Cronaca
Boscoreale, arresti per omicidio di stampo mafioso: tre in carcere
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10 mesi fail

Eseguita un’ordinanza di custodia cautelare per omicidio premeditato aggravato dal metodo mafioso: indagini coordinate dalla DDA di Napoli
I militari della Compagnia di Torre Annunziata hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di tre persone gravemente indiziate dei reati di omicidio premeditato e di detenzione e porto illegali di arma comune da sparo, delitti aggravati dal metodo mafioso.
Il provvedimento scaturisce da un’attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e condotta dai Carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata, che ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati. A diffondere la notizia una comunicazione del Comando Provinciale Carabinieri di Napoli su delega della Procura della Repubblica.
L’agguato avvenuto a Boscoreale
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’11 febbraio 2024, nel comune di Boscoreale, la vittima sarebbe stata attesa sotto la propria abitazione e colpita da numerosi colpi di pistola, in un agguato riconducibile a dinamiche di stampo mafioso.
L’azione violenta, caratterizzata da modalità esecutive tipiche del metodo mafioso, è al centro dell’inchiesta che ha portato all’emissione dell’ordinanza cautelare.
Il provvedimento cautelare
L’ordinanza eseguita rappresenta una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari. Contro il provvedimento sono ammessi i mezzi di impugnazione previsti dalla legge.
Le persone destinatarie della misura sono da considerarsi sottoposte alle indagini e, pertanto, presunte innocenti fino a sentenza definitiva, come stabilito dall’ordinamento giuridico.
L’impegno investigativo contro la criminalità organizzata
L’operazione si inserisce nel più ampio impegno delle forze dell’ordine e della magistratura nel contrasto alla criminalità organizzata sul territorio, attraverso un’azione coordinata tra Direzione Distrettuale Antimafia, autorità giudiziaria e Arma dei Carabinieri.
Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e accertare eventuali ulteriori responsabilità.

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