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Politica

Beppe Grillo avvia azione legale per riappropriarsi del simbolo e del nome del Movimento 5 Stelle

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La battaglia legale di Grillo: il futuro del M5S in discussione alla vigilia dei referendum e delle elezioni regionali

Beppe Grillo, fondatore del Movimento 5 Stelle, ha deciso di intraprendere un’azione legale per riappropriarsi del simbolo e del nome del partito. La notizia, confermata da fonti vicine all’ex comico, riapre una frattura con l’attuale leadership guidata da Giuseppe Conte.

La disputa ha radici profonde: nel novembre 2024, l’assemblea costituente del M5S ha votato per eliminare la figura del Garante, ruolo che Grillo ricopriva sin dalla fondazione del movimento. La decisione, approvata con una larga maggioranza degli iscritti, ha di fatto estromesso Grillo dalla gestione del partito.

Secondo l’avvocato Lorenzo Borrè, esperto di diritto politico, la causa legale non riguarda solo la proprietà del marchio, ma la titolarità del diritto di utilizzo del nome e del contrassegno del partito. La Corte d’Appello di Genova, in una sentenza del 2021, aveva già stabilito che il simbolo e il nome del Movimento 5 Stelle appartengono a Grillo.

La notizia dell’azione legale trapela in un momento delicato per il panorama politico italiano: alla vigilia dei referendum e delle prossime elezioni regionali. Questo potrebbe generare ulteriori problemi per la presentazione delle liste e del simbolo del M5S, creando incertezze tra gli elettori e i candidati.

Dal quartier generale del M5S, fonti interne minimizzano la portata dell’iniziativa legale, definendola “infondata” e sottolineando che il partito non ha mai perso una causa giudiziaria su questioni simili. Tuttavia, la mossa di Grillo potrebbe avere ripercussioni significative sulla struttura del movimento e sulla sua identità politica.

Quanto trapelato da fonti vicine al Fondatore del Movimento 5 Stelle potrebbe ridefinire il futuro del Movimento 5 Stelle e il ruolo di Beppe Grillo nella politica italiana.

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