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L’Associazione “Precari in Rete” trionfa: Poste Italiane paga anche lo straordinario pre-turno!
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Storica vittoria legale per l’Associazione Precari in Rete: riconosciuti i diritti dei lavoratori sull’orario effettivo di servizio.
Storica vittoria per i precari di Poste Italiane! Un plauso va alla costante e tenace azione dell’Associazione “Precari in Rete – Poste Italiane” e al prezioso supporto dei suoi legali, gli avvocati Rocco Bruno e Gerarda Pennella del foro di Avellino, grazie ai quali l’azienda è stata costretta a riconoscere e retribuire come straordinario anche il lavoro prestato prima dell’inizio del turno.
Questo significativo risultato consolida il precedente pronunciamento del Tribunale di Pistoia (n. 214/2024) del giugno 2024. Tale sentenza, che ha visto protagonista Carmine Pascale, attuale responsabile dell’associazione e all’epoca lavoratore precario di Poste Italiane in servizio come portalettere presso il recapito di Pistoia, aveva già stabilito un principio fondamentale: l’obbligo di retribuire lo straordinario anche in assenza di esplicita autorizzazione. Nonostante ciò, Poste Italiane continuava a negare il pagamento delle ore lavorate in anticipo rispetto all’orario ufficiale.
Finalmente questa prassi è stata superata, come dimostra il caso di Andrea Fasano, portalettere precario di Poste Italiane in servizio all’ufficio di Milano Lambrate, discusso con esito positivo il 28 aprile scorso presso il Tribunale di Roma. Il lavoratore, che aveva accumulato circa 100 ore di lavoro in più (sia in entrata che in uscita) tra agosto 2021 e marzo 2022, riceverà ora il giusto compenso. L’azienda dovrà dunque corrispondere ai lavoratori precari tutte le ore effettivamente trascorse in servizio, comprese quelle pre-turno.
L’Associazione “Precari in Rete – Poste Italiane” si dichiara estremamente soddisfatta di questo importante successo a beneficio di tutti i lavoratori interessati e rinnova l’invito a chiunque necessiti di assistenza in merito a tali questioni a mettersi in contatto.
Per completezza, è bene ricordare che Poste Italiane, come emerso da diverse segnalazioni, non aveva retribuito numerose ore di lavoro straordinario prestate dai dipendenti precari, in particolare dai portalettere. L’azienda giustificava il mancato pagamento sostenendo che il diritto alla retribuzione dello straordinario era subordinato a una preventiva autorizzazione. Tuttavia, i tribunali hanno respinto questa interpretazione, stabilendo l’obbligo di retribuire il lavoro effettivamente svolto, a prescindere da una formale autorizzazione. Proprio grazie all’azione incisiva dell’Associazione “Precari in Rete – Poste Italiane”, numerosi lavoratori precari hanno potuto portare la questione all’attenzione dell’Ispettorato del Lavoro e avviare con successo procedimenti legali per ottenere il dovuto compenso.
Nota Stampa – Precari in Rete


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