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Lotta all’abbandono scolastico: un impegno per il futuro dei giovani e della società

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Un fenomeno che alimenta povertà ed emarginazione: serve un impegno congiunto di scuola, istituzioni e comunità per garantire il diritto all’istruzione e spezzare il ciclo dell’esclusione sociale.


L’abbandono scolastico rappresenta una delle piaghe sociali più gravi del nostro tempo. Non si tratta soltanto della rinuncia all’istruzione formale, ma dell’inizio di un percorso che spesso conduce verso la povertà educativa, l’esclusione sociale e, nei casi più estremi, il coinvolgimento dei minori in attività illegali o nel mondo della criminalità organizzata.

Questo fenomeno, purtroppo, non si esaurisce con il singolo individuo: innesca un vero e proprio circolo vizioso che può compromettere le opportunità di crescita e sviluppo di intere famiglie, passando il testimone della marginalità di generazione in generazione.

A richiamare l’attenzione su questo tema è stato anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale ha sottolineato l’importanza del ruolo delle istituzioni: “La Costituzione, agli articoli 31 e 34, afferma con chiarezza il dovere della Repubblica di proteggere l’infanzia e garantire il diritto all’istruzione”. Un principio fondamentale che ribadisce quanto sia centrale, per lo Stato, l’impegno a garantire un’educazione inclusiva e di qualità a tutti i bambini e ragazzi.

Contrastare l’abbandono scolastico significa investire nel futuro. Significa offrire ai giovani gli strumenti per costruire una vita dignitosa, per esercitare pienamente la propria cittadinanza e contribuire attivamente alla crescita sociale ed economica del Paese. Ma significa anche intervenire con politiche mirate, sostegno alle famiglie, potenziamento dei servizi educativi e azioni concrete sul territorio.

Il contrasto all’abbandono scolastico non può essere lasciato alla sola buona volontà di singoli insegnanti o operatori sociali: serve un patto educativo tra scuola, famiglie, istituzioni e comunità. Solo così sarà possibile spezzare quel ciclo di esclusione e restituire ai nostri giovani la possibilità di immaginare e costruire un futuro migliore.

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