciato solo un sindaco onesto e che oggi rischia di lasciarlo morire una seconda volta.”
La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore esprime profonda amarezza e indignazione per l’ennesimo rinvio nel procedimento giudiziario relativo all’omicidio del Sindaco Pescatore. Questa mattina, presso la Cittadella Giudiziaria di Salerno, si sarebbe dovuta tenere la quarta udienza preliminare. L’udienza è stata rinviata al 27 marzo a seguito della sostituzione dell’avvocato difensore di Lazzaro Cioffi, con conseguente applicazione dell’articolo 108 del codice di procedura penale.
La Fondazione sottolinea che, pur riconoscendo la legittimità di tale norma, non è accettabile che strumenti previsti dalla legge vengano strumentalizzati come pretesti per rinviare all’infinito il processo. La Fondazione prevede che il procedimento possa subire ulteriori rinvii fino a maggio, giugno o addirittura luglio, una strategia che appare come un palleggio tra difensori volto solo ad allungare i tempi, creare confusione e dare l’illusione che la giustizia stia procedendo, mentre la verità resta ferma. Tuttavia, siamo convinti che, nonostante tutti questi rinvii, gli imputati saranno finalmente rinviati a giudizio entro l’estate.
“Non cerchiamo scorciatoie – dichiara il Presidente Dario Vassallo – ma non possiamo accettare che il diritto di difesa diventi uno strumento per rinviare indefinitamente un processo così importante. Ogni volta emergono nuove manfrine: sostituzioni dell’ultimo minuto, cavilli procedurali, articoli del codice richiamati in modo strumentale. Qui non si sta processando una persona: si sta processando un sistema che per quindici anni non ha protetto un sindaco onesto e oggi rischia di farlo morire una seconda volta. L’imputazione è chiara e grave: concorso in omicidio con metodo mafioso. Angelo Vassallo è stato ucciso. Tutto il resto sono alibi e distrazioni che rischiano di distogliere il Paese dal cuore del processo.”
Il Vicepresidente Massimo Vassallo sottolinea il peso umano e civile dei continui rinvii: “Dopo quindici anni di attesa per l’avvio del processo, l’udienza preliminare iniziata mesi fa non riesce ancora a concludersi. Ogni rinvio è un’umiliazione per la nostra famiglia e un insulto ai cittadini che credono nello Stato di diritto. È una sofferenza che si rinnova ogni volta. Non è solo una questione privata: è la credibilità dello Stato e della giustizia che è in gioco.”
La Fondazione precisa, inoltre, che questo processo non è contro il colonnello Cagnazzo o altri singoli ufficiali, ma contro uomini dello Stato che hanno fallito nel proteggere Angelo Vassallo, e più in generale contro un sistema che ha permesso che un sindaco onesto fosse lasciato solo, esponendolo alla morte.
“Ogni rinvio, ogni cavillo procedurale, ogni manfrina tra difensori è solo una prova del tempo perso, del sistema che cerca di nascondere le proprie responsabilità. Ma noi non ci arrendiamo, perché la verità non può essere ostaggio di chi vuole giocare con il dolore di una famiglia e con l’attesa dei cittadini.”
“Abbiamo piena fiducia nella magistratura, nel lavoro serio del Pubblico Ministero, nonostante tutte le difficoltà, continuano a tutelare la giustizia. Siamo certi che la verità emergerà, e che Angelo Vassallo otterrà finalmente quella giustizia che merita.“
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