Politica
Il governo approva la riforma delle concessioni balneari: proroga fino al 2027 e nuove regole per il settore
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2 anni fail

Il decreto prevede la proroga delle concessioni esistenti, bandi di gara entro il giugno 2027 e indennizzi per i concessionari uscenti, mentre l’opposizione critica duramente la riforma.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto che riforma il sistema delle concessioni balneari, chiudendo un dossier che ha suscitato ampi dibattiti e trattative tra Roma e Bruxelles.
La nuova normativa estende le concessioni esistenti fino a settembre 2027, con una possibilità di ulteriore proroga fino al 31 marzo 2028 in caso di “ragioni oggettive” che impediscano la conclusione delle procedure di gara.
Palazzo Chigi sottolinea che “la collaborazione tra Roma e Bruxelles ha consentito di trovare un punto di equilibrio tra la necessità di aprire il mercato delle concessioni e l’opportunità di tutelare le legittime aspettative degli attuali concessionari”. Da Bruxelles, è arrivato un apprezzamento per la riforma, definita “una soluzione globale, aperta e non discriminatoria” che copre tutte le concessioni da attuare entro i prossimi tre anni.
Il decreto rientra in un pacchetto più ampio di norme incluse nel decreto infrazioni, approvato dal CdM, che mira a risolvere 16 casi di infrazione e un caso di EU Pilot. Le misure riguardano la riduzione dei tempi di giustizia per debiti commerciali, la tutela dei minori nei procedimenti penali e il diritto d’autore, contribuendo a una significativa riduzione delle procedure di infrazione pendenti.
Il ministro e commissario Ue in pectore, Raffaele Fitto, ha gestito i contatti tra Bruxelles e le categorie interessate, mentre la chiusura politica della trattativa è avvenuta in un vertice di maggioranza con la premier Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi.
Il decreto stabilisce che le nuove concessioni dovranno avere una durata compresa tra cinque e venti anni, per garantire al concessionario di ammortizzare gli investimenti. Entro il 30 giugno 2027, tutte le concessioni balneari dovranno essere messe all’asta. Inoltre, i concessionari uscenti avranno diritto a un indennizzo da parte di chi subentra, calcolato in base agli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni.
La riforma prevede anche l’obbligo di garantire la continuità occupazionale per i lavoratori impiegati nella precedente concessione. Tuttavia, la riforma non è stata accolta favorevolmente da tutte le forze politiche. Il Movimento 5 Stelle ha criticato la riforma come “la pagliacciata finale del governo Meloni, dopo due anni di immobilismo totale“, mentre Matteo Ricci del Pd ha definito le nuove regole “una presa in giro”. Riccardo Magi di +Europa ha denunciato la riforma come “una soluzione che mette una pietra tombale sulla concorrenza per altri tre anni”.
La riforma, dunque, rappresenta un passo significativo nella gestione delle concessioni balneari, cercando di bilanciare le esigenze di apertura del mercato con la tutela degli interessi degli operatori esistenti, mentre continua a sollevare polemiche e discussioni nel panorama politico italiano.

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