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Libertà la nuova canzone di Alessandro Ferrara
Pubblicato
11 mesi fail

La canzone Libertà si inserisce nel progetto Figli del Vento. Nel video si vedono gli attori in un contesto distopico che rappresenta la realtà fatta di algoritmi e intelligenza artificiale
La repressione delle libertà fondamentali è una profonda piaga della nostra epoca. In buona parte dei paesi del mondo assistiamo all’avvento di politiche neo-oscurantiste.
Addirittura, in Italia, la pubblica sicurezza ha acquisito un valore superiore alla protezione sociale. Assurdo, la prima è soprattutto una diretta conseguenza della seconda.
Se gli esseri umani godessero appieno di tutele inerenti i propri diritti fondamentali, difficilmente si assisterebbe a forme di degenerazione della violenza per la sopravvivenza.
Soffermandoci sui bisogni di sicurezza che emergono non appena appagati integralmente quelli fisiologici, è possibile affermare che la stabilità, la protezione, la libertà dall’ansia e dalla paura di non arrivare a fine mese favoriscono le capacità di razionalizzazione, gestione e trasformazione della propria aggressività innata.
Eppure, questo governo tende a giustificare la deprivazione delle libertà fondamentali in nome della pubblica sicurezza che, tra l’altro, secondo il buonsenso dovrebbe essere garantita principalmente attraverso politiche sociali e programmi di prevenzione, finalizzati alla tutela del diritto allo studio, del diritto alla salute, del diritto alle pari opportunità, del diritto al lavoro (non sottopagato) e ad una vita dignitosa.
Chi ama la ricerca della verità non ha alternative, deve cooperare per creare soluzioni durature.
Purtroppo, viviamo un’epoca in cui, l’unica certezza che abbiamo in merito alla libertà è la ricerca interiore di vie di fuga dalle gabbie dei condizionamenti sociali e dell’oscurantismo dominanti.
Attraverso la neuroplasticità, ovvero la capacità del cervello di modificarsi possiamo imparare, adattarci, creare nuove connessioni e liberarci da schemi di pensieri monolitici, da qualsiasi oppressore e regime totalitario.
Le Convenzioni Onu sui diritti umani sanciscono il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza, di religione, di associazione e di riunione pacifica, di partecipazione, di gioco, di ascolto, di non discriminazione.
In Italia, tutti questi diritti stanno subendo un grave attacco da parte delle istituzioni governative.
Nella storia dell’umanità, i periodi segnati da gravi crisi economiche, sociali e sanitarie hanno trovato il loro epilogo in diverse forme di rivoluzione.
Con la Rivoluzione francese fu sancita la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino che decretò la fine dell’ancien régime, durante il quale gli aristocratici godevano di ingiusti privilegi, e l’inizio di una nuova epoca volta ai principi di libertà uguaglianza e fraternità.
Ciò che garantirebbe la continuità tra gli ideali ed una reale vita dignitosa, sono le relazioni umane ed il sostegno istituzionale attraverso leggi che tengano conto della visione olistica e scientifica del tutto è atomicamente legato e che siano concretamente applicate al fine di riaffermare i principi della società civile.
Nella nostra pseudo società civile esistono, a tutt’oggi, enormi ingiustizie. Assistiamo ad un notevole peggioramento delle condizioni di vita degli esseri umani, in particolar modo delle fasce più deboli.
Ogni essere umano può, a causa di una patologia, dell’assenza di opportunità, della perdita del lavoro, della discriminazione razziale e di genere trovarsi a vivere una condizione di grave disagio esistenziale.
In una società civile, qualsiasi individuo in grave difficoltà dovrebbe accedere agevolmente ad una rete di sostegno che gli garantisca la possibilità di vivere dignitosamente.
Ma in realtà, viviamo in un Far West postmoderno, intrappolati in una Matrix dominata da algoritmi e intelligenza artificiale.
Abbiamo normalizzato l’individualismo e ci stiamo abituando a vivere come cowboy pronti ad usare la violenza per affermare l’stinto di sopravvivenza e non soccombere al neooscurantismo di quest’epoca tecnologicamente evoluta, ma umanamente decadente.
Eppure, c’è sempre una via di fuga, anche da questo degradante brodo sociale.
Possiamo ritrovare l’essenza della libertà negli spazi più intimi della nostra coscienza, ed è lì che dobbiamo tentare di orientarci per recuperare una relazione cooperativa, leale ed onesta con noi stessi e con il mondo circostante.
La canzone Libertà e il videoclip correlato tentano di rappresentare in modo viscerale questi concetti universali.
LIBERTA’ (testo)
Quantu veleno ‘sti cervelle hanno criato
e quanti sufferenze hanno suppurtato
dint’ a ‘sta vita, ‘sta vita vullenete
dint’ a ‘sta vita, ‘sta vita cucente
dint’ a ‘sta vita, ‘sta vita vullenete
dint’ a ‘sta vita, ‘sta vita cucente
Si è overo ca ‘a speranza
è l’urdema a muri
tenimmelo appicciato
‘stu fuoco vullenete,
tenimmelo appicciato
‘stu fuoco cucente
tenimmelo appicciato
‘stu fuoco vullente cucente
Dicemmo pure, pure dicimme
nuje simme ‘a terra, nuje simme ll’aria
nuje simme l’acqua, nuje simme ‘o fuoco
‘o fuoco sotto ‘e ppiere
‘o fuoco dint’ ‘e vene
‘o fuoco ca t’abbrucia,
te mette chella smania
ca cresce, cresce, ca cresce
e nun ‘a può fermà
Je quanno tengo ‘o fuoco
e stong nmiezz ‘a gent
nunn me ne fotto ‘e niente
je zompo ‘e abball
abballo ‘a libertà
libertà, libertà, je abballo ‘a libertà
libertà, libertà, je song ‘a libertà
libertà, libertà, je abballo ‘a libertà
libertà, libertà, je song ‘a libertà
Traduzione dal napoletano:
Quanto veleno questa mente ha creato
e quante sofferenze ha sopportato
in questa vita, questa vita bollente
in questa vita, questa vita cocente
in questa vita, questa vita bollente
in questa vita, questa vita cocente
Se è vero che la speranza
è l’ultima a morire
teniamolo acceso
questo fuoco bollente,
teniamolo acceso
questo fuoco cocente
teniamolo acceso
questo fuoco bollente
cocente
Diciamo pure, pure diciamo
noi siamo la terra, noi siamo l’aria
noi siamo l’acqua, noi siamo il fuoco
il fuoco sotto i piedi
il fuoco dentro le vene
il fuoco che ti brucia,
ti mette quella smania
che cresce, cresce,
e non la puoi fermare
Io quando tengo il fuoco
e sono tra la gente
non me ne frega niente
io salto e ballo
ballo la libertà
libertà, libertà, io ballo la libertà
libertà, libertà, io sono la libertà
libertà, libertà, io ballo la libertà
libertà, libertà, io sono la libertà
Credits:
Alessandro Ferrara (voce, percussioni)
Raffaele Cardone (chitarra elettrica, buzuki, oud)
Adriano Maria Poledro (recording, mixing)
Raffaele Cardone (recording, mixing, arrangiamenti)
Bob Fix (mastering)
Testo: A.Ferrara, P.Ferrara
Attori:
Espedito Petacca (la speranza)
Alessandro Ferrara (la distopia)
Regia: Alessandro Ferrara, Simone Braca
Video editing: Simone Braca
Post-produzione, VFX: Figli del Vento
@illimitarte
Alessandro Ferrara

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