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Rodri Pallone d’Oro 2024, tra trionfo e polemiche: il Real Madrid boicotta la cerimonia

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Vinicius escluso e il Real si ritira in segno di protesta. Il centrocampista del City celebra il premio grazie alle sue imprese tra Champions ed Euro 2024.

Il Pallone d’Oro 2024 si tinge di sorprese e polemiche. La serata parigina dedicata al premio calcistico individuale più prestigioso, assegnato dal 1956, ha visto l’incoronazione di Rodri, centrocampista del Manchester City e protagonista di una stagione straordinaria. La scelta, tuttavia, ha scatenato una protesta senza precedenti da parte del Real Madrid, che ha optato per un clamoroso boicottaggio dell’evento.

Nell’attesa e colorata atmosfera del Teatro Chatelet, Rodri ha ricevuto il Pallone d’Oro per le sue imprese: decisivo nel 2023 per il trionfo del Manchester City in Champions League, con il gol della vittoria in finale contro l’Inter, e pilastro della Nazionale spagnola agli Europei 2024, dove ha guidato la squadra alla vittoria con un percorso netto di sette vittorie.

Nonostante questi successi, la decisione di assegnare il premio a Rodri non è stata accolta positivamente dal Real Madrid, che si aspettava che il proprio gioiello Vinicius Jr. trionfasse.

La protesta del Real Madrid

Florentino Perez, presidente dei Galacticos, ha deciso di ritirare in blocco la delegazione madrilena, cancellando il volo per Parigi all’ultimo minuto e lasciando a terra giocatori di spicco come Vinicius, Carvajal, Bellingham, l’allenatore Ancelotti e una nutrita rappresentanza del club. “Non ci presenteremo dove il Real non è rispettato” ha affermato Perez, dando voce al malcontento per un esito che, a detta dei vertici del Real, mancava di rispetto alla storia e al valore dei suoi giocatori.

Secondo il club, il Pallone d’Oro “non esiste più” per i blancos, una dichiarazione forte che lascia intravedere tensioni per la gestione del premio e il processo di voto, quest’anno tornato nelle mani dei giornalisti.

Premi e riflettori: Bonmati e il calcio femminile in primo piano

Se l’assenza del Real Madrid ha scosso l’ambiente, la serata ha regalato momenti importanti anche per il calcio femminile. L’attrice Natalie Portman, sul red carpet, ha ribadito il proprio amore per il calcio, con particolare attenzione al settore femminile, prima di annunciare il Pallone d’Oro femminile.

Il prestigioso riconoscimento è andato a Aitana Bonmati, attaccante del Barcellona e della Nazionale spagnola, reduce da un’annata straordinaria che l’ha vista trionfare con la Spagna al Mondiale 2023.

L’evento parigino ha premiato anche altre figure importanti del calcio: Lamine Yamal è stato riconosciuto come miglior giovane, mentre il Barcellona femminile è stato eletto miglior club per il secondo anno consecutivo. Carlo Ancelotti, assente alla cerimonia, è stato nominato miglior allenatore, mentre Emma Hayes, campionessa olimpica con la Nazionale USA, ha ricevuto il premio per la miglior allenatrice. Sul fronte sociale, Jenny Hermoso ha ricevuto il Premio Socrate per il suo impegno nel calcio e nella lotta contro la violenza di genere, una tematica sempre più sentita.

Un premio ambito e discusso

Il ritorno al voto dei giornalisti non ha quindi risolto le polemiche attorno al Pallone d’Oro, che continua a dividere i tifosi e a suscitare reazioni contrastanti. In passato, l’alternanza di vittorie tra Cristiano Ronaldo e Messi ha contribuito a creare l’idea di una competizione predefinita, percezione che sembra essersi estesa anche quest’anno. Il Real Madrid, con i suoi sette Palloni d’Oro conquistati nelle ultime undici edizioni, esprime una sfiducia senza precedenti che potrebbe far riflettere gli organizzatori su eventuali modifiche future nel sistema di assegnazione del premio.

La serata, segnata dall’assenza dei blancos e dalla controversa vittoria di Rodri, si è comunque conclusa con una celebrazione del calcio internazionale, dalla ribalta degli atleti più giovani fino alla consapevolezza sociale delle figure femminili emergenti. Resta da vedere come questa decisione influenzerà i prossimi anni di un premio che, nonostante tutto, conserva il suo prestigio e valore

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